Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Quarta dimensione e relatività nella Grande Sintesi di Pietro Ubaldi.

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Claudio Sauro



Numero di messaggi : 286
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MessaggioOggetto: Quarta dimensione e relatività nella Grande Sintesi di Pietro Ubaldi.   Ven Giu 21, 2013 7:25 pm

Quarta dimensione e relatività
 
 
Prendendo le mosse da una recente e nuova vostra teoria scientifica, a cui mi riconnetto come ad un punto di partenza, "la teoria della relatività di Einstein", di cui presumo la conoscenza, come quella dei concetti della quarta dimensione.
 
I criteri da voi adottati per creare una 4° dimensione dello spazio, restando nello spazio, sono errati!. La dimensione successiva alla terza spirale non è nello spazio.
 
Il quarto termine successivo ai tre dell'unità trina, non si può trovare che nella trinità successiva. Questo perchè l'universo è individuato per unità triplici e non quadruplici come vi ho ampiamente dimostrato con termini prettamente scientifici e sperimentali.
E' assurdo pertanto il concetto della continuazione dello sviluppo tridimensionale dello spazio (che va dal punto, non dimensione ma solo informazione, alla linea, 1° dimensione, , alla superficie 2° dimensione, al volume 3° dimensione) in un ipervolume.
E' assurdità immaginosa la costruzione ideale di un tesseract otteadroide e degli altri poliedroidi dell'iperspazio. Elevare un volume significa restare nel volume, sia pure moltiplicandolo per se stesso. Per questo non avete ottenuto sinora alcun risultato nè pratico, , nemmeno per rappresentazione iper stereoscopica, nè concettuale e successivamente vi mostrerò come alcuni esperimenti che potrebbero far pensare ad una quarta dimensione (incluso il tempo) si possono validamente interpretare in altro modo.
 
La pretesa geometrica di 4-5- n dimensioni, da voi immaginata, ricordate che è un estensione dell'analisi algebrica e non una geometria propriamente detta.. Si tratta di una pseudo geometria, pura costruzione astratta delle forme inimmaginabili ed inesprimibili nella realtà geometrica.
 
Come ogni universo è trifase ed anche tridimensionale, visto che giunti alla terza dimensione per superarla è necessario progredire, dato il principio dell'unità trina, iniziare una nuova serie tridimensionale, essendo il periodo precedente esaurito; è necessario uscire dal ciclo precedente per iniziarne uno nuovo.
Giungeremo poi al concetto di evoluzione delle dimensioni, dilatando la concezione Einsteniana, della relatività, sia estendendola a tutti i fenomeni, sia in profondità di concetto.
La concezione tridimensionale dello spazio Euclideo, esaurisce l'unità trina ed esclude con ciò una quarta dimensione dello spazio. Ma contiene nella successione delle dimensioni già il concetto della loro evoluzione. Io considero, linea, superfice e volume come le tre fasi di evoluzione della dimensione spaziale.
Ma oltre, queste concezioni matematiche non bastano..
E' necessario, per mutare dimensione, iniziare un movimento in una direzione diversa, introdurre elementi del tutto nuovi.
Voi cercate di superare la dimensione Euclidea, in quella di uno spazio ellittico, inteso come campo di forze finito, formato da linee chiuse in se stesse, rispondente al mio concetto ciclico, e nella concezione di iperspazi pluridimensionali.
Per risolvere il problema dobbiamo prendere un'altra direzione. Partiamo dal concetto di relatività. Non avete un tempo ed uno spazio in senso assoluto, cioè esistenti di per sé, indipendenti dalle unità che li occupano; ma da queste essi sono determinati ed a queste relativi. Non esiste quindi un moto assoluto nello spazio e nel tempo. Le vostre misurazioni non rispondono dunque che ad un concetto di completa relatività.
 
Così ogni fenomeno ha un suo tempo proprio che ne misura il trasformismo: non esiste un unità di misura universale, una dimensione assoluta identica, invariabile per tutti i fenomeni.. Anche nella scienza, nella matematica, voi siete immersi, senza possibilità di uscita nella vostra relatività, con essa potete stabilire dei rapporti e non più e l’assoluto vi sfugge. La vostra ragione vi dissi non è la misura delle cose, voi siete parte nel grande organismo, la vostra coscienza stessa rappresenta una fase, è un fenomeno tra i fenomeni. Alcuni concetti sono al di sopra della vostra coscienza e non potrete raggiungerli che per maturazione evolutiva del vostro io. Mutando questi principi fondamentali per la scienza, muta anche tutta l’impalcatura dei vostri concetti scientifici; si rovescia la fisica, la meccanica classica Newtoniana, ma i nuovi hanno il vantaggio di rispondere ad una realtà più completa e profonda. Così la meccanica razionale si trasforma in una più progredita meccanica di intuizione. Sorge la possibilità di soluzione per i problemi che i vecchi principi non erano sufficienti a risolvere. La vostra scienza che avete costruita è senza dubbio qualche cosa che intravede alcune verità. Ma resta ancora tanto da percorrere e voi non siete solo che all’inizio.

Pietro Ubaldi

Il perchè poi il tempo non si possa inglobare nella prima unità trina,"linea, superfice, volume" lo capireste se leggeste il capitolo "Genesi dello spazio e del tempo", ma qui è troppo lungo spiegare.
Vi posso solo anticipare che la seconda unità trina è quella dell'energia il cui primo termine è la gravità che si trasmette per onde e qui entra necessariamente il tempo; il secondo e terzo termine della seconda unità(energia) ancora non ve lo dico, ma ve lo lascio immaginare, visto che ho intenzione di esporre tutto il capitolo perchè bellissimo ed anticipante di moltissime scoperte e teorie successive. Naturalmente ogni unità è strettamente connessa con la precedente. La terza unità trina sarà quella della vita, dello psichismo, e dell'intelligenza superiore, anche questa unità strettamente legata alle precedenti.
Pietro Ubaldi comunque non smentisce la classica formula di Einstein E = M*C2
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