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 La mia concezione di Cristo

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AutoreMessaggio
Claudio Sauro



Numero di messaggi : 286
Localisation : Italia
Data d'iscrizione : 19.10.09

MessaggioOggetto: La mia concezione di Cristo   Lun Ott 26, 2009 1:40 pm

Io ho un mio concetto di Cristo.
Non ho mai visto la pietra di scandalo in Gesù Cristo né tanto meno riesco a vederla in coloro che ci credono.
Una religione inculcata in siffatto modo fin dall’infanzia nella quale un Dio si sacrifica per i peccati del mondo non può essere interpretato come pietra di scandalo.
Il mio primo ricordo, lontanissimo, di bambino, risale forse ad un anno di età.
Io salivo, anzi mi trascinavo su dei gradini in cima ai quali c’era una croce.
I gradini erano altissimi, ma poi rivedendoli da adulto mi resi conto che erano gradini normalissimi.
Non ho mai interpretato Cristo come pietra di scandalo nella mia vita.
E quale importanza ho dato a quella croce, simbolo supremo che penso abbia salvato molti dalla disperazione ed abbia dato loro un senso alla vita!.
Ho sempre amato Cristo, per ciò che di semplice ha detto, e fra le tante cose mai si è stancato di dire “ io sono il figlio dell’uomo”
Ha parlato di Padre, ma troppo spesso si è messo sullo stesso piano dei discepoli.
Ha pure detto: “io ed il padre siamo la stessa cosa” ma ha anche detto relativamente agli ultimi tempi “ nessuno conosce quei tempi, neppure il figlio, ma solo il padre”
Il suo identificarsi con il padre era un identificarsi con la verità che rivelava, come ambasciatore di una determinata verità che da Dio proveniva.
I problemi relativamente alla trinità si sono posti dopo.
Come poteva un infinito essere trino?
E dio è un infinito per definizione e per essenza, da qui non ci si scappa altrimenti non è più Dio.
La teologia cattolica ha costruito un infinito trino, al di la di ogni logica.
Ma allora mi dirai, chi è Gesù Cristo?
Io penso che sia la massima espressione di Dio in terra, lo spirito più evoluto, certamente uno che ha scelto di incarnarsi per rivelare certe verità fondamentali ed ha scelto la crocifissione come simbolo per riscattarci dal dolore e la resurrezione per dimostrare che esiste una vita dopo la morte.
Perché dobbiamo uscire dalla concezione di un aldilà statico, e concepire un aldilà dinamico, nel quale lo spirito fa le sue esperienze e percorre Dio per conoscerlo.
In questo aldilà che io dico è chiaro che troveremo spiriti elevatissimi rispetta all’uomo. Spiriti che possono dire io sono il portavoce, io sono l’ambasciatore della verità, cioè di Dio, spiriti che si incarnano per un fine ben preciso: portare certe verità all’uomo.
Finché rimani ancorato ad una concezione catechistica è chiaro che non potrai mai accettare quello che dico.
Ma tutti siamo figli di dio così come Cristo.

“Nel loro sonno dicono : non siamo che granelli di sabbia sulla spiaggia infinita di un mare infinito; io da sveglio rispondo: “ Noi siamo il mare infinito ed i mondi non sono che granelli di sabbia sulla nostra riva”

Ricorda inoltre “ che non potremmo vedere il cielo se non fosse già in noi”
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