Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Il sogno e la fisica quantistica

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Claudio Sauro



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MessaggioOggetto: Il sogno e la fisica quantistica   Dom Mag 05, 2013 1:07 pm

Perché questo titolo? Per il semplice fatto che la meccanica quantistica è quella che può spiegare meglio il sogno.
Tengo subito a precisare che sono il primo che ha cercato di trovare delle relazioni fra sogno e fisica quantistica.

Vediamo innanzi tutto i principi fondamentali della meccanica quantistica:

- Non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle "osservazioni" dell’uomo.
- Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall'acausalità.
- E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa "comunicare a distanza" o possa "scaturire" dal nulla.
- Lo stato oggettivo della materia, è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.

Ora che cos’è il sogno: è una realtà non obiettiva, ma solo di volta in volta creata dalla mente dell’uomo.

Inoltre le meccaniche fondamentali del sogno sono caratterizzate dall’acausalità: infatti uno stesso stimolo che venga applicato in due momenti diversi causa sogni diversi e non esiste una correlazione fra tipo di stimolo e sogno.

Come nella meccanica quantistica anche per il sogno vale lo stesso principio di poter comunicare a distanza (è successo più volte che soggetti diversi facciano lo stesso sogno) e di poter scaturire dal nulla, cioè per il sogno non esiste nessuna base razionale perché venga fatto quel sogno che pertanto sembra scaturire dal nulla.

La quantistica dice: lo stato oggettivo della materia è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati e questo vale anche per il sogno dal momento che generalmente i sogni si intrecciano, si sovrappongono e questo senza nessuna correlazione logica.

Ma perché questo paragone con la quantistica che si occupa principalmente del subatomico?

Per il semplice motivo che anche il sogno potrebbe nascere nel subatomico, certamente è rilevabile con l’EEG nella neocortex, ma in questa opera il subatomico, gli atomi e le micro particelle, le onde ed i corpuscoli, e tutte queste funzioni possono essere ascritte nella quantistica o meglio ancora alla Teoria delle Stringhe

Ma cerchiamo di definire meglio il sogno.


Da più di cinquanta anni lo si sta studiando, cercando di dare una spiegazione a questa attività che può essere considerata la funzione psico-biologica più importante della vita di ogni uomo, perché occupa quasi il 30% di ogni giornata.

Nel 1953 è stato scoperto come il sonno non dipenda da una mancanza di attività cerebrale (teoria passiva che prevedeva una riduzione progressiva delle funzioni biologiche in stato di recupero), bensì da una vera e propria attivazione di funzioni specifiche (come quella del sognare) che, quindi, pongono una seri di interrogativi e una quantità di domande sulle attività psichiche più importanti e/o vitali.

Misteriosa risulta la scelta della natura che pone l’uomo in situazione di pericolo per un così lungo periodo della giornata, dal momento che la riduzione dell’attenzione e la perdita del tono muscolare mettono il soggetto nella condizione di non poter rispondere agli eventuali pericoli: non può organizzare né la fuga, né qualsiasi altro atto difensivo o di attacco.

Resta poi anche il tema della perdita di tempo, che riflette la domanda “perché l’uomo deve perdere tanto tempo della sua vita a dormire, quando potrebbe utilizzarlo, come dice il neurobiologo Allan Rechtschaffen (199, per lavorare, per produrre, per pensare, per creare opere letterarie, scientifiche o culturali”.

L’importanza degli studi più moderni sul sonno è dimostrata dal fatto che si è potuto stabilire che si tratta di una funzione molto particolare nella quale si evidenziano:

una fase di sonno lento (perché caratterizzato da un EEG di onde ampie e di bassa frequenza) nel quale si abbassa progressivamente il ritmo cardiaco e la frequenza respiratoria, movimenti oculari lenti e disimmetrici, innalzamento della soglia percettiva;

una fase di sonno rapido-REM (con un EEG di onde rapide e di basso voltaggio), in cui si evidenziano movimenti oculari rapidi (gli occhi tornano a muoversi come durante la veglia, in maniera sincrona).

La particolarità del sonno REM è rilevante, tanto che ormai, quando parliamo di sonno, ci riferiamo proprio a questa fase che, oltre alle caratteristiche già citate, si accompagna a:
perdita totale del tono muscolare;
rigonfiamento del pene e del clitoride;
ulteriore innalzamento della soglia percettiva e riduzione delle funzioni vitali;
presenza dei sogni;
organizzazione fasica (si presenta cioè per periodi di circa venti minuti ciascuno, tre o quattro volte per notte, ogni ora e mezza circa);
inizio delle fasi che rispetta un orologio biologico che, tra l’altro, è circadiano (uno dei più precisi nel nostro sistema biologico);
inizio e fine di ogni fase o periodo in maniera brusca (alla fine di ogni fase si può osservare una maggiore facilità al risveglio, soprattutto se sono concomitanti stimoli esterni o fisiologici come il riempimento della vescica urinaria);
assoluta necessità, da parte del soggetto, di dormire una certa quantità di sonno REM con tendenza a recuperare la quantità di sonno perduta;
cambiamento della quantità di sonno REM a seconda dell’età; un bebé dorme circa l’80% del suo sonno di 14-15 ore giornaliere in stato di sonno REM, mentre nelle persone anziane è presente circa nel 10-15% delle sue otto ore di sonno notturno.

Queste osservazioni evidenziano quanto sia complesso il sistema sonno-veglia (sistema nictemerale), ma ancora non ci dicono tutto su questa straordinaria funzione psico-biologica e ancora molte sono le domande che sorgono man mano che riusciamo a scoprire nuove cose.

La privazione del sonno rapido (ottenuta meccanicamente o farmacologicamente) induce stati di irritabilità e di disequilibrio psichico che, secondo alcuni ricercatori, può essere causa di vere e proprie forme morbose psichiatriche (deliri; allucinazioni; ecc.).

Il Dott. J. Allan Hobson, dell’Università di Harvard, sostiene che il sonno REM è necessario per aiutare a consolidare la memoria e a migliorare l’apprendimento.

Questo spiegherebbe la necessità dei neonati e dei bambini piccoli di dormire tante ore di sonno REM, data, appunto, la necessità di elaborare enormi quantità di input sensoriali (soprattutto enterocettivi e propriocettivi) necessari per il controllo delle attività digestive, motorie e psicomotorie.

Esperimenti hanno dimostrato che gatti trattati con anti-MAO ad azione anfetaminosimile perdono sonno REM e diventano intrattabili; se trattati con anti-MAO con azione attivatrice sul sistema parasimpatico, aumentano la quantità di sonno REM, diventano tranquilli, propensi alle attività che apprendono con maggior facilità.

Altri esperimenti hanno mostrato la stimolazione cronica del Sistema Reticolare Mesencefalico (SRM) inibisce anche totalmente il sonno REM e gli animali diventano paurosi, angosciati di fronte a qualsiasi stimolo e, proprio per questo, più propensi all’autodifesa aggressiva.

Siccome l’attività bioelettrica cerebrale, registrata con l’EEG, è, nel sonno REM, praticamente uguale a quella registrata durante lo stato di veglia, ci si è chiesti se a uguale attività bioelettrica corrispondano uguali strutture attivate.
Sicuramente non è possibile che siano gli stessi centri cerebrali ad attivare la veglia ed il sonno REM, soprattutto perché il SRM, che mantiene lo stato di veglia (come hanno dimostrato Moruzzi e Magoun), risulta inibito durante tutte le fasi del sonno.

E questo ci riporta nuovamente alla fisica quantistica: lo stato oggettivo della materia è caratterizzato dalla sovrapposizione di più strati.
L’EEG non è un motivo sicuro per sapere se è in atto un sogno: certamente l’EEG può essere valido per il sonno lento e per il sonno rapido.

Ma si è visto che quando uno dorme profondamente, e quindi anche con sole onde TETA, se svegliato bruscamente riferisce che stava sognando.

Talvolta in questi casi l’individuo riferisce un sogno diverso, privo di immagini, ma ricco di contenuti, difficilmente esprimibile.

E’ pertanto probabile che anche nel sonno profondo l’individuo continui a sognare, è questo allargherebbe enormemente i contenuti ed il significato del sogno.

Inoltre questo può voler dire solo una cosa: che anche le strutture pi§ profonde del cervello sono in grado di sviluppare dei sogni, e pure un concetto ancora più azzardato: il cervello non è così fondamentale nel creare i sogni.

I sogni infatti proprio per la loro caratteristica sembrano svilupparsi da strutture indipendenti dal cervello stesso.

E qui ritorna in campo la quantistica: lo stato oggettivo della materia è caratterizzato da una sovrapposizione di più strati.
Del resto una delle dimostrazioni più convincenti che il sogno si ricollega alla quantistica è che tutte le onde cerebrali corrispondono al principio di indeterminazione di Heisenberg.
Come per gli elettroni non è possibile determinare la posizione in un determinato momento, così per il tracciato cerebrrale non è possibile determinare il tipo di onda che seguirà alla precedente.
Ricadiamo cioè nel principio di acausalità della quantistica.

Ovviamente noi con l’EEG saremmo in grado di vagliare il primo strato, ma gli strati più profondi sfuggono a qualsiasi mezzo.

Un'altra caratteristica del sogno è che questo può esserci anche in cervelli gravemente danneggiati.

Si è visto che anche nel coma di IV grado, se l’EEG in superficie risulta praticamente piatto, se vengono inseriti degli aghi in profondità, si rileva attività cerebrale che potrebbe essere intesa come sogno.

Del resto il sogno è una cosa talmente misteriosa che sfugge a qualsiasi definizione logica, e questo proprio perché il sogno è illogico, si sviluppa secondo una non logica e non è definibile attraverso nessun schema.

Le scuole Freudiana e Junghiana di trarre informazioni dal sogno sono dei puerili tentativi di valutare una determinata condizione considerandone solo la superficie: è un po’ come quando si è sopra un Iceberg, si vede la superficie e ci si dimentica della parte sommersa.

Un'altra considerazione interessante è che non si sogno solo durante il sonno: il sogno è una caratteristica comune anche della veglia, e durante il giorno circa il 50% del tempo oltre alla veglia è dato al sogno, ma l’individuo di questo neppure se ne accorge

Pertanto, tirando le conclusioni, il sogno occupa gran parte della vita dell’uomo., e si potrebbe ragionevolmente dire che il sogno è l’uomo stesso.

Il sogno come abbiamo detto non è ascrivibile alla fisica classica, ma alla fisica quantistica.

Con il sogno veniamo a sapere che non esiste una realtà obiettiva della materia ma una realtà creata dall’uomo stesso, e questo in perfetta sintonia con la quantistica.

Le dinamiche fondamentali del sogno sono caratterizzate dall’acasualità proprio come la realtà nella quantistica.

Nel sogno si è al di fuori dello spazio e del tempo, e proprio nel sogno possiamo comunicare a distanza come dice la quantistica (infatti le microenergie che lo generano non sono soggette allo spazio e tantomeno al tempo)

In un minuto possiamo fare un sogno lunghissimo dove lo spazio non esiste, o perlomeno un presunto spazio può sovrapporsi ad altri spazi ( in sostanza lo spazio non esiste)

Come nella quantistica il sogno è caratterizzato dalla sovrapposizione di più strati, infatti i sogni si intrecciano, talvolta si sovrappongono e le strutture che li generano possono essere variabilissime.

Possiamo ipotizzare quanto sogna un individuo con la corteccia cerebrale integra, ma ci sfugge completamente quanto sogni un individuo con la corteccia cerebrale danneggiate, perché in un simile caso l’EEG non è più attendibile, e neppure sona attendibili altri mezzi.

Sembra che il sogno, per quanto possa incidere sulle funzioni corticali, in sostanza ne sia completamente svincolato.

In pratica è il cervello nel sogno è come una apparecchio radio che percepisce e traduce determinate onde, che comunque esistono indipendentemente da qualsiasi apparecchio e struttura

In conclusione, considerando anche il sogno durante la veglia, possiamo ragionevolmente dire che questo occupa la maggior parte della vita dell’uomo.

E chissà mai: forse dopo la morte continueremo a sognare e forse questo in perfetta sintonia con la teoria dell'anima di Fausto Intilla

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"Ricordandomi non scordatevi di questo:

Ciò che in voi sembra piu fragile e confuso, è piu forte e piu deciso.
Non è forse il respiro che vi ha eretto e temprato lo scheletro?
E non è forse il sogno, che avete già dimenticato, che ieri vi costruì la città, edificando ogni cosa?
Se solo voi poteste scorgere il flusso di tale respiro, non vorreste vedere più nulla.
E se solo poteste udire il mormorio di tale sogno, non vorreste ascoltare altro suono"
Gibran

Attraverso il sogno noi ci realizziamo.
Nel sogno è la bellezza, l'arte, la musica, la poesia e le nostre aspirazioni più profonde.
Senza il sogno saremmo niente.

Ho trovato un bellisimo sito " Parapsicologia Umanistica ed indirizzo quantistico":

http://www.racine.ra.it/cenacolo71/fisica.ht
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