Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 La vita, l'universo e tutto quanto.

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marco_dp



Numero di messaggi : 3
Localisation : Mestre (Venezia)
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MessaggioOggetto: La vita, l'universo e tutto quanto.   Mer Mag 07, 2008 12:10 am

Qual è la domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto ?

Su un racconto semi umoristico dello scrittore inglese Douglas Adams c’è un episodio in cui gli uomini chiedono al supercomputer “Deep Thought” di rispondere a questa domanda, ma senza porla in modo esplicito. Il supercomputer allora, anche se titubante, prima si prende 7 milioni di anni per pensare, dopodichè dà una risposta evasiva (il numero 42) ed infine sentenzia che gli uomini non conoscono neppure la domanda.

Ma esiste davvero questa domanda ?
Cercando qua e la, anche usando internet, non sono riuscito a trovarne una che calzi a pennello in questo ruolo, così vorrei proporne una io, che è la seguente: “L’universo, senza esseri intelligenti e coscenti, esisterebbe ?”.
Oppure ancora pià semplice : “L’universo senza esseri consapevoli esisterebbe ?”.
All’apparenza questa sembra una domanda banale e quasi senza senso, invece secondo me nasconde il significato della vita e la profonda divisione tra mente e materia del mondo occidentale moderno (mi sembra originatasi a partire dal filosofo Renè Descartes ).

Ovviamente la domanda non ammette mezze risposte, e bisogna rispondere Si o No.
Chi risponde No a questa domanda, è convinto che l’universo senza esseri coscenti come gli uomini non servirebbe a nulla, e quindi è un luogo costruito su misura per loro, che possono viverlo (e guardarlo).
Da questa posizione ne consegue che esiste un fine nella vita.

Chi invece risponde con un convinto Si, sostiene che la presenza dell’uomo nel cosmo non sia indispensabile, ed anzi l’universo può fare a meno di creature intelligenti e consapevoli, visto che la loro presenza è un fatto fortuito, casuale.
Forse chi sostiene questa posizione non si rende conto delle conseguenze che comporta, le quali sono per certi versi paradossali. Se la presenza dell’uomo nell’universo è inutile, le regole etiche e morali non hanno nessun valore : perché condannare un uomo che ruba o uccide, se comunque la sua presenza è frutto del caso ? Che senso ha vivere ? A chi può servire ? Ai posteri : ma perché lavorare per i posteri invece di godersi la vita ?

E infine la domanda nella domanda :
Se l’universo esistesse anche senza esseri coscienti, chi potrebbe testimoniare la sua esistenza ?
La risposta a questa domanda è molto semplice : nessuno.
(quindi, aggiungo io, e' come se non esistesse !!)

Comunque, dato che questa non e' una teoria scientifica, anche se moltissimi uomini di scienza la sostengono.
Al contrario è solo una posizione “filosofica”, o meglio un Dogma, e chi la sostiene lo fa come un atto di fede, visto che si tratta di una teoria indimostrabile.

Un salutino a tutti
Marco Dal Pra'
(e un grazie a Fausto per l'ospitalita')
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Fausto
Admin


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MessaggioOggetto: Re: La vita, l'universo e tutto quanto.   Mer Mag 07, 2008 7:19 am

...benvenuto sul forum, Marco Wink

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pier



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MessaggioOggetto: Re: La vita, l'universo e tutto quanto.   Mer Mag 07, 2008 9:42 am

marco_dp ha scritto:
Qual è la domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto ?

................. “L’universo senza esseri consapevoli esisterebbe ?”.
.................E infine la domanda nella domanda :
Se l’universo esistesse anche senza esseri coscienti, chi potrebbe testimoniare la sua esistenza ?
Comunque, dato che questa non e' una teoria scientifica, anche se moltissimi uomini di scienza la sostengono.
Al contrario è solo una posizione “filosofica”, o meglio un Dogma, e chi la sostiene lo fa come un atto di fede, visto che si tratta di una teoria indimostrabile.

Un salutino a tutti
Marco Dal Pra'
(e un grazie a Fausto per l'ospitalita')

Benvenuto anche da parte mia.
Pier.
Le tue domande mi riportano al "Principio Antropico" enunciato da scienziati (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_antropico)
I propositori del principio antropico suggeriscono che noi viviamo in un universo fatto a nostra misura, ovvero un universo che appare essere regolato per permettere l'esistenza della vita come la conosciamo. Se una o più delle costanti fisiche fondamentali avessero avuto un valore differente, allora la vita come la conosciamo non sarebbe stata possibile. Sono stati scritti diversi elaborati che sostengono che il principio antropico potrebbe spiegare le costanti fisiche quali la costante di struttura fine, il numero di dimensioni dell'universo, e la costante cosmologica.
Le tre versioni principali del principio antropico, come enunciate da John D. Barrow e Frank Tipler (1986), sono:

  • Principio antropico debole: "I valori osservati di tutte le quantità fisiche e cosmologiche non sono equamente probabili ma assumono valori limitati dal prerequisito che esistono luoghi dove la vita basata sul carbonio può evolvere e dal prerequisito che l'universo sia abbastanza vecchio da aver già permesso ciò."
  • Principio antropico forte: "L'universo deve avere quelle proprietà che permettono alla vita di svilupparsi al suo interno ad un certo punto della sua storia."
  • Principio antropico ultimo: "Deve necessariamente svilupparsi una elaborazione intelligente dell'informazione nell'universo, e una volta apparsa, questa non si estinguerà mai."

Dal punto di vista filosofico gli antichi saggi indiani parlano della Lila ,IL GIOCO DIVINO.
In poche parole Dio si nasconde nel creato e nell’uomo e stimola quella parte di Sé che è nascosta nell’uomo a trovare la sua vera natura . Questa riscoperta provoca una grande gioia. E’ come se Dio scoprisse attraverso la sua creazione Sé stesso in un grande gioco in continuo divenire .
”Giocate con Dio, godetevi il Suo Gioco, il Suo Amore ed il Suo Romanticismo, perché colui che sempre vive, ama, commuove e non fallisce mai è tra noi. Non è venuto solo per fare discorsi.

Il tema fondamentale ricorrente in tutta la mitologia indù, è la creazione del mondo mediante il sacrificio che Dio fa di se stesso - " sacrificio " nel senso originale di " rendersi sacro " - per mezzo del quale Dio diviene il mondo, che alla fine ridiventa Dio. Questa attività creativa del Divino è chiamata LILA, il gioco di Dio, e il mondo è considerato lo scenario nel quale si svolge il gioco divino. Come la maggior parte della mitologia indù, il mito di lila ha un forte sapore magico. Brahman è il grande mago che si trasforma nel mondo, compiendo tale impresa con la sua " magica potenza creativa "; questo è anche il significato originario di maya secondo il Rig-veda. La parola maya, uno dei termini più importanti della filosofia indiana, ha mutato il suo significato attraverso i secoli. Da " potere " o " potenza " dell'attore e mago divino, è giunta a significare lo stato psicologico di chiunque si trovi sotto l'incantesimo di questo gioco magico. Fintanto che confondiamo la miriade di forme della divina lila con la realtà, senza percepire l'unità di Brahman che sta alla base di tutte queste forme, siamo sotto l'incantesimo della maya.
Maya, perciò, non significa che il mondo è un'illusione, come spesso viene erroneamente affermato. L'illusione, semplicemente, si trova nel nostro punto di vista, se pensiamo che le forme e le strutture, le cose e gli eventi attorno a noi siano realtà della natura, invece di comprendere che sono concetti della nostra mente la quale misura e classifica. Maya è l'illusione che deriva dallo scambiare questi concetti per realtà, dal confondere la mappa con il territorio.
Nella concezione indù della natura, quindi, tutte le forme sono relative, maya fluida e continuamente mutevole, evocata dal grande mago del gioco divino. Il mondo della maya cambia continuamente, perché la divina [ila è un gioco ritmico, dinamico. La forza dinamica di questo gioco è \karman, un altro importante concetto del pensiero indiano. Karman, che significa " azione ", è il principio attivo del gioco, è l'universo intero in azione, dove tutto è dinamicamente connesso con tutto il resto. Per usare le parole della Gita " Karman è la forza creatrice che dà origine all'esistenza degli esseri ".

Pier
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: La vita, l'universo e tutto quanto.   Mer Mag 07, 2008 3:14 pm

Ciao marco e benvenuto :-) ti do le mie risposte.

marco_dp ha scritto:
“L’universo, senza esseri intelligenti e coscenti, esisterebbe ?”.
Oppure ancora pià semplice : “L’universo senza esseri consapevoli esisterebbe ?”.
Senza esseri consapevoli l'universo esisterebbe ma non avrebbe coscienza di sè.
Siamo noi che diamo una coscienza all'universo anche se è l'universo che ci ha regalato la coscienza.
Del resto, prima che sulla terra facesse comparsa l'uomo (l'unico essere consapevole di sè) l'universo esisteva.

Citazione :
Chi invece risponde con un convinto Si, sostiene che la presenza dell’uomo nel cosmo non sia indispensabile, ed anzi l’universo può fare a meno di creature intelligenti e consapevoli, visto che la loro presenza è un fatto fortuito, casuale.
Benchè io abbia risposto SI alla tua domanda, e che quindi l'universo possa fare a meno dell'uomo, tuttavia la comparsa dell'uomo è inevitabile e se nascessero 1000 terre la conclusione è che a un certo punto dell'evoluzione comparirebbe l'uomo su quelle 1000 terre.
L'universo può fare benissimo a meno dell'uomo e non ha bisogno della sua presenza per esistere, ma alla fine è "costretto" a "crearlo".

Citazione :
Se la presenza dell’uomo nell’universo è inutile, le regole etiche e morali non hanno nessun valore : perché condannare un uomo che ruba o uccide, se comunque la sua presenza è frutto del caso ? Che senso ha vivere ? A chi può servire ? Ai posteri : ma perché lavorare per i posteri invece di godersi la vita ?
Non necessariamente, secondo me: le regole morali non sono necessarie quando non c'è l'uomo (perchè l'uomo, grazie al libero arbitrio ha bisogno di regole) ma appena esso fa la sua comparsa, le regole comportamentali sono indispensabili.

Citazione :
E infine la domanda nella domanda :
Se l’universo esistesse anche senza esseri coscienti, chi potrebbe testimoniare la sua esistenza ?
La risposta a questa domanda è molto semplice : nessuno.
(quindi, aggiungo io, e' come se non esistesse !!)
Giusto.
Non esisterebbe dal nostro punto di vista, perchè noi non ne potremmo godere, ma esisterebbe per se stesso, anche se esso non potrebbe godere della sua presenza.

Ciò che ci fa essere coscienti di noi è l'ego che abbiamo acquisito; ma l'universo non ha ego e quindi non è Consapevole di se.
L'universo senza l'uomo sarebbe come un animale (senza dare un'accezione negativa); gli animali esistono ma non sono Consapevoli di se perchè non hanno ego :-)

Ciao e grazie per questa interessante discussione.
cin.
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marco_dp



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MessaggioOggetto: Re: La vita, l'universo e tutto quanto.   Gio Mag 08, 2008 10:51 pm

Vi ringrazio per aver risposto in modo molto "impegnato" alla mia questione, ma anche molto serenamente.

Posso ricambiarvi solo in questo modo : se vi capita guardate il film
Guida Galattica per Autostoppisti (dell'autore citato Douglas Adams).
Non e' cosi' profondo come questo topic, ma talvolta si, anche se in modo un po' nascosto da battute umoristiche.

Mi scuso con Fausto, che probabilmente l'ultima volta che ci siamo scritti sara' forse un anno fa, ma purtroppo ho pochissimo tempo, e poi prima di scrivere bisogna anche documentarsi !!!

Ciao e ancora grazie a tutti voi.
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MessaggioOggetto: Re: La vita, l'universo e tutto quanto.   Oggi a 5:00 am

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