Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Libero arbitrio

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pier



Numero di messaggi : 739
Data d'iscrizione : 10.10.07

MessaggioOggetto: Libero arbitrio   Dom Ago 23, 2009 5:07 pm

Noi non abbiamo il libero arbitrio o questo è assai ridotto.
Le persone si comportano come dei burattini in preda ad un burattinaio talvolta sanguinario .
La cosa importante è liberasi da questo meccanismo e lamentarsi non serve a nulla . La bacchetta magica non esiste ed il percorso è difficile perché bisogna lavorare su sé stessi e gli aiuti sono rari .

Recentemente un mensile di carattere scientifico ha pubblicato un articolo di cui riporto le parti essenziali.

Da questo articolo nasce un interrogativo e cioè : "Siamo solo marionette?" ..............

"L'inconscio, gran burattinaio che in base a parametri suoi, che in gran parte ci sono ignoti, valuta i fatti e poi agisce."

C’è un altro te stesso dentro te

Il pilota della tua mente .

E’ lui che decide ,tu non te ne accorgi

Due pensieri filosofici alternativi spiegano l'agire umano:

il libero arbitrio, secondo il quale ogni indi­viduo è libero di scegliere come comportarsi; e il determinismo per il quale la realtà è in qualche modo predeterminata e la capacità di scegliere illusoria. Non sono mere disquisizioni teo­logici.. Se esiste il libero arbitrio, sono giustificati la responsabilità delle proprie azioni in campo penale e il relativo sistema di sanzio­ni. Ma ne discendono anche l'economia di mercato e la democrazia stessa.

Cervello in azione

Oggi le neuroscienze sem­brano in grado di risolve­re questa diatriba. Perché possono vedere in azione le aree del cervello che do­vrebbero garantire il libero arbitrio, cioè quelle del pen­siero razionale.

E possono spiegare perché compriamo una certa marca di pelati al supermercato, perché votia­mo un partito o sposiamo un certo partner. Quanto in­terferiscono in queste scelte le influenze subliminali , quanto i meccanismi psicologici, quanto l'inconscio, le emo­zioni, la biologia. E magari aiutarci a riprendere il con­trollo sulle nostre azioni. Ec­co gli studi più importanti e le loro conclusioni.

Pilota automatico

I primi esperimenti che hanno dimostrato la rela­tiva illusorietà del libero arbitrio risalgono al 1965. Benjamin Libet, Nobel e fi­siologo della University of California a San Francisco, con gli strumenti imprecisi di allora dimostrò che l'area cerebrale che pianifica i movimenti corporei entra in azione 3 decimi di secondo prima che l'individuo deci­da di alzare un dito. Libet ne dedusse che vi era una discrepanza fra l' "inizio dell'attività cerebrale" e il tempo in cui appare l'intenzio­ne cosciente di compiere un atto ritenuto volontario, e che quindi si doveva respingere il concetto di libero arbitrio.

Gli studi successivi hanno confermato i risultati di Libet. «L'impressione che siamo liberi di scegliere fra varie possibili­tà è fondamentale per la nostra vita mentale» spiega John-Dy­lan Haynes, ricercatore del Max Planck Institute di Lipsia, in Ger­mania. «Ma la ricerca ha sugge­rito che quest'esperienza sogget­tiva di libertà non sia nulla più di un'illusione e che le nostre azioni siano dettate da processi mentali inconsci che precedono di molto la scelta cosciente».

Insomma, il nostro cervello prende le decisioni in base a quello che contiene, ma al vo­lante di questo processo non c'è la nostra coscienza, non c'è la razionalità. C'è una sorta di bu­rattinaio che, in base a parametri suoi, che ci sono in gran parte ignoti, valuta i dati presenti in cassaforte e poi agisce.


Costrutti mentali

Haynes studia proprio questi processi con la risonanza ma­gnetica funzionale (fRmn). Ad aprile del 2008 ha dimostrato in modo ancor più circostanziato, con uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Neuro-science, che il libero arbitrio è un costrutto mentale. Ha chiesto a 14 volontari che vedevano scorrere delle lettere su uno scher­mo di scegliere se premere un bottone posto vicino alla mano destra o quello posto vicino alla sinistra, e poi, con la risonanza magnetica funzionale, ha segui­to cosa succedeva nel loro cer­vello. E ha visto che l'area della corteccia prefrontale, implicata nella progettazione, si attivava 7 secondi prima che i volontari sapessero coscientemente qua­le bottone premere. E non solo: dall'attività cerebrale che pre­cedeva la scelta cosciente i ricer­catori erano anche in grado di predire con un'attendibilità del 60%, quale pulsante avrebbero premuto. Insomma, la scelta era avvenuta prima e non era stata certo "razionale" come finora l'abbiamo intesa.


Attività nascosta

«Quando la decisione dell'in­dividuo giunge alla coscienza è stata influenzata da una attività cerebrale inconscia della durata di circa 10 secondi che codifica anche il contenuto della rispo­sta» spiega Haynes. «Dice che cosa il soggetto deciderà in base ad alcune pianificazioni incon­sce del comportamento che sono contenute nel cervello».

Ma l'inconscio occupa molto più posto di quanto pensasse Li­bet, perché non è coinvolto solo nelle decisioni. Anche la solu­zione dei problemi non sembra derivare dal "ragionamento co­sciente", ma essere frutto di un lavorìo inconscio che neppure il sonno ferma. Poi, ottenuta la risposta, la consegna preconfe­zionata alla coscienza. Questo spiega la sensazione di illumina­zione creativa degli inventori.
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Libero arbitrio   Dom Ago 23, 2009 7:57 pm

Dirò la mia sul libero arbitrio, pier.

L'uomo è dotato di libero arbitrio, ma esso non si concretizza; perchè le scelte dell'uomo sono influenzate dal suo ego, dal suo io. E il paradosso è che l'io ti permette di scegliere ma allo stesso tempo ti obbliga a delle scelte. In altre parole, pur essendo dotato di libero arbitrio, l'uomo non ne usufruisce, perchè il libero arbitrio è funzione dell'ego. E l'ego è ciò che rende prigioniero l'uomo. Un ingarbuglio pazzesco. In pratica, scegliere in base all'ego e quindi avvalersi del libero arbitrio ti rende il futuro obbligato.
Solo se non sceglie in funzione dell'ego, e quindi non fa uso del libero arbitrio, il futuro dell'uomo è libero. In questo caso l'uomo è veramente libero.
Quindi il paradosso è che se l'uomo si avvale del libero arbitrio (scelta in base al proprio io), le sue scelte sono condizionate e quindi egli non è libero; il suo futuro è e sarà soltanto uno; se, invece, egli non si avvale del libero arbtirio (non sceglie in base al proprio io ma in base al Tutto, e a quel punto non è una scelta personale), egli è veramente libero, e il suo futuro è un ventaglio a 360°.
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Fausto
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MessaggioOggetto: Re: Libero arbitrio   Mer Set 23, 2009 10:23 am

Un mio vecchio articolo sul concetto di Libero Arbitrio:
http://oloscience.blogspot.com/2009/06/sul-concetto-di-libero-arbitrio-siamo.html

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