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 Il paradosso dei gemelli

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AutoreMessaggio
Claudio Sauro



Numero di messaggi : 286
Localisation : Italia
Data d'iscrizione : 19.10.09

MessaggioOggetto: Il paradosso dei gemelli   Mer Lug 10, 2013 6:23 pm



Io penso che voi tutti abbiate sentito parlare del “paradosso dei gemelli”, dove un gemello resta sulla terra ed un gemello viaggia su un razzo che accelera fino quasi alla velocità della luce e voi tutti saprete che secondo la relatività ristretta di Einstein il gemello che è sulla terra invecchia mentre il gemello che viaggia a velocità prossima a quella della luce resta giovane, cioè per lui il tempo scorre in modo infinitamente più lento rispetto all’altro gemello che è sulla terra.
Per questo il gemello che andasse con il razzo poniamo su Proxima Centauri , per lui il tempo di raggiungere la stella sarebbe minimo e così pure il tempo per ritornare, solo che ritornando sulla terra troverebbe l’altro gemello molto invecchiato perché per lui sarebbero passati come minimo otto anni fra l’andata ed il ritorno.
Ora io in precedenza avevo posto una frase provocatoria “per me il tempo dei gemelli scorre nello stesso modo perché secondo me non possiamo arbitrariamente assumere la terra come unico sistema di riferimento visto che può essere un sistema di riferimento altrettanto valido anche il razzo per cui non possiamo arbitrariamente assumere ai due sistemi (terra e razzo) un valore assoluto.
Ora avevo riportato anche un passo del Todeschini per il quale l’unico sistema di riferimento è lo spazio al quale il Todeschini attribuisce una densità minima (etere)
Ora è intervenuto un mio amico che mi ha detto che quella dell’etere è una solenne cavolata e mi ha dimostrato che in questo caso è la terra da prendere come sistema di riferimento perché è il razzo accelerando che rompe la simmetria rispetto alla terra. Effettivamente è un obbiezione valida, ma ora ragioniamo per assurdo e poniamo che il razzo non acceleri ma viaggi già alla velocità della luce e il gemello riesca con un balzo a saltarci sopra, in questo caso qual è il sistema di riferimento??
Ma a parte questo io volevo porre un'altra obbiezione: indipendentemente dall’etere, anche se consideriamo lo spazio vuoto, questo resta comunque un insieme di forze, cioè anche per la fisica quantistica lo spazio vuoto è un pieno di forze. Basti solo considerare la forza di gravità che varia continuamente appena ci allontaniamo dalla terra; cioè le forze che ci sono qui dove scrivo non sono le stesse che ci sono 100 km sopra la mia testa, e così pure variano continuamente a 1000 km, a 10000 km e così via. E per quale motivo non possiamo prendere lo spazio, visto che è un pieno di forze che variano continuamente come sistema di riferimento?? Forse perché queste forze variano continuamente?? Non è un buon motivo, perché anche se le forze variano continuamente lo spazio resta comunque una realtà.
Anche la terra a causa del pulviscolo cosmico che cade continuamente varia continuamente la sua gravità anche se in maniera infinitesimale. Però basta quell’infinitesimale per mettere in crisi tutta la faccenda.
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