Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Critica ad Einstein da parte di Marco Todeschini

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AutoreMessaggio
Claudio Sauro



Numero di messaggi : 286
Localisation : Italia
Data d'iscrizione : 19.10.09

MessaggioOggetto: Critica ad Einstein da parte di Marco Todeschini   Mer Ott 21, 2009 8:37 pm

Questcritiche sono una sintesi estrema che il Todeschini ha espresso con formule matematiche nella sua Teoria delle Apparenze
Come si possono interpretare queste critiche alla teoria della pseudo
relatività di Einstein mosse da Marco Todeschini, il quale nella sua
teoria postula una densità minima dello spazio pari a 9x10 elevato alla
ventesima potenza inferiore a quella dell'acqua??

I due punti cruciali:

21.
Le equazioni della dilatazione del tempo, della contrazione dello
spazio trasversale, della diminuzione della forza trasversale, di
quella dell’accelerazione trasversale e della dilatazione della massa
trasversale, che risultano formalmente identiche sia nella mia teoria
che in quella di Einstein, ci dicono che gli esperimenti effettuati che
confermano tali equazioni, non possono essere presi come “prove
cruciali” della pseudo-relatività, perché esse sono state dedotte da me
con la relatività di Cartesio. Per le altre componenti disposte in
senso perpendicolare a quelle ora citate, è da porre in evidenza che
quelle espresse dalle equazioni di Einstein non hanno trovato mai
alcuna conferma sperimentale, ed inoltre se composte con le omonime
grandezze disposte in senso perpendicolare, non danno per risultante la
lunghezza dell’ipotenusa del triangolo rettangolo di cui esse
costituiscono i lati, come vuole il teorema di Pitagora, e quindi la
pseudo-relatività einsteniana è in netto contrasto con la relatività di
Cartesio, la geometria euclidea e tutti gli altri rami della
matematica, mentre invece tutte le grandezze longitudinali e
trasversali da me trovate, danno per risultante la lunghezza
dell’ipotenusa, in armonia col teorema di Pitagora, ed inoltre hanno
ricevuto conferme sperimentali, le quali perciò possono veramente
ritenersi le “prove cruciali” della mia fluidodinamica universale.

23.
La pseudo-relatività einsteniana non fornisce alcuna spiegazione della
causa fisica che produce il diminuire delle accelerazioni di un corpo
in moto, postula solamente che ciò è dovuto al contrarsi degli spazi ed
al dilatarsi dei tempi, computati dal sistema di osservazione rispetto
a quello dove avviene il fenomeno. Le accelerazioni predette sarebbero
quindi tante quanti sono gli infiniti sistemi di osservazione
diversamente mossi, mentre tale diminuzione di accelerazione, dipende
solamente dalla velocità relativa tra il fluido ambiente ed il corpo,
come dimostrato dalla sperimentazione e dal fatto che le contrazioni
degli spazi e le dilatazioni dei tempi, sono state da me ottenute
proprio con la concezione fluidodinamica del fenomeno considerato. La
pseudo-relatività einsteniana giunge a far variare le leggi del moto
dei corpi a secondo della velocità che essi assumono rispetto al
sistema di riferimento, ma ciò è in netto contrasto con la dichiarata
finalità del suo autore, che era quella che la sua teoria potesse
invece rendere invarianti le leggi dei fenomeni da qualsiasi sistema di
riferimento. In realtà le leggi del moto dei corpi dipendono solamente
dalla loro velocità rispetto allo spazio fluido in cui sono immersi e
sono ad immediato contatto. Tali leggi restano invarianti rispetto a
qualsiasi altro sistema di riferimento comunque mosso in base alla
relatività classica di Cartesio, la quale è pertanto l’unica che
raggiunge tale invarianza, ed è la sola che si verifica nel Creato.
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Fausto
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MessaggioOggetto: Re: Critica ad Einstein da parte di Marco Todeschini   Sab Giu 26, 2010 2:37 pm

Sulla base del "lavoro" di Prigogine,a proposito della metrica dello spazio-tempo di Minkowsky,si evince questo:

Per misurare lunghezze e tempi, un osservatore utilizza delle
coordinate x, y, z e t ; un altro, in moto rettilineo rispetto al precedente,
utilizza delle coordinate x',y', z' e t'. La condizione imposta dalla teoria della relatività è che l'intervallo spazio-temporale rimanga invariante. L'esistenza
di tempi molteplici t, t' ... provoca effetti notevoli (come il celebre paradosso
dei gemelli). Bisogna dunque concludere, con Minkowski, che
lo spazio e il tempo, presi isolatamente, sono ormai divenuti delle ombre?

L'instabilità deriva dal fatto che un punto contiene un'informazione
infinita, mentre le nostre misure o i nostri calcoli implicano una
precisione finita.L'instabilità ci costringe a costruire un nuovo linguaggio
per descrivere tali sistemi.

Prigogine,sulla base dell'idea di Misra,ridefinisce (ampliandolo),il concetto di "tempo interno".

"Contrariamente a quanto sembra risultare dalla Relatività Ristretta,esiste dunque un Tempo Universale che parte dall'osservazione di un fenomeno fisico relativistico,in questo caso la propagazione dell'onda*.Nella descrizione minkowskiana,gli osservatori si osservano reciprocamente.Qui essi osservano,in più,l'evoluzione del campo,sistema dinamico instabile che permette l'introduzione di un tempo interno.(...)L'introduzione di processi dinamici instabili permette così di riconciliare l'idea fondamentale di Einstein di tempi molteplici legati a osservatori diversi con l'esistenza di un divenire Universale,sostenuta da Bergson".
ILYA PRIGOGINE ("Tra il Tempo e l'Eternità - ed.Bollati & Boringhieri)

*Prigogine in quel contesto non intendeva un'onda elettromagnetica visibile (la luce che tutti conoscono,per intenderci);bensì "un'onda di modernizzazione" relativa addirittura ad un'isola.

"La nozione di simultaneità è relativa all'osservatore,riferendoci ai tempi molteplici della Relatività Ristretta.Ma le cose cambiano se teniamo conto del fatto che ogni osservatore può misurare il campo scalare phi e dedurne il tempo medio corrispondente a questo campo.Il campo stesso è invariante per trasformata di Lorentz.Il tempo interno medio ,invece,è modificato non solo quando si cambia il tempo,ma anche quando si cambia posizione.Ciò significa anche che,osservando il campo,e il suo tempo interno medio,un osservatore può avere un'informazione riguardo alla sua posizione,contrariamente a quanto suppone la Relatività Ristretta"... e sono ancora parole di Prigogine,non mie.

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