Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

Il forum scientifico di Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico) - WWW.OLOSCIENCE.COM
 
IndicePortaleFAQCercaRegistrarsiLista utentiGruppiAccedi

Condividere | 
 

 Sulla meditazione

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
Fausto
Admin


Numero di messaggi : 400
Età : 44
Localisation : Switzerland
Data d'iscrizione : 12.06.07

MessaggioOggetto: Sulla meditazione   Gio Giu 14, 2007 12:11 am

"La meditazione produce degli stati non ordinari di coscienza,che a loro volta stabiliscono (fissano),attraverso il fenomeno della retrocausalità, determinati percorsi di vita dai quali alla fin fine non possiamo più “sottrarci”, poiché si “cristallizzano” a livello inconscio, stabilendo delle “regole” a noi ignote, che siamo “costretti” a seguire fino alla fine della nostra esistenza terrena."

Questo è indubbiamente uno di quei concetti che necessitano ulteriori chiarimenti e approfondimenti,affinchè perda quel velo di ambiguità in cui è avvolto.La prima cosa che occorre fare,è stabilire una base sulla quale costruire poi tutte le rispettive ipotesi-teorie sul tema in questione;ovvero: la meditazione e i suoi "rapporti" con la Realtà.Tale base,la potremmo improntare su una di queste due possibilità, che da tempo immemorabile fanno discutere l'uomo in seno al concetto di Libero Arbitrio;ovvero: Determinismo o Indeterminismo? La mia risposta quindi è la seguente: Determinismo (...nulla succede per caso,ma proprio nulla).
[Per un approfondimento in "chiave fisica":
http://www.riflessioni.it/forum/showthread.php3?t=9835 ]
Stabilito questo assunto di partenza,possiamo quindi andare oltre...
Adottando il concetto di Determinismo,qualsiasi “modello” di “volontà soggettiva” volessimo adottare per “spiegare” l’atto in sé della meditazione, non avrebbe alcun senso (in un contesto appunto di “oggettività forte”). La “strada maestra” che qualsiasi individuo percorre nella propria esistenza terrena è una sola,ma con infinite e potenziali diramazioni che a loro volta possono condurre, o completamente “fuori rotta” per poi difficilmente rientrare sulla “strada maestra”,oppure su “strade parallele” che in ogni caso alla fine portano ad una destinazione predefinita. Il punto di arrivo è quindi sempre ed esclusivamente uno solo (e per ogni essere umano vi è un punto d’arrivo diverso, ovvero un determinato “traguardo evolutivo” che potrà affinarsi solo col tempo,ossia col susseguirsi di altre vite). Il perché quindi,alcune persone siano più predisposte rispetto a molte altre, ad entrare facilmente in determinati stati non ordinari di coscienza (meditazione), non ci è dato saperlo (visto che nel contesto di un’ “oggettività forte”,parlare di volontà soggettiva,scelte consapevoli e libero arbitrio,non ha alcun senso).
L’unica accezione in cui possiamo intendere la seguente affermazione,ossia:
“La meditazione altera la realtà”,è la seguente:
Liberare la mente da tutte le “informazioni superflue” che ci circondano (meditare),non significa quindi aprire un varco verso altre “strade maestre”, ma semplicemente eliminare tutte quelle “diramazioni” che portano in zone “pericolose” per la nostra salute-incolumità (e oltretutto poco “istruttive”), per fissare, attraverso il fenomeno della retrocausalità, uno “schema” di molteplici (ma non infinite) “diramazioni positive” (consone alla nostra natura),attraverso le quali possiamo tranquillamente “inoltrarci” ,intuendone,grazie alla retrocausalità, tutti i “benefici”.
Con la meditazione quindi, fissiamo dei parametri a livello inconscio, che ci consentiranno per tutta la vita, di inoltrarci attraverso innumerevoli “diramazioni positive”, di cui ne possiamo intuire a priori tutta la loro importanza in relazione al nostro “senso della vita” (che ovviamente varia da individuo a individuo).
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente http://www.oloscience.com
pier



Numero di messaggi : 739
Data d'iscrizione : 10.10.07

MessaggioOggetto: Re: Sulla meditazione   Sab Ott 13, 2007 5:47 pm

Admin ha scritto:
"La meditazione produce degli stati non ordinari di coscienza,che a loro volta stabiliscono (fissano),attraverso il fenomeno della retrocausalità, determinati percorsi di vita dai quali alla fin fine non possiamo più “sottrarci”, poiché si “cristallizzano” a livello inconscio, stabilendo delle “regole” a noi ignote, che siamo “costretti” a seguire fino alla fine della nostra esistenza terrena."

Questo è indubbiamente uno di quei concetti che necessitano ulteriori chiarimenti e approfondimenti,affinchè perda quel velo di ambiguità in cui è avvolto.La prima cosa che occorre fare,è stabilire una base sulla quale costruire poi tutte le rispettive ipotesi-teorie sul tema in questione;ovvero: la meditazione e i suoi "rapporti" con la Realtà.Tale base,la potremmo improntare su una di queste due possibilità, che da tempo immemorabile fanno discutere l'uomo in seno al concetto di Libero Arbitrio;ovvero: Determinismo o Indeterminismo? La mia risposta quindi è la seguente: Determinismo (...nulla succede per caso,ma proprio nulla).
[Per un approfondimento in "chiave fisica":
http://www.riflessioni.it/forum/showthread.php3?t=9835 ]
Stabilito questo assunto di partenza,possiamo quindi andare oltre...
Adottando il concetto di Determinismo,qualsiasi “modello” di “volontà soggettiva” volessimo adottare per “spiegare” l’atto in sé della meditazione, non avrebbe alcun senso (in un contesto appunto di “oggettività forte”). La “strada maestra” che qualsiasi individuo percorre nella propria esistenza terrena è una sola,ma con infinite e potenziali diramazioni che a loro volta possono condurre, o completamente “fuori rotta” per poi difficilmente rientrare sulla “strada maestra”,oppure su “strade parallele” che in ogni caso alla fine portano ad una destinazione predefinita. Il punto di arrivo è quindi sempre ed esclusivamente uno solo (e per ogni essere umano vi è un punto d’arrivo diverso, ovvero un determinato “traguardo evolutivo” che potrà affinarsi solo col tempo,ossia col susseguirsi di altre vite). Il perché quindi,alcune persone siano più predisposte rispetto a molte altre, ad entrare facilmente in determinati stati non ordinari di coscienza (meditazione), non ci è dato saperlo (visto che nel contesto di un’ “oggettività forte”,parlare di volontà soggettiva,scelte consapevoli e libero arbitrio,non ha alcun senso).
L’unica accezione in cui possiamo intendere la seguente affermazione,ossia:
“La meditazione altera la realtà”,è la seguente:
Liberare la mente da tutte le “informazioni superflue” che ci circondano (meditare),non significa quindi aprire un varco verso altre “strade maestre”, ma semplicemente eliminare tutte quelle “diramazioni” che portano in zone “pericolose” per la nostra salute-incolumità (e oltretutto poco “istruttive”), per fissare, attraverso il fenomeno della retrocausalità, uno “schema” di molteplici (ma non infinite) “diramazioni positive” (consone alla nostra natura),attraverso le quali possiamo tranquillamente “inoltrarci” ,intuendone,grazie alla retrocausalità, tutti i “benefici”.
Con la meditazione quindi, fissiamo dei parametri a livello inconscio, che ci consentiranno per tutta la vita, di inoltrarci attraverso innumerevoli “diramazioni positive”, di cui ne possiamo intuire a priori tutta la loro importanza in relazione al nostro “senso della vita” (che ovviamente varia da individuo a individuo).

Vediamo cosa dice il dott. Montecucco sulla meditazione.
Secondo me ha ragione Fausto Intilla quando dice che la meditazione produce degli stati non ordinari di coscienza e questo lo dico dopo almeno 30 anni di meditazione e molti insegnamenti da parte di maestri tra i quali ci sono anche degli scienziati.
Comunque è iportante la distinzione fra meditazione e concentrazione.

"Meditazione e concentrazione: non confondiamoci
Occorre innanzitutto saper discriminare tra meditazione, contemplazione e concentrazione. Lo stato che identifichiamo con il termine tecnico di meditazione è uno stato di non-mente, in cui i pensieri sono assenti e si vive la consapevolezza del silenzio o vuoto interiore del proprio essere, normalmente permeato da un senso di completezza e piacere. Nella recitazione dei mantra o delle preghiere, nella visualizzazione di immagini o di simboli interiori, si attua invece una concentrazione mentale che implica uno stato di attività psichica volontaria e focalizzata su un oggetto, che non corrisponde e quindi non deve essere confusa con lo stato di meditazione.
L’esperienza estetica di apertura di fronte ad uno spettacolo naturale o il rilassamento profondo, tipico di molte tecniche come il training autogeno o simili, sono normalmente considerati come stati di contemplazione ossia di coscienza espansa in cui manca l’esperienza spirituale del centro e che, di nuovo, non sono e non debbono essere confusi con lo stato di meditazione.
Benché gli stati spirituali portino spesso all'apertura di percezioni più sottili e di fenomeni psichici come visioni di colori, forme simboliche, sogni lucidi, percezioni extrasensoriali, telepatia e altro ancora, essi non devono essere considerati come necessari o sintomatici di una reale spiritualità. Una persona equilibrata può sperimentare stati di profonda meditazione per anni, ritrovando il proprio centro di coscienza spirituale e vivendo in un livello di profondo benessere e unione sacra con la vita senza aver mai sperimentato la minima visione o stato alterato. La meditazione non è uno stato alterato di coscienza ma il naturale stato maturo dell’essere umano autocosciente.
Visioni, immagini, e stati alterati sono un effetto collaterale assolutamente irrilevante e spesso dannoso in quanto distolgono la consapevolezza dal proprio vuoto e dal proprio silenzio perdendosi negli irreali scenari della fantasiosa mente."


Pier
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
cincin



Numero di messaggi : 207
Età : 56
Localisation : Roma
Data d'iscrizione : 09.08.07

MessaggioOggetto: Re: Sulla meditazione   Sab Ott 13, 2007 6:38 pm

pier ha scritto:


Vediamo cosa dice il dott. Montecucco sulla meditazione.
Secondo me ha ragione Fausto Intilla quando dice che la meditazione produce degli stati non ordinari di coscienza e questo lo dico dopo almeno 30 anni di meditazione e molti insegnamenti da parte di maestri tra i quali ci sono anche degli scienziati.
Comunque è iportante la distinzione fra meditazione e concentrazione.

"Meditazione e concentrazione: non confondiamoci
Occorre innanzitutto saper discriminare tra meditazione, contemplazione e concentrazione. Lo stato che identifichiamo con il termine tecnico di meditazione è uno stato di non-mente, in cui i pensieri sono assenti e si vive la consapevolezza del silenzio o vuoto interiore del proprio essere, normalmente permeato da un senso di completezza e piacere. Nella recitazione dei mantra o delle preghiere, nella visualizzazione di immagini o di simboli interiori, si attua invece una concentrazione mentale che implica uno stato di attività psichica volontaria e focalizzata su un oggetto, che non corrisponde e quindi non deve essere confusa con lo stato di meditazione.
L’esperienza estetica di apertura di fronte ad uno spettacolo naturale o il rilassamento profondo, tipico di molte tecniche come il training autogeno o simili, sono normalmente considerati come stati di contemplazione ossia di coscienza espansa in cui manca l’esperienza spirituale del centro e che, di nuovo, non sono e non debbono essere confusi con lo stato di meditazione.
Benché gli stati spirituali portino spesso all'apertura di percezioni più sottili e di fenomeni psichici come visioni di colori, forme simboliche, sogni lucidi, percezioni extrasensoriali, telepatia e altro ancora, essi non devono essere considerati come necessari o sintomatici di una reale spiritualità. Una persona equilibrata può sperimentare stati di profonda meditazione per anni, ritrovando il proprio centro di coscienza spirituale e vivendo in un livello di profondo benessere e unione sacra con la vita senza aver mai sperimentato la minima visione o stato alterato. La meditazione non è uno stato alterato di coscienza ma il naturale stato maturo dell’essere umano autocosciente.
Visioni, immagini, e stati alterati sono un effetto collaterale assolutamente irrilevante e spesso dannoso in quanto distolgono la consapevolezza dal proprio vuoto e dal proprio silenzio perdendosi negli irreali scenari della fantasiosa mente."


Pier
Ciao Pier, premesso che il dott. Montecucco dice che: "La meditazione non è uno stato alterato di coscienza ", io sono d'accordo con lui, perchè anche io sostengo questo.
La meditazione ci appare come uno stato non ordinario di coscienza solo perchè l'uomo non conosce la meditazione; egli conosce solo lo stato non-meditativo e quindi lo considera ordinario, ma semplicemente perchè non fa parte della quotidianetà, mentre entrare in meditazione fa parte dello straordinario.
Ed è lo stato non-meditativo ad essere uno stato non ordinario, tant'è vero che si dice che la mente (stato non-meditativo, dunque) altera la realtà.
La realtà non subisce "deformazioni" solo in uno stato meditativo, in altre parole ed è per questo che io lo definisco stato non alterato della mente.
E quanto affermo è l'unico punto che mi divide da Fausto intilla col quale condivido, invece, tutto il suo lavoro e la sua visione.
Ovviamente non sto dicendo che io ho ragione e lui torto, per carità, perchè io non ho la sua preparazione scientifica; lui è un ricercatore e io solo una persona che sperimenta la meditazione.
Colgo l'occasione per linkare una discussione che ho avuto qualche tempo fa proprio col nostro Fausto in un altro forum, e che tu conosci, Pier, e che mi ha dato modo di apprezzare la sua grande professionalità e il suo eccellente intuito, anche se egli non ha bisogno del mio "lasciapassare", ovviamente.

http://forum.cosenascoste.com/nuove-scienze-e-tecnologie/34900-esperimenti-sui-nuclei-inconsci.html

A presto, Pier, e grazie per il tuo gradito e e stimolante apporto al forum.
cin.
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
pier



Numero di messaggi : 739
Data d'iscrizione : 10.10.07

MessaggioOggetto: Re: Sulla meditazione   Dom Ott 14, 2007 10:18 am

cincin ha scritto:

Ciao Pier, premesso che il dott. Montecucco dice che: "La meditazione non è uno stato alterato di coscienza ", io sono d'accordo con lui, perchè anche io sostengo questo.
La meditazione ci appare come uno stato non ordinario di coscienza solo perchè l'uomo non conosce la meditazione; egli conosce solo lo stato non-meditativo e quindi lo considera ordinario, ma semplicemente perchè non fa parte della quotidianetà, mentre entrare in meditazione fa parte dello straordinario.
Ed è lo stato non-meditativo ad essere uno stato non ordinario, tant'è vero che si dice che la mente (stato non-meditativo, dunque) altera la realtà.
La realtà non subisce "deformazioni" solo in uno stato meditativo, in altre parole ed è per questo che io lo definisco stato non alterato della mente.
E quanto affermo è l'unico punto che mi divide da Fausto intilla col quale condivido, invece, tutto il suo lavoro e la sua visione.
Ovviamente non sto dicendo che io ho ragione e lui torto, per carità, perchè io non ho la sua preparazione scientifica; lui è un ricercatore e io solo una persona che sperimenta la meditazione.
Colgo l'occasione per linkare una discussione che ho avuto qualche tempo fa proprio col nostro Fausto in un altro forum, e che tu conosci, Pier, e che mi ha dato modo di apprezzare la sua grande professionalità e il suo eccellente intuito, anche se egli non ha bisogno del mio "lasciapassare", ovviamente.

http://forum.cosenascoste.com/nuove-scienze-e-tecnologie/34900-esperimenti-sui-nuclei-inconsci.html

A presto, Pier, e grazie per il tuo gradito e e stimolante apporto al forum.
cin.

Sono io che ringrazio voi per aver creato questo forum.
Ho letto da tempo il tuo pensiero espresso nel forum da te citato.
Per decenni ho studiato vari autori , oltre naturalmente a praticare due volte al giorno la meditazione derivata dagli insegnamenti vedici.
Poiché sono stato un progettista ho scelto di approfondire il veda dal punto di vista scientifico e la "fortuna"od il caso ha voluto che molti scienziati, compresi primi Nobel ,abbiano appunto trattato i veda da questo punto di vista scientifico.
Ritornando alla differenza fra Intilla e Montecucco direi che tutti e due hanno ragione .
In effetti la meditazione provoca uno stato di coscienza alterato e questo è stato dimostrato . A forza di contattare questo stato di coscienza succede che la fisiologia si abitua a riprodurlo automaticamente poiché in questo stato c'è la massima coerenza o ordine (1) . Ecco allora che avviene quello che dice Montecucco (e tu) e cioè che la meditazione ( o meglio i suoi effetti permanenti che provoca ) non è uno stato alterato di coscienza ma bensì il modo ottimale del funzionamento del nostro sistema psico/fisico.

(1) Che cosa è la coerenza ?

Il termine coerenza in fisica indica il livello di ordine di un sistema. La relazione tra un sistema e gli elementi che lo compongono e biunivoca, ma l'influenza di singoli elementi sul sistema è troppo debole per essere avvertita su ampia scala. Quando tuttavia, in un sistema disordinato il numero di elementi ordinati supera una soglia critica,(il che accade nei gruppi di coerenza) il disordine viene spontaneamente neutralizzato e tutto il sistema diventa perfettamente coerente e ordinato. Il passaggio da uno stato disordinato a uno coerente provoca un salto di qualità nel sistema che comincia a esibire un funzionamento ideale. Esempi di questo fenomeno sono la luce laser e i superconduttori.
Anche il sistema nervoso può funzionare in modo più o meno coerente. E’ stato dimostrato che l’attività alfa in un individuo provoca una crescita della coerenza del funzionamento cerebrale. Oltre 500 ricerche scientifiche condotte negli ultimi 25 anni dimostrato i benefici prodotti da questo stato Alfa, a livello fisiologico(salute), psicologico e del comportamento degli individui. Alcuni di questi studi hanno mostrato che la crescita di coerenza cerebrale è associata a una percezione più chiara della propria identità e all'aumento della creatività.

COERENZA ED EFFETTO MEISSNER

L'effetto Meissner indica che il funzionamento collettivo coerente di un sistema garantisce una protezione da influenze estranee che potrebbero disturbare il sistema stesso. Questo esempio non e unico in natura: fenomeni paralleli sono stati rilevati in molti aspetti delle scienze fisiche e biologiche.


Se volete posso approfondire in altri interveti questo argomento.
Pier
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
cincin



Numero di messaggi : 207
Età : 56
Localisation : Roma
Data d'iscrizione : 09.08.07

MessaggioOggetto: Re: Sulla meditazione   Dom Ott 14, 2007 10:58 am

pier ha scritto:

Sono io che ringrazio voi per aver creato questo forum.
(...........................................)
In effetti la meditazione provoca uno stato di coscienza alterato e questo è stato dimostrato . A forza di contattare questo stato di coscienza succede che la fisiologia si abitua a riprodurlo automaticamente poiché in questo stato c'è la massima coerenza o ordine (1) . Ecco allora che avviene quello che dice Montecucco (e tu) e cioè che la meditazione ( o meglio i suoi effetti permanenti che provoca ) non è uno stato alterato di coscienza ma bensì il modo ottimale del funzionamento del nostro sistema psico/fisico.

Ovviamente il merito per aver creato questo forum è tutto di Fausto.

Che la meditazione provochi la formazione di onde cerebrali che in uno stato non meditativo non si avrebbero, non si discute; ed è per questo che la meditazione viene definita come uno stato alterato della coscienza.

Durante la meditazione profonda vengono generate onde alfa di ampiezza più elevata di quelle che si producono durante il sonno, per esempio, e questo dipende dal fatto, credo, che durante il sonno c'è ancora attività cerebrale (sogni, che sono una forma figurata di pensiero).
E la differenza tra le onde alfa prodotte in meditazione e quelle prodotte nello stato di veglia dovrebbe essere ancora più marcata.
Io, però, capovolgo il concetto, e la stessa cosa fa Montecucco, perchè egli ha conosciuto la meditazione: il nostro stato ordinario è quello meditativo, che a causa della crescita dell'io, abbiamo perduto.
E dal momento che l'uomo vive perennemente nel suo io (nella mente), questo stato per lui ha acquisito ordinarietà.
Per lui, vivere nella mente gli sembra normale perchè non conosce la vita nel suo vero centro: il Sè, o Consapevolezza, o Anima, o chiamiamola come vogliamo.
E' ovvio, che se l'uomo vive perennemente decentrato, per lui, quel falso centro diventa il centro perenne della sua vita e quindi l'ordinarietà, la normalità.
Solo quando egli conosce il suo vero centro (il Sè, la Consapevolezza, l'Anima, ecc.) si rende conto che quella di prima era una vita falsa, illusoria, e a quel punto può dire che quello era uno stato alterato, mentre quello del vero centro è uno stato ordinario.
In sostanza, se non si conosce il vero centro, il falso ci sembra l'ordinario e il vero, lo straordinario, l'alterato.
Quindi, dal punto di vista scientifico, è giusto ciò che dice Fausto, perchè l'EEG darà un tracciato inusuale, mentre dal punto di vista del meditatore, è giusto quello che dice Montecucco, perchè chi è in meditazione comprende che lo stato alterato è quello non-meditativo.
E infine hai ragione tu, Pier, perchè hai detto che avevano ragione sia Fausto che Montecucco :-)

Un abbraccio,
cin.
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
pier



Numero di messaggi : 739
Data d'iscrizione : 10.10.07

MessaggioOggetto: Re: Sulla meditazione   Lun Ott 15, 2007 10:21 am

cincin ha scritto:

.......Solo quando egli conosce il suo vero centro (il Sè, la Consapevolezza, l'Anima, ecc.) si rende conto che quella di prima era una vita falsa, illusoria, e a quel punto può dire che quello era uno stato alterato, mentre quello del vero centro è uno stato ordinario.
In sostanza, se non si conosce il vero centro, il falso ci sembra l'ordinario e il vero, lo straordinario, l'alterato.......

Vediamo cosa dice Krisnhamurti ( che pare essere stato un illuminato) sulla meditazione.

Sul meditare e l'esperire ... - J. Krisnhamurti

"Era una bella serata, il cielo era chiaro e brillavano le stelle, malgrado la luce della città; nonostante la torre fosse inondata di luce da tutti i lati, si poteva vedere l'orizzonte lontano, e in basso sul fiume c'erano macchie di luce; sebbene ci fosse il rumore continuo del traffico, era una sera piena di pace. La meditazione venne avanti lentamente come un'ondata che ricopra la sabbia. Non era una meditazione che il cervello potesse imprigionare nella rete della sua memoria; era qualcosa a cui il cervello intero cedeva senza alcuna resistenza. Era una meditazione che andava molto al di là di qualsiasi formula, di qualsiasi metodo; il metodo, la formula, la ripetizione distruggono la meditazione. Nel suo movimento essa abbracciava ogni cosa, le stelle, il rumore, la pace, e la distesa d'acqua. Ma non c'era un meditatore: il meditatore, l'osservatore deve sparire perchè possa esserci meditazione. Lo scomparire del meditatore fa parte della meditazione; ma nel momento in cui il meditatore non c'è più, si ha una meditazione del tutto diversa.
Era mattino prestissimo, Orione stava salendo all'orizzonte e le Pleiadi erano quasi allo zenit. Il rumore della città s'era acquietato e a quell'ora tutte le finestre erano spente e c'era una piacevole, fresca brezza. Nella completa attenzione non c'è possibilità di 'fare esperienza'. C'è invece nella inattenzione: è questa inattenzione che accumula esperienza, moltiplicando i ricordi, erigendo muri di resistenza; è questa inattenzione che cementa le attività centrate sull'ego. L'inattenzione è concentrazione, cioè esculsione, separazione dal tutto; la concentrazione conosce la distrazione e l'eterno conflitto di controllo e disciplina. Nello stato di inattenzione, ogni risposta a ogni provocazione è inadeguata; l'esperienza è questa inadeguatezza. L'esperienza porta all'insensibilità, ottunde il meccanismo del pensiero, inspessisce le pareti della memoria e l'abitudine, la routine divengono la norma. L'esperienza, inattenzione, non è liberante. L'inattenzione è lento declino.
Nella completa attenzione non esiste il fare esperienza; non c'è un centro che sperimenta né una periferia entro la quale l'esperienza possa avvenire. L'attenzione non è concentrazione, che è restringente, limitante. L'attenzione totale include, mai esclude. La superficialità nell'attenzione è inattenzione; l'attenzione totale include ciò che è in superficie e ciò che è nascosto, il passato e la sua influenza sul presente, diretta verso il futuro. Tutta la coscienza è parziale, delimitata, e l'attenzione totale include la coscienza con le sue limitazioni, ed è in grado di abbatterne i confini, le limitazioni. Tutto il pensiero è condizionato, e il pensiero non può decondizionare se stesso. Il pensiero è tempo ed esperienza; esso è essenzialmente il risultato della non-attenzione.
Che cos'è che produce l'attenzione totale? Non un metodo nè un sistema: questi producono quello che promettono, un risultato. Ma l'attenzione totale non è un risultato più di quanto lo sia l'amore; essa non può essere indotta, non può essere provocata da nessuna azione al mondo. L'attenzione totale è la negazione dei risultati dell'inattenzione, ma questa negazione non è l'atto di una attenzione cosciente. Ciò che è falso deve essere negato non perchè si conosce già ciò che è vero; se si conoscesse ciò che è vero il falso non esisterebbe. Il vero non è l'opposto del falso, l'amore non è l'opposto dell'odio. Nei limiti in cui si conosce l'odio non si conosce l'amore. Il rifiuto del falso, il rifiuto delle cose della non-attenzione non è il risultato del desiderio di raggiungere l'attenzione totale. Vedere il falso come falso e il vero come vero e il vero nel falso non è il risultato di un confronto. Vedere il falso come falso è attenzione. Non si può vedere il falso come falso quando esistono l'opinione, il giudizio, la valutazione, l'attaccamento e così via, che sono il risultato della non-attenzione. Vedere l'intero edificio della non-attenzione vuol dire attenzione totale. Una mente attenta è una mente vuota.

La purezza della diversità è la sua immensa e impenetrabile forza. E questa è stata presente insieme a una straordinaria pace, questa mattina."
J. Krisnhamurti - Taccuino - c.e. Ubaldini - pg. 89-90


Pier
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
cincin



Numero di messaggi : 207
Età : 56
Localisation : Roma
Data d'iscrizione : 09.08.07

MessaggioOggetto: Re: Sulla meditazione   Mar Ott 16, 2007 9:52 am

pier ha scritto:

Vediamo cosa dice Krisnhamurti ( che pare essere stato un illuminato)...
Krishnamurti era un illuminato :-) e da queste sue poche parole (ma non solo) si capisce che egli ha ha Conosciuto la Realtà ultima:

Citazione :
Vedere il falso come falso e il vero come vero e il vero nel falso non è il risultato di un confronto. Vedere il falso come falso è attenzione. Non si può vedere il falso come falso quando esistono l'opinione, il giudizio, la valutazione, l'attaccamento e così via, che sono il risultato della non-attenzione. Vedere l'intero edificio della non-attenzione vuol dire attenzione totale. Una mente attenta è una mente vuota.
Solo una mente che ha trasceso le dualità, può dire queste cose, Pier.
Una mente attenta può vedere il falso nel vero e il vero nel falso, perchè le dualità in realtà non sono degli opposti ma dei complementari e l'uno non può esistere in assenza dell'altro.
Ma vedere contemporaneamente tutti gli opposti vuol dire anche annullarli, cosicchè una cosa è anche nè falsa nè vera.
Per "vedere" contemporaneamente tutti gli opposti che a quel punto si dissolvono, si deve avere una mente vuota, e solo quando la mente è vuota si può riempire del Tutto, includendo ogni cosa come indispensabile all'equilibrio universale :-)
Tornare in alto Andare in basso
Vedere il profilo dell'utente
Contenuto sponsorizzato




MessaggioOggetto: Re: Sulla meditazione   Oggi a 4:59 am

Tornare in alto Andare in basso
 
Sulla meditazione
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Dubbi amletici sulla panna
» Chiarimenti dell'Albo Gestori sulla figura dell'intermediario
» [Primi Passi] Prima misurazione...domande sulla temperatura
» FILM: Taare Zameen Par (sulla dislessia)
» SCHEDE SULLA LOGICA E L'ATTENZIONE

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia) :: Psicologia Analitica-Transpersonale-
Andare verso: