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 PETROLIO A 122 DLR, GLI ESPERTI: SFONDERA' I 200

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Fausto
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MessaggioOggetto: PETROLIO A 122 DLR, GLI ESPERTI: SFONDERA' I 200   Mer Mag 07, 2008 9:56 pm


Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_71516839.html

ROMA - Un dollaro dopo l'altro, il petrolio continua a macinare record con una facilità disarmante. Se ieri le quotazioni del greggio hanno superato i 120 dollari, nella giornata di oggi hanno dapprima superato la soglia dei 121 dollari per arrivare poi a sfiorare i 123 dollari a barile, fermandosi solo a 122,73 dollari.

Praticamente il doppio rispetto ai valori di un anno fa. E la soglia dei 200 dollari diventa così sempre più vicina, come testimonia un report di Goldman Sachs a firma di Arjun N. Murti, l'analista della banca d'affari che nel marzo del 2005 sorprese un po' tutti quando previde che il prezzo del petrolio sarebbe arrivato oltre i cento dollari. Secondo il report della banca d'affari, i prezzi del greggio avranno un "super-picco" compreso fra i 150 ed i 200 dollari nell'arco dei prossimi 6-24 mesi.

Due sono gli scenari: una con una quotazione massima di 120 dollari al 2010, per poi ridiscendere a 75 dollari nel 2012; oppure un brusco e improvviso rialzo, che spingerebbe i prezzi ai 200 dollari al barile forse già nel 2009, prima di un nuovo e repentino calo negli anni a seguire, che combacerebbe con un drastico cambio di strategia da parte dei consumatori di petrolio. Secondo Murti, un'eventuale ripresa dell'economia Usa nel secondo semestre, con la conseguente crescita della domanda di greggio, renderebbe molto più probabile il secondo scenario.

Nel 2005 furono in pochi a credere alle previsioni dell'analista, ma adesso si parla già di "collasso del sistema" se il greggio dovesse arrivare a tale cifra. E' la Confesercenti a tirare le somme: la benzina potrebbe arrivare a 2 euro, con un calo dei carburanti dell'8-10% e un aggravio per le famiglie di circa 600-800 euro l'anno. Ci sono poi gli effetti macro-economici: "con il petrolio a 200 dollari - prosegue Confesercenti - il Pil italiano diminuirebbe dello 0,4% solo il primo anno, mentre l'impatto recessivo comporterebbe una perdita di posti di lavoro che in quattro anni farebbe lievitare il tasso di disoccupazione di circa un punto".

Per adesso tali livelli sono ancora lontani e il barile, dopo aver toccato il nuovo record, è ridisceso fino a 121,79 dollari in chiusura a New York, comunque in rialzo dell'1,5% rispetto a ieri. Restano quindi quanto mai vivi, anche per il brent sopra i 120 dollari per la prima volta nella storia, i timori sulle ripercussioni che il caro-greggio può avere sulla nostra economia. E, in prima battuta, sulle bollette dei consumatori: a seguito delle impennate dei prezzi dei combustibili fossili, il costo di produzione dell'elettricità, ad esempio, è aumentato del 51% a maggio, trascinato, spiega un rapporto del Ref, dal +61% delle quotazioni petrolifere e dal +94% del carbone.

Ma le ripercussioni potrebbero arrivare anche sulle tavole degli italiani: il costo di produzione degli alimenti nelle imprese agricole è infatti cresciuto dell'8,8% proprio in scia ai record del petrolio, che rischiano di provocare un effetto valanga sui prezzi al consumo con l'86% delle merci che in Italia viaggia su strada. L'allarme arriva dalla Coldiretti, secondo la quale le attività di allevamento e coltivazione di cereali, come grano, mais e riso, sono le più colpite, con punte di +35,6% per i fertilizzanti.

LA CORSA DEL GREGGIO/SCHEDA
Il prezzo del petrolio aggiorna il record a New York con le quotazioni a 122 dollari al barile. Un nuovo massimo che fa più che raddoppiare le quotazioni solo dall'estate 2004, quando le conseguenze della guerra in Iraq e gli scontri con i ribelli in Nigeria lo spinsero a 50 dollari: da allora, in meno di quattro anni, i futures petroliferi sono schizzati sino a superare i 120 dollari. Una corsa senza freni: l'attuale soglia è 12 volte superiore a quella del primo shock petrolifero degli anni '70, quando nel 1974 l'embargo dell'Opec durante la guerra del Kippur fece volare il prezzo del barile oltre i 10 dollari.

Ecco una scheda che riassume la corsa del greggio attraverso le principali soglie toccate negli anni sul mercato di New York.

1970: il prezzo ufficiale del petrolio saudita viene fissato, secondo le cifre del ministero statunitense dell'Energia, a 1,80 dollari al barile

1974: l'embargo dell'Opec durante la guerra del Kippur provoca il primo shock petrolifero. Il prezzo del barile supera i 10 dollari. 1979: la rivoluzione iraniana rappresenta il secondo shock petrolifero. Il barile vola a 20 dollari.

1980: la guerra Iran-Iraq spinge le quotazioni del greggio sopra i 30 dollari. All'inizio del 1981 il prezzo raggiungerà i 39 dollari.

1990: con la guerra nel Golfo il barile tocca e supera i 40 dollari. 2004: il 20 agosto vengono toccati i 50 dollari al barile, pesano i timori di scarsi approvvigionamenti; il 27 ottobre supera i 55 dollari. 2005: vengono infrante le soglie psicologiche dei 60 e 70 dollari al barile, anche a causa dell'uragano Katrina e dei conseguenti problemi nel Golfo del Messico. Il 7 luglio supera quota 62 dollari; il 30 agosto si avvicina ai 70 dollari.

2006: il 5 luglio sfonda anche quota 75 dollari. 2007: anno in cui il petrolio raggiunge i 90 dollari e chiude l'anno sfiorando i 100. Il 12 settembre il barile tocca gli 80 dollari. Il 25 ottobre infrange i 90 dollari al barile. In novembre vola a un passo dai 100 dollari, toccando il record storico a 99,29.

2008: il 2 gennaio la volata del greggio, che tocca per la prima volta nella storia i 100 dollari al barile, in seguito alle tensioni in Nigeria. Il 6 marzo sfonda anche quota 105 dollari, toccando il nuovo record a 105,10 dollari al barile; pochi giorni dopo, il 12 marzo sfonda anche quella dei 110 dollari al barile, con il nuovo massimo a 110,2 dollari. Oggi il nuovo massimo a 120,21 dollari.


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