Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Sull'Intelligenza

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Fausto
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MessaggioOggetto: Sull'Intelligenza   Mer Nov 07, 2007 11:38 am

Prendendo in considerazione la variazione delle dimensioni del cervello in diverse specie animali,è possibile notare che, col variare delle dimensioni corporee, vi è una tendenza alla proporzionalità;ciò vale a dire che vi è un rapporto, tra il peso del cervello e il peso del corpo, che da luogo ad un valore costante. Nonostante ciò comunque, si presume che la particolare struttura del cervello, insieme all’importanza delle sue connessioni col sistema nervoso periferico, non siano tanto legate o comunque rapportabili al peso (volume) stesso del cervello, in quanto indicatore di una certa misura di intelligenza; bensì alla superficie del cervello.
Per capire questo strano meccanismo della natura, si potrebbe pensare ad un cervello artificiale (a una sorta di computer): se costruiamo un simile cervello sempre più grande, è noto che il volume dei suoi circuiti aumenterà più velocemente dell’area (o superficie) che li racchiude. Considerando il fatto che il calore prodotto da tale superficie viene irradiato verso l’esterno, se ci limitiamo ad aumentare la scala dimensionale di ogni componente, alla fine il cervello si surriscalderà e fonderà.
La nostra grande fortuna quindi è che la natura, per raggirare problemi di questo tipo, solitamente tende ad accrescere-intensificare ,in svariati organi del nostro corpo (cervello compreso), l’aspetto frattalico di questi ultimi, onde aumentarne l’efficienza in termini di qualità e funzionalità.
L'aumento delle dimensioni cerebrali rappresenta un percorso evolutivo rischioso e dispendioso.Esso si dimostra conveniente solo se offre qualche vantaggio davvero evidente.Il linguaggio è il più impressionante di questi vantaggi.È molto più probabile che un cervello di grandi dimensioni si sia evoluto come sottoprodotto della selezione naturale di una maggiore capacità linguistica, che non viceversa. Se ci si limitasse a raddoppiare le dimensioni del cervello, senza cambiare la natura delle sue connessioni neurali, allora l'aumento delle dimensioni non comporterebbe un raddoppiamento delle capacità intellettive. Gli animali di grandi dimensioni tenderanno ad avere cervelli più voluminosi rispetto agli animali piccoli a causa della dimensione globale della propria struttura corporea. Ora, prendendo in considerazione il quoziente di encefalizzazione,detto QE (definito come la grandezza del cervello di un mammifero divisa per la grandezza media del cervello di tutti i mammiferi con le stesse dimensioni corporee), saremo in grado di osservare se le dimensioni cerebrali superano o meno il livello che ci si aspetterebbe di rilevare, per una data dimensione (taglia) corporea.
Osservando in tal modo la nostra specie animale (gli esseri umani), ci accorgiamo quindi di quanto siamo "superdotati", riguardo alla nostra materia grigia. Generalizzando è possibile quindi affermare che complessità e intelligenza (vale a dire il QE),accrescono con l'accrescere delle dimensioni.Da un punto di vista genetico invece,occorre osservare che l'introduzione di pochi geni vantaggiosi (che prolungano il periodo della giovinezza durante il quale il cervello si sviluppa), può fornire a una specie un cervello di grandezza anomala rispetto alle sue dimensioni corporee. E questo è proprio ciò che appare se confrontiamo la crescita umana con quella, ad esempio, dei nostri parenti genetici più prossimi,gli scimpanzé.

Per chi volesse approfondire questo argomento,in rete ho trovato una tesi di laurea molto interessante, al seguente indirizzo web:
http://www.cesarebianchi.com/tesi/Tesi-Bianchi.pdf

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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Dom Nov 11, 2007 12:42 am

A proposito di Intelligenza vorrei dire la mia, ma il mio apporto non è di tipo scientifico.
Siamo in Pensieri e Parole, quindi credo di poterlo fare.

Intelligenza per me è la capacità di mettere in discussione quello che si è imparato; intelligenza per me vuol dire fluidità, perchè quando non si è radicati nelle proprie convinzioni si è fluidi. Come l'acqua.
Intelligente è quella persona che quando si trova davanti a una questione ha la capacità di mettere da parte l'acquisito per far spazio nella testa, al nuovo.
Se la testa viene sgomberata del vecchio c'è spazio per accogliere il nuovo.
Ma ci vuole coraggio per fare questo, perchè per fare questo bisogna essere umili, e l'umiltà richiede coraggio.
Essere umili vuol dire mettere da parte l'ego, e in un mondo in cui l'ego la fa da padrone bisogna essere coraggiosi per metterlo da parte.
Ma mettere l'ego da parte vuol dire proprio essere intelligenti, perchè solo una persona intelligente ha capito che l'ego ci porta sempre il conto alla fine.
Una persona intelligente ha capito che l'ego, se da una parte ti dà, dall'altra ti toglie, lasciandoti alla fine sempre a zero.
Agire non in funzione dell'ego ripaga sempre, invece, perchè se prima hai dato poi riceverai; è una legge, questa.
E c'è differenza tra l'avere e il dare, e il dare e l'avere; nel primo caso si comincia con la vittoria e si finisce con la sconfitta; nel secondo caso si comincia con la "sconfitta" e si finisce con la vittoria :-)
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Dom Nov 11, 2007 4:06 pm

Una precisazione al significato che do io alla parola umiltà.

Per umiltà non intendo il contrario della superbia, perchè il contrario della superbia altro non è che superbia camuffata da umiltà; in questo caso l'umiltà è falsa ed è una repressione, un mettere a tacere la superbia.
Per umiltà io intendo "ignoranza", nel senso di diventare ignoranti e non nell'essere ignoranti.
I bambini sono ignoranti (e proprio per questo sono intelligenti) ma solo perchè non hanno ancora acquisito il sapere; la loro quindi è una ignoranza inconsapevole, non voluta; l'adulto, invece, ha acquisito sapere e se mette da parte quel sapere allora "diventa" ignorante; in questo caso l'ignoranza è consapevole, voluta.
In altre parole egli sa, ma il suo sapere non ostacola la Conoscenza, che ci può essere solo se si se mette da parte il sapere.
E allora un'altra definizione di Intelligenza può essere la Conoscenza, proprio come il bambino che si appresta a conoscere il mondo.
In altre parole, ogni volta che si è acquisito un concetto (il noto), si dovrebbe "abbandonarlo" per far posto all'ignoto.
E le intuizioni, che sono prerogativa delle persone intelligenti, scaturiscono proprio dall'ignoto, perchè non arrivano a noi col ragionamento (il noto) ma affiorano proprio quando abbandoniamo ogni ragionamento :-)
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Mer Nov 14, 2007 9:43 am

Intelligenza, per me, è Comprendere che se oggi sto troppo bene, domani starò male; che se oggi sono troppo felice, domani sarò infelice; che se oggi ho fatto piangere qualcuno, domani dovrò piangere io.
Intelligenza per me è Comprendere che gli eccessi pagano al momento e vogliono indietro con gli interessi nel futuro.
Intelligenza è Comprendere che la vera felicità, quella cioè che non si trasforma in infelicità, perchè ogni emozione si trasforma nel suo opposto, è quella che non ha causa; e la felicità che non ha causa si trova tra i due poli felicità-infelicità.
Quella felicità tra i due estremi, che a questo punto non può chiamarsi felicità, non si traformerà mai nel suo opposto, perchè il punto di mezzo, non ha un suo opposto; in una scala da 1 a 10, l'1 è l'opposto di 10, e viceversa; ma qual'è l'opposto di 5?
Intelligenza è Comprendere che il punto di mezzo tra le emozioni non conosce infelicità :-)
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Gio Nov 15, 2007 9:33 am

L'intelligenza, come tutte le qualità che l'uomo possiede, non è sua.
L'intelligenza è dell'universo che la presta all'uomo, per così dire.
L'uomo è lo strumento attraverso cui l'universo manifesta la sua intelligenza; perchè solo l'universo può essere intelligente, dal momento che lui vede tutto.
L'uomo è una minuscola porzione di questo infinito universo; come può pretendere di essere lui l'artefice della sua intelligenza?
L'uomo è intelligente, sì, ma non è merito suo.
L'uomo fa semplicemente il dovere per cui è stato chiamato dall'universo.
E quando un uomo crea, quando un uomo concepisce un'idea, ma anche un bambino, quell'idea e quel bambino non sono suoi, ma dell'universo.
Egli è solo lo strumento attraverso il quale vengono concepite le idee i bambini.
Ma perchè l'uomo si sente padrone delle sue idee e dei suoi figli; perchè è dotato di ego e l'ego ci fa sembrare che tutto quello che facciamo e diciamo è nostro; falso.
Falso perchè è l'ego ad essere falso.
E da una falsità cosa può nascere se non un'altra falsità?
L'uomo vive una vita di falsità perchè si è identificato con il suo ego, e identificarsi con l'ego porta a vivere una vita irreale.
L'intelligenza è Comprendere che l'ego ci fa appropriare delle cose del mondo, ci fa diventare proprietari del mondo; assurdo.
Assurdo perchè l'uomo nasce nudo e nudo dovrà morire, perchè l'uomo è semplicemente un animale; un animale capace di fare cose che altri animali non sanno fare, è vero, ma questo non è merito suo, come non è demerito degli animali non saper fare quello che facciamo noi.
I meriti sono tutti della natura che ha "voluto" che le cose andassero in questo modo altrimenti non ci sarebbe stata vita.
Se la vita è questa allora vuol dire che solo in questo modo poteva andare.
E la vita ha voluto che noi ci sviluppassimo al di sopra degli animali.
Comprendere che essere gli esseri più intelligenti della terra non è merito nostro è Intelligenza :-)
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Ven Nov 16, 2007 11:39 am

Ma, se esiste l'intelligenza, esiste anche la stupidità?
Io credo di nò.
Anche se ogni qualità ha il suo opposto, io mi sento di dire che l'intelligenza non ha un suo opposto.
Perchè se è vero che non possiamo arrogarci il diritto di essere gli artefici della nostra intelligenza, perchè essa ci viene assegnata dal caso, dire a un altro: tu sei stupido, non ha fondamento, perchè dire tu sei stupido è solo frutto dell'ego, ma l'ego è falso.
Secondo me non esiste la stupidità ma esistono vari modi di intelligenza.
Uno è portato per la matematica, un altro per la musica, uno per lo sport e un altro per il giardinaggio.
Ogni persona nasce con un dono e non ci sarà mai una persona che non sappia fare una cosa meglio di altri.
A mio avviso c'è solo un modo per essere degli stupidi: considerarsi più intelligenti degli altri :-)
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pier



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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Ven Nov 16, 2007 1:58 pm

cincin ha scritto:
Ma, se esiste l'intelligenza, esiste anche la stupidità?
Io credo di nò.
Anche se ogni qualità ha il suo opposto, io mi sento di dire che l'intelligenza non ha un suo opposto.
Perchè se è vero che non possiamo arrogarci il diritto di essere gli artefici della nostra intelligenza, perchè essa ci viene assegnata dal caso, dire a un altro: tu sei stupido, non ha fondamento, perchè dire tu sei stupido è solo frutto dell'ego, ma l'ego è falso.
Secondo me non esiste la stupidità ma esistono vari modi di intelligenza.
Uno è portato per la matematica, un altro per la musica, uno per lo sport e un altro per il giardinaggio.
Ogni persona nasce con un dono e non ci sarà mai una persona che non sappia fare una cosa meglio di altri.
A mio avviso c'è solo un modo per essere degli stupidi: considerarsi più intelligenti degli altri :-)

Mi hanno inviato la seguente e- mail secondo la quale la stupidità sarebbe la più piccola quantità di intelligenza possibile.

"Germania. Inizio del secolo

"Durante una conferenza con vari universitari, un professore dell´Università di Berlino... lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda: " Dio creò tutto quello che esiste? "

Un alunno rispose con coraggio:" Sì, Lui creò tutto... " Realmente Dio creò tutto quello che esiste?" domandò di nuovo il maestro.

" Sì signore, rispose il giovane. Il professore rispose: "Se Dio ha creato tutto quello esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!!!"

Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.

Un altro studente alzò la mano e disse: "Posso farle una domanda, professore?" Logico, fu la risposta del professore.

Il giovane si alzò e chiese:" Professore, il freddo esiste? Però che domanda è questa?..."Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?

Il ragazzo rispose: " In realtà, signore, il freddo non esiste." Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l´assenza di
calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l´assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore ".

"E,... esiste l´oscurità?" Continuò lo studente. Il professore rispose: "Esiste." Il ragazzo rispose: "Neppure l´oscurità esiste. L´oscurità, in realtà, è l´assenza di luce." " La luce la possiamo studiare, l´oscurità, no! Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei
suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d´onda. L´oscurità, no! ..." Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio." L´oscurità è una definizione usata dall´uomo per descrivere il grado di buio quando non c´è luce.Per concludere, il giovane chiese al professore:

"Signore, IL MALE ESISTE?" E il professore rispose: "Come ho affermato all´inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male." Lo studente rispose: " Il male non esiste, Signore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l´assenza di bene...

Conforme ai casi anteriori, il male è una definizione che l´uomo ha inventato per descrivere l´assenza di Dio." "Dio non creò il male. ... Il male è il risultato dell´assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. Lo stesso succede con il freddo, quando non c´è calore, o con l´oscurità, quando non c´è luce. "

Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo latesta, rimase in silenzio...Il direttore dell´Università si diresse verso il giovane studente e gli domandò: "Qual´è il tuo nome?"

"Mi chiamo ALBERT EINSTEIN. "

Pier
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Ven Nov 16, 2007 2:51 pm

Bellissima, pier :-)
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Sab Nov 17, 2007 10:19 am

Ma cosa si intende con intelligenza?
Perchè se intendiamo la capacità di immagazzinare dati nel nostro cervello o di accumulare cultura e preparazione scientifica o letteraria ecc., quella, per me, non è intelligenza perchè dipende dalla genetica di ognuno di noi.
Per cui ci saranno quelli più portati allo studio e quelli meno portati; ci saranno quelli portati alle materie scientifiche e quelli portati alle materie imanistiche; ci saranno quelli dotati di molta memoria e quelli di scarsa memoria, e così via.
Queste predisposizioni non le considero intelligenza perchè non dipendono da noi, dalla nostra bravura, ma sono innate.
Poi c'è quella che io considero veramente intelligenza e che principalmente la si acquista (e quindi è un merito) anche se, perchè ciò avvenga ci vuole un po' di fortuna (circostanze favorevoli).
Questo tipo di intelligenza è dovuto per il 50% alla fortuna e per il 50% al merito; ma di quel 50% di merito, il 50% è dovuto alla fortuna e il 50% al merito; quest'ulteriore 50% di merito è diviso al 50% tra fortuna e meriti e così via all'infinito.
E se procediamo all'infinito cosa rimane dei nostri meriti? Nulla.
Quindi, anche questo tipo di intelligenza non è merito nostro ma è un regalo che ci viene fatto dalla natura.

L'intelligenza che si "acquisisce" è indipendente dalla cultura e spesso succede che una persona poco colta sia intelligente.
E mentre il primo tipo di intelligenza (quella innata) è quasi tutta a carico dell'emisfero cerebrale sinistro (quello associato alla razionalità), il secondo tipo di intelligenza (quella che si acquisisce) è divisa in maniera equilibrata tra l'emisfero sinistro e quello destro (quello associato all'emotivita, alla creazione, ecc.)
Ed ecco perchè, secondo me, la vera intelligenza, quella che si acquisisce, non è direttamente proporzionale alla cultura, perchè più cultura vuol dire più emisfero sinistro sviluppato a scapito di quello destro, e la vera intelligenza scaturisce quando c'è equilibrio tra i due emisferi.
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Dom Nov 18, 2007 1:51 pm

Intelligenza è saper vedere il giusto e lo sbagliato in tutte le opinioni.
Le opinioni sono giuste per alcuni e sbagliate per altri, perchè il mondo si divide sempre in due quando c'è pensiero.
E osservare una opinione ci fa schierare da una parte o dall'altra.
Intelligente è colui che non si schiera nè con gli uni nè con gli altri, oppure si schiera con entrambi.
E anche se questo atteggiamento appare ipocrita agli occhi della gente, in realtà è l'atteggiamento della persona intelligente.
Perchè per poter vedere il giusto e lo sbagliato in una opinione, bisogna mettere da parte l'ego; e mettere da parte l'ego è come avere la vista a 360°.
Quando si osserva una opinione attraverso l'ego, noi abbiamo una vista a 180°, riusciamo a vedere solo la metà di quella opinione: quella che soddisfa l'ego.
Perchè se si è a favore di quella opinione, vuol dire che quella opinione è a nostro favore e quindi indirettamente l'altro sta avallando la nostra opinione; il nostro ego è soddisfatto.
E anche quando si è contrari a quella opinione, il poter dire: tu sei in errore, fa gioco al nostro ego, perchè cosa c'è di più bello per l'ego che poter dire: tu hai torto e io ragione?
Osservare le opinioni senza ego non ci fa essere nè a favore nè contro oppure sia a favore che contro contemporaneamente.

Essere intelligenti vuol dire osservare le opinioni senza ego, perchè l'ego divide, mentre l'assenza di ego unisce, e un buon padre, un padre intelligente, non metterà mai un figlio contro un altro :-)
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Dom Nov 18, 2007 2:45 pm

cincin ha scritto:
..........Essere intelligenti vuol dire osservare le opinioni senza ego, perchè l'ego divide, mentre l'assenza di ego unisce, e un buon padre, un padre intelligente, non metterà mai un figlio contro un altro :-)

E' vero.
Conosco i veda per cui mi scuso se ne parlo sovente .
Mi pare però che essi potrebbero confermare quanto detto da cincin .
"I Veda ci insegnano ad avere una mente equanime in ogni circostanza della vita ed hanno il senso dell'unità del tutto, inducendo ad essere imperturbabili nella gioia come nel dolore.".
Si tratta ora di stabilire se l'essere equanime potrebbe essere un indice della mancanza di ego e quindi esprimere quel tipo di intelligenza di cui tante volte cincin ha parlato.
Io credo di si.
Pier
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Dom Nov 18, 2007 4:05 pm

pier ha scritto:

Si tratta ora di stabilire se l'essere equanime potrebbe essere un indice della mancanza di ego e quindi esprimere quel tipo di intelligenza di cui tante volte cincin ha parlato.
Io credo di si.
Pier
Sì, pier, credi giusto, perchè equanime vuol dire imparziale, e solo quando si è senza ego si è imparziali; l'ego divide, abbiamo detto, quindi divide in parti; l'ego è parziale e infatti ti fa vedere solo una parte della verità.

"I veda hanno il senso del tutto" e solo quando non c'è ego puoi vedere il Tutto.
E quando sei senza ego sei imperturbabile, come dicono i Veda, perchè essere senza ego ti fa essere l'Osservatore delle gioie e dei dolori :-)
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Mar Nov 20, 2007 7:50 pm

Intelligente, per me, è colui che ha cominciato a chiedersi il perchè delle cose.
Poichè chiedersi il perchè delle cose è tipico dei bambini e i bambini, è noto, sono intelligenti.
Chiedersi il perchè delle cose è da persone intelligenti, poichè ai perchè non può essere data la risposta ultima; e una persona intelligente non farà mai domande alla quale può essere data risposta, perchè egli è così intelligente che l'ha già trovata da sè.
Le domande che possono essere soddisfatte non saranno delle persone intelligenti, perchè esse faranno domande sempre difficili.
E cosa c'è di più difficile della domanda "perchè dobbiamo nascere", per esempio? Oppure, della domanda "perchè esiste l'universo?"
Possiamo pure tovare una risposta ai perchè ma una volta soddisfatto un perchè subito se ne ripresenterà un altro; possiamo trovare la risposta a questo secondo perchè, e poi al terzo e poi al quarto e così via; ma i perchè sono infiniti come l'universo e non potranno mai vedere la fine.
Una mente intelligente, una mente che si chiede il perchè delle cose è una mente che si apre all'infinito, all'universo; e cosa c'è di più intelligente dell'universo?
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Mer Nov 21, 2007 9:38 am

Ma, se ai perchè non può essere data risposta, allora colui che si chiede il perchè delle cose è una persona che soffre; sì, per me, intelligente è colui che soffre.
Cosa c'è di più sofferente che farsi delle domande a cui non c'è risposta?
Ci si sente impotenti, piccoli, insignificanti, di fronte alla vastità delle domande che riguardano l'esistenza, perchè l'esistenza è infinita.
E come può trovare pace un uomo che ha delle domande a cui nessuno può dare risposta?
Deve accontentarsi? Nò, una persona intelligente non è una persona che si accontenta; una persona intelligente è molto esigente e non troverà pace fino a che non avrà trovato quello che cerca.
Ma come può trovare ciò che non esiste? Perchè non esistono risposte ai perchè.
E se gli altri non possono fornirgli le risposte dovrà fare da sè.
E allora comincia il tormento; un uomo intelligente è tormentato.
E' tormentato perchè sa che nessuno lo può aiutare e deve trovare la soluzione da solo e ogni volta che ha una domanda non la può esternare ma la deve rivolgere verso di sè.
Le sue domande non possono trovare sfogo all'esterno e allora le deve far "sfogare" verso l'interno. Ma questo non è uno sfogo, però, perchè il mittente è contemporaneamente anche il destinatario; paradossale.
E quand'è che può trovare la pace un uomo tormentato da domande che non hanno risposta?
La pace la troverà quando avrà Compreso che alle domande sull'esistenza non vi sono risposte.
Ma la Comprensione di cui parlo io non è di uno che getta la spugna e dice: "basta, ai perchè non può essere data risposta", perchè qui è evidente la "sconfitta", l'accontentarsi perchè si è esausti.
La Comprensione di cui parlo io è il contrario, e cioè dopo aver Compreso che ai perchè non può essere data risposta, egli getta la spugna.
Prima ci deve essere la Comprensione, che non può essere a livello intellettuale, perchè la comprensione ottenuta tramite l'intelletto è una risposta alla domanda, ma risolta una domanda ecco che se ne ripresenta un'altra e poi un'altra ancora e siamo punto e a capo.
La Comprensione non deve essere a livello intellettuale, non ci deve, cioè, essere una risposta.
Se di fronte a una domanda ci si ritrova senza risposta, allora si è Compreso.
E in quella Comprensione ci si rilassa :-)
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Dom Nov 25, 2007 6:13 pm

Intelligente, per me, è colui che sa osare; osare di andare controcorrente, di andare contro il pensare comune, di mettersi contro tutti pur di portare avanti le proprie idee, i propri progetti.
Intelligente è colui che non ha paura di essere impopolare, perchè il popolo, la massa, non è intelligente, e chi più gode di popolarità è meno intelligente.
Quando una persona ha il coraggio di osare è perchè dentro di sè, sa che è sulla strada giusta, e non ha bisogno del riconoscimento degli altri per sapere che è su quella strada.
Chi ha bisogno di conferme dall'esterno per andare avanti è una persona insicura, e l'intelligenza va di pari passo con la sicurezza, secondo me.
Perchè essere sicuri di sè, vuol dire conoscersi, e l'intelligenza scaturisce dalla conoscenza di sè.
Conoscere se stessi vuol dire avere delle solide radici, e solo se si è ben ancorati a terra si possono affrontare le sfide che ci propone l'ignoto.
Il noto non ci può proporre alcuna sfida perchè il noto lo conosciamo, ci è amico, e un amico non ci sfiderà mai; l'ignoto, invece, è il "nemico" e allora sarà sempre pronto a sfidarci.
Essere intelligenti, per me, vuol dire sfidare l'ignoto :-)
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Dom Nov 25, 2007 7:43 pm

cincin ha scritto:
Intelligente, per me, è colui che sa osare; osare di andare controcorrente, di andare contro il pensare comune, di mettersi contro tutti pur di portare avanti le proprie idee, i propri progetti.
Intelligente è colui che non ha paura di essere impopolare, perchè il popolo, la massa, non è intelligente, e chi più gode di popolarità è meno intelligente.
Quando una persona ha il coraggio di osare è perchè dentro di sè, sa che è sulla strada giusta, e non ha bisogno del riconoscimento degli altri per sapere che è su quella strada.
Chi ha bisogno di conferme dall'esterno per andare avanti è una persona insicura, e l'intelligenza va di pari passo con la sicurezza, secondo me.
Perchè essere sicuri di sè, vuol dire conoscersi, e l'intelligenza scaturisce dalla conoscenza di sè.
Conoscere se stessi vuol dire avere delle solide radici, e solo se si è ben ancorati a terra si possono affrontare le sfide che ci propone l'ignoto.
Il noto non ci può proporre alcuna sfida perchè il noto lo conosciamo, ci è amico, e un amico non ci sfiderà mai; l'ignoto, invece, è il "nemico" e allora sarà sempre pronto a sfidarci.
Essere intelligenti, per me, vuol dire sfidare l'ignoto :-)

Appena lette queste parole mi sono venuti in mente i libri di Richard Bach :
- Il gabbiano Jonathan Livingston che parla di un gabbiano che esce dal branco perchè gli piaceva volare più di ogni altra cosa .Il branco si accontentava di vivere sulla scia di un peschereccio,sfamandosi coi resti, coi miseri scarti gettati a mare dai pescatori,LUI NO!
- Illusioni ....... "quella che il bruco chiama la fine del mondo, il maestro la chiama una farfalla! "
Ecco , l’intelligenza per me è andare oltre , non fermarsi al bruco ma diventare farfalla .
Pier
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Mer Feb 27, 2008 10:19 am

cincin ha scritto:

E in quella Comprensione ci si rilassa :-)
Ma, allora un uomo intelligente è un uomo rilassato?
Sì, un uomo intelligente è un uomo rilassato, perchè dopo aver sofferto molto, dopo aver compreso che la Vita è senza Risposta, si rilassa e comincia a vivere.
Fino a quel momento egli non aveva vissuto perchè era tutto concentrato nel pensiero e il pensiero non è Vivere, ma pensare di vivere.
La vita è qui-e-ora, è in questo istante, che appena pronunciato è già volato via.
La Vita è fatta di tanti piccoli istanti, e in un istante non c'è spazio per il pensiero; il pensiero ha bisogno di tempo, ed ecco perchè la mente crea il tempo.
Un uomo rilassato, che vive nel qui-e-ora non conosce tempo, ed ecco perchè è rilassato, perchè, come fai ad essere preoccupato se hai scoperto l'eterno?
Gli istanti sono eterni, infiniti come i punti su di una retta, e se si vive istante per istante non si conosce morte:-)
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MessaggioOggetto: Re: Sull'Intelligenza   Oggi a 3:40 pm

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