Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Sulla creatività

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Fausto
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MessaggioOggetto: Sulla creatività   Mer Giu 13, 2007 11:58 pm

„Che cos’è un’idea?
È un’immagine che si dipinge nel mio cervello.Tutti i vostri pensieri sono dunque immagini? Certamente; poichè le idee più astratte altro non sono che figlie di tutti gli oggetti che ho percepito. Non pronuncio la parola essere in generale, solo perché ho conosciuto esseri particolari. Non pronuncio la parola infinito solo perché ho visto dei limiti, e respingo questi limiti nel mio intelletto per quanto posso; ho idee solo perché ho immagini nella testa“. (Voltaire)

La mente umana è definita da un complesso gioco di interazioni fra due tipi di coscienza: razionale ed intuitiva.
La coscienza razionale, trae origine dalle esperienze quotidiane che abbiamo interagendo con oggetti ed eventi del nostro ambiente. Una coscienza che potremmo definire il frutto di un pensiero costretto a fluire prevalentemente attraverso strutture binarie, nelle quali ogni cosa viene sistematicamente e inesorabilmente ordinata, misurata, divisa, confrontata e catalogata.
Il Buddhismo, definisce questa interminabile serie di distinzioni psichiche di opposti (concepibili unicamente in reciproco rapporto): coscienza (o conoscenza) relativa.
La coscienza relativa, presenta una fondamentale caratteristica: l’astrazione. Tale caratteristica è dovuta al fatto che, per poter confrontare, ordinare e selezionare l’immensa varietà di oggetti, di forme e di fenomeni che ci circondano, non si possono prenderne in considerazione tutti gli aspetti, ma se ne devono scegliere solo alcuni significativi. Ogni cosa quindi, in questo stato di coscienza, viene ridotta ai propri contorni. Usando le stesse parole di F. Capra, possiamo dire che: “La coscienza razionale è un sistema di concetti astratti e di simboli, caratterizzata dalla struttura lineare e sequenziale tipica del nostro modo di pensare e di parlare. Nella maggior parte dei linguaggi questa struttura lineare è resa esplicita dall’uso di alfabeti che servono a comunicare esperienze e riflessioni con lunghe file di lettere“.
È facilmente intuibile quindi che la realtà ultima delle cose, la Realtà Assoluta (espressa dalla filosofia cinese con l’antico simbolo chiamato T’aichi T’u, in cui Yin e Yang sono i due componenti di una simmetria rotazionale in continuo movimento ciclico), quella che il pensiero umano, essendo caratterizzato da strutture lineari e sequenziali non potrà mai raggiungere e toccare, è destinata a rimanere al di fuori di ogni possibile schema di ragionamento e quindi indimostrabile.
Esistono quindi, secondo il Buddhismo e molte altre religioni o filosofie orientali, due tipi di coscienza (o conoscenza): una „coscienza relativa“ e una „coscienza assoluta“; come esistono due tipi di „verità“: una verità condizionale e una verità trascendentale. Considerando quindi che esistono ben due diverse realtà, una „assoluta“ ed una assai più ridotta relativa al pensiero umano, possiamo tranquillamente distinguerle in :“realtà assoluta“ e„realtà condizionale“.
La conoscenza assoluta delle cose (presumibilmente quella intuitiva), riusciamo talvolta a sfiorarla in quei millesimi di secondo in cui il nostro pensiero imbocca alcune strutture binario-analogico deduttive del nostro cervello, nelle quali, in un tempo infinitamente piccolo, vengono analizzate, elaborate e fatte interagire milioni e milioni di informazioni relative per il 10% alla nostra realtà condizionale e per il restante 90% ad una realtà semi-assoluta che concepiamo unicamente ad un livello inconscio.
In tali frazioni di secondo infinitamente piccole, scaturiscono talvolta dalla mente umana, le intuizioni.
Secondo William James: “La normale coscienza dello stato di veglia, che chiamiamo coscienza razionale, è soltanto un tipo di coscienza particolare, mentre tutto intorno ad essa, separate da schermi sottilissimi, esistono forme potenziali di coscienza completamente diverse“.
Le intuizioni, per una comune mente umana, sono estremamente rare e preziose. Il frutto di ogni intuizione, lo si può descrivere unicamente in termini matematici (affinchè ciò che si intende definire o dimostrare risulti chiaro ed evidente nel modo più assoluto); e non vi è e non vi è mai stato nessuno scienziato al mondo che almeno una volta nella vita non abbia utilizzato delle leggi fisiche o matematiche per definire il frutto o i frutti delle sue intuizioni. Einstein per esempio, sfruttò il suo intuito per definire la stretta connessione che sussiste tra spazio e tempo (ricavandone tutta la Relatività), fu il suo intuito a permettergli di stabilire l’uguaglianza tra massa ed energia (E=mc2). De Broglie a sua volta, intuì che mc2 è uguale al prodotto della frequenza delle vibrazioni (f ) per la costante di Plank (h), e questo ben ventitre anni dopo che Plank aveva definito l’energia come il prodotto di hf. Ci vollero poi altri quattro anni prima che Heisenberg, nel 1927, intuisse e quindi formulasse il principio di indeterminazione.

Da questi esempi riusciamo a capire ancor meglio quanto delle „semplici“ intuizioni possano essere estremamente rare e preziose per un comune essere umano (anche se dotato di grande intelligenza). La matematica è la Voce di Dio, poiché come disse Pitagora:“Tutto è numero“. Galileo si dichiarò invece convinto che il Libro della Natura sia scritto in linguaggio matematico. Persino Einstein, quando verso la fine della sua vita disse: “Mi domando fino a che punto la natura faccia sempre lo stesso gioco“, si riferiva al fatto che, dove termina il pensiero razionale umano, inizia quello di Dio, definito essenzialmente da numeri reali e irrazionali, con un complesso e neppur lontanamente immaginabile sistema di funzioni algebriche (anche se in molti potrebbero intenderla diversamente). Il futuro si cela dietro il nostro pensiero razionale e binario, ma basta una semplice intuizione ed esso è presto smascherato. Passato, presente e futuro hanno tutti uno stesso comun denominatore, definito da un semplice e breve nome femmineo: Analogia.
Ed è questo comun denominatore che talvolta lascia intravedere alla mente umana, come disse William Blake: “l’Universo in un granello di sabbia e l’Eternità in un’ora“. Ogni intuizione della mente umana, non è nient’altro che una misera parte di quella infinita matrice composta da numeri reali e irrazionali (e forse anche complessi e immaginari), che potremmo definire la:“Mente di Dio“.
Il pensiero del matematico Georg Cantor riuscì a toccare almeno un aspetto di questa infinita matrice; ma quando si propose di dimostrare l’inesistenza di insiemi infiniti di potenza intermedia tra quella dei numeri naturali e quella dei numeri reali (chiamata Ipotesi del Continuo), si dice che nel tentativo di giungere a tale dimostrazione sia stato travolto dalla follia (il problema è rimasto tuttora irrisolto). Il matematico Kurt Gödel dal canto suo, parlando degli assiomi di scelta, disse:
“Anche degli oggetti della teoria degli insiemi, per quanto siano lontani dall’esperienza sensoriale, abbiamo una qualche percezione, come si può vedere dal fatto che gli assiomi ci impongono la propria verità. Non vedo alcuna ragione per cui di questo tipo di percezione, cioè dell’intuizione matematica, dovremmo fidarci meno che della percezione sensoriale(…) Anche quegli enti possono rappresentare un aspetto della realtà oggettiva“.

„Guarda il cielo, la terra, il mare; tutto ciò che è luminoso in essi o sopra di essi; tutto ciò che striscia, vola o nuota; tutte queste cose hanno forma perché tutte hanno numero. Togli loro il numero ed esse non saranno più nulla (…) Domanda che cosa ti allieta nella danza e il numero ti risponderà: “Eccomi, sono io“. Osserva la bellezza della figura umana e scoprirai che ogni cosa è al suo posto grazie al numero. Osserva la bellezza del movimento del corpo e scoprirai che ogni gesto è al momento giusto grazie al numero”.(St.Agostino)
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Gio Ago 09, 2007 7:51 pm

Inutile dire che mi trovo sempre in sintonia con tutto quanto scrivi, Fausto, e che le tue riflessioni mi danno sempre modo di esprimere le mie "visioni" che vorrei esporre nel commentare alcuni tuoi bellissimi (per me ) passaggi.

Admin ha scritto:

La coscienza relativa, presenta una fondamentale caratteristica: l’astrazione. Tale caratteristica è dovuta al fatto che, per poter confrontare, ordinare e selezionare l’immensa varietà di oggetti, di forme e di fenomeni che ci circondano, non si possono prenderne in considerazione tutti gli aspetti, ma se ne devono scegliere solo alcuni significativi.
Ogni cosa quindi, in questo stato di coscienza, viene ridotta ai propri contorni.
E infatti la coscienza razionale (o relativa) è molto limitata e non permette di cogliere tutti insieme, gli aspetti di ogni situazione.
In un certo senso è come se si camminasse con i paraocchi e se metto a fuoco una cosa non ne posso mettere a fuoco un'altra contemporaneamente, e così si passa a focalizzare un aspetto alla volta.
Se per esempio sto parlando con una persona non mi accorgerò di tutto quello che accade nel frattempo nei dintorni e per potermene accorgere devo smettere di interagire con quella persona.

Citazione :
È facilmente intuibile quindi che la realtà ultima delle cose, la Realtà Assoluta (espressa dalla filosofia cinese con l’antico simbolo chiamato T’aichi T’u, in cui Yin e Yang sono i due componenti di una simmetria rotazionale in continuo movimento ciclico), quella che il pensiero umano, essendo caratterizzato da strutture lineari e sequenziali non potrà mai raggiungere e toccare, è destinata a rimanere al di fuori di ogni possibile schema di ragionamento e quindi indimostrabile.
E infatti, poichè la Realtà Assoluta è conoscibile solo quando mettiamo da parte la nostra coscienza razionale, non è poi possibile dimostrarla, perchè le dimostrazioni devono fare uso del raziocinio.

Citazione :
La conoscenza assoluta delle cose (presumibilmente quella intuitiva), riusciamo talvolta a sfiorarla in quei millesimi di secondo in cui il nostro pensiero imbocca alcune strutture binario-analogico deduttive del nostro cervello, nelle quali, in un tempo infinitamente piccolo, vengono analizzate, elaborate e fatte interagire milioni e milioni di informazioni relative per il 10% alla nostra realtà condizionale e per il restante 90% ad una realtà semi-assoluta che concepiamo unicamente ad un livello inconscio. In tali frazioni di secondo infinitamente piccole, scaturiscono talvolta dalla mente umana, le intuizioni.
La conoscenza assoluta accade quando il pensiero si ferma, e quando il pensiero si ferma avvengono le intuizioni; ecco come nascono gli artisti in senso lato, e cioè i grandi scienziati, pittori, musicisti, ecc.
Quelli che per caratteristiche naturali hanno accesso alle aree dell'intuito sono degli artisti, al contrario di quelli che, negli stessi, campi, potrebbero essere definiti dei "tecnici", che seppur bravi, non hanno creatività, perchè la creatività è figlia dell'intuito.

Citazione :
Da questi esempi riusciamo a capire ancor meglio quanto delle „semplici“ intuizioni possano essere estremamente rare e preziose per un comune essere umano (anche se dotato di grande intelligenza).
E' verissimo questo che dici, anche se io per intelligenza definirei proprio quelli dotati di intuito; gli altri sono "solo" persone preparate.
L'intelligenza non è cultura, a mio avviso, ma l'avere una mente aperta, e l'apertura mentale è la condizione che lascia affiorare l'intuito.
Mente aperta vuol dire affrontare il nuovo in assenza di pregiudizi, e questa è la considizione che fa affiorare l'intuito, perchè assenza di pregiudizio vuol dire assenza di pensiero.

Citazione :
Il futuro si cela dietro il nostro pensiero razionale e binario, ma basta una semplice intuizione ed esso è presto smascherato.

Chi ha concepito questa frase è persona dotata di grande intuito Smile
Quando il pensiero si ferma, e l'intuito scaturisce in assenza di pensiero, all'improvviso si staglia dinanzi a noi il passato il presente e il futuro; e quando il pensiero si ferma si "entra" in tutte le menti, si entra nella mente dell'universo.
Ecco come fa a concepire cose tante grandiose lo scienziato dotato di intuito: per un attimo egli è nella mente del mondo; per un attimo egli "conosce" tutto, anche se non è consapevole.

Citazione :
Passato, presente e futuro hanno tutti uno stesso comun denominatore, definito da un semplice e breve nome femmineo: Analogia.
Ed è questo comun denominatore che talvolta lascia intravedere alla mente umana, come disse William Blake: “l’Universo in un granello di sabbia e l’Eternità in un’ora“.
Grande intuizione quella di Black, ma io cambierei la seconda parte della sua frase con: "l'eternità in un attimo"; ed è anche troppo.
L'eternità la si percepisce quando per un attimo il pensiero si ferma, e quando il pensiero si ferma anche il tempo è fermo; il tempo è in funzione del pensiero.
E se il tempo si ferma non è possibile quantizzarlo. Ed ecco allora che anche l'attimo è troppo per definire l'eternità.
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pier



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Mer Ott 10, 2007 5:04 pm

1)Cincin
La conoscenza assoluta accade quando il pensiero si ferma, e quando il pensiero si ferma avvengono le intuizioni; ecco come nascono gli artisti in senso lato, e cioè i grandi scienziati, pittori, musicisti, ecc.
Quelli che per caratteristiche naturali hanno accesso alle aree dell'intuito sono degli artisti, al contrario di quelli che, negli stessi, campi, potrebbero essere definiti dei "tecnici", che seppur bravi, non hanno creatività, perchè la creatività è figlia dell'intuito.

2) Cincin
Quando il pensiero si ferma, e l'intuito scaturisce in assenza di pensiero, all'improvviso si staglia dinanzi a noi il passato il presente e il futuro; e quando il pensiero si ferma si "entra" in tutte le menti, si entra nella mente dell'universo.
Ecco come fa a concepire cose tante grandiose lo scienziato dotato di intuito: per un attimo egli è nella mente del mondo; per un attimo egli "conosce" tutto, anche se non è consapevole.

Fausto Intilla
Esistono quindi, secondo il Buddhismo e molte altre religioni o filosofie orientali, due tipi di coscienza (o conoscenza): una „coscienza relativa“ e una „coscienza assoluta“; come esistono due tipi di „verità“: una verità condizionale e una verità trascendentale.

Vorrei partire dalla considerazione di Fausto e cioè che esiste anche una verità trascendentale e ciò è in sintonia con i veda .
A questo punto bisogna vedere se riusciamo a contattare questa verità trascendentale.
Secondo il veda ed altre filosofie è possibile e questa verità trascendentale si percepisce attraverso un particolare stato psicofisico , e quindi rilevabile attraverso apparecchiature ad esempio l’ EGG o ElettroEncefaloGramma.

In questo stato si è però coscienti . I veda lo definiscono “la pura coscienza” o pura consapevolezza” o come dice cincin "coscienza assoluta".
A questo punto vorrei inserire quanto correttamente affermato da cincin . vedi1) e 2).
In altre parole in stato di pura coscienza non vi è più pensiero , il pensiero cioè si ferma e questo stato è il samadhi .

Secondo gli insegnamenti vedici e di altre culture da questo stato è possibile attivare l’intuizione ed altre qualità.

Per ora mi fermo qui.

Pier
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Mer Nov 21, 2007 12:05 pm

pier ha scritto:

In altre parole in stato di pura coscienza non vi è più pensiero , il pensiero cioè si ferma e questo stato è il samadhi .

Secondo gli insegnamenti vedici e di altre culture da questo stato è possibile attivare l’intuizione ed altre qualità.

E' verissimo quanto dici, pier.

Io, però, mi permetto di apportare una piccola modifica a quanto da te riportato, e cioè che l'intuizione non può essere attivata, se per attivazione intendiamo un'azione, una volontà, da parte di colui che è in samadhi.
L'intuizione, secondo me, non può essere attivata ma arriva.
Perchè se è vero che l'intuizione arriva in assenza di pensiero, e il pensiero è azione, mancando il pensiero non ci può essere azione, volontà.
Il mio intervento, comunque, non toglie nulla al tuo prezioso contributo :-)
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pier



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Gio Nov 22, 2007 11:35 am

cincin ha scritto:
pier ha scritto:

In altre parole in stato di pura coscienza non vi è più pensiero , il pensiero cioè si ferma e questo stato è il samadhi .

Secondo gli insegnamenti vedici e di altre culture da questo stato è possibile attivare l’intuizione ed altre qualità.

E' verissimo quanto dici, pier.

Io, però, mi permetto di apportare una piccola modifica a quanto da te riportato, e cioè che l'intuizione non può essere attivata, se per attivazione intendiamo un'azione, una volontà, da parte di colui che è in samadhi.
L'intuizione, secondo me, non può essere attivata ma arriva.
Perchè se è vero che l'intuizione arriva in assenza di pensiero, e il pensiero è azione, mancando il pensiero non ci può essere azione, volontà.
Il mio intervento, comunque, non toglie nulla al tuo prezioso contributo :-)


Grazie per la precisazione .
Secondo il veda ecco i vari tipi di Samadhi:
17. Il samadhi con seme è accompagnato dal ragionamento, dalla riflessione, dalla beatitudine e da un senso di puro essere.
18. Nel samadhi senza seme, invece, si ha un arresto di ogni lavorio della mente, e la mente conserva solo impressioni non manifeste.
19. Il samadhi senza seme è conseguito dagli spiriti illuminati che hanno lasciato il corpo, o Videha, e dagli esseri i cui corpi vengono riassorbiti dalla natura, o prakriti-laya. Essi torneranno a rinascere in quanto conservano i semi del desiderio.
20. Altri conseguono il samadhi senza seme mediante la fede, lo sforzo, il raccoglimento, la concentrazione e la capacità di discriminare.
Non mi dilungo per ovvie ragioni (ed anche perché avrei difficoltà a farlo sui vai tipi di Samadhi)
Comunque sarebbe possibile, attraverso una di queste forme di samadhi , pervenire al piano Akashico ove il passato , presente e futuro sono presenti contemporaneamente e nel quale sono presenti anche tutte le opere dell’uomo (libri, poesie invenzioni ed altro): in questo piano verrebbe in aiuto della comprensione di tutto ciò l’intelletto (che forse in modo non corretto ho detto essere l’intuizione ma per me questi sono imparentati o consequenziali ).
Tutto questo avviene si automaticamente , rimane però il fatto che arrivare al samadhi è una scelta molto spesso volontaria secondo gli insegnamenti di molti maestri di tutte le filosofie/ religioni.
Pier
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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Dom Nov 25, 2007 9:39 pm

Ecco cosa intendo per intuizione, pier, e da cosa scaturisce, cosa sulla quale non ci troviamo d'accordo, perchè per te l'intuizione è pensiero, se ho ben capito, mentre per me scaturisce dal non-pensiero.

http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2004/07_luglio/12/archimede.shtml

Metto in risalto:

"Inoltre in un'altra regione, la corteccia posteriore destra, circa un secondo e mezzo prima dell'arrivo della soluzione intuitiva si ha un forte aumento di onde a bassa frequenza, o in banda alfa, legate a stato di rilassamento o riposo della mente. Queste cessano proprio quando iniziano dall'altra parte le gamma, precisano gli esperti, facendo pensare che ci sia un momento in cui il cervello si svuota spianando la via all'intuito, come se a un certo punto noi chiudessimo gli occhi e semplicemente aspettassimo l'arrivo da lontano della risposta a lungo cercata."

Praticamente:

quando la mente si ferma (il cervello si svuota) emerge l'intuizione (spianando la via all'intuito).

Cosa ne pensi pier, in base ai tuoi studi?
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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Dom Nov 25, 2007 10:58 pm

cincin ha scritto:
Ecco cosa intendo per intuizione, pier, e da cosa scaturisce, cosa sulla quale non ci troviamo d'accordo, perchè per te l'intuizione è pensiero, se ho ben capito, mentre per me scaturisce dal non-pensiero.

http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2004/07_luglio/12/archimede.shtml

Metto in risalto:

"Inoltre in un'altra regione, la corteccia posteriore destra, circa un secondo e mezzo prima dell'arrivo della soluzione intuitiva si ha un forte aumento di onde a bassa frequenza, o in banda alfa, legate a stato di rilassamento o riposo della mente. Queste cessano proprio quando iniziano dall'altra parte le gamma, precisano gli esperti, facendo pensare che ci sia un momento in cui il cervello si svuota spianando la via all'intuito, come se a un certo punto noi chiudessimo gli occhi e semplicemente aspettassimo l'arrivo da lontano della risposta a lungo cercata."

Praticamente:

quando la mente si ferma (il cervello si svuota) emerge l'intuizione (spianando la via all'intuito).

Cosa ne pensi pier, in base ai tuoi studi?

Non mi sono spiegato bene, chiedo scusa .
L' intuizione nasce quando non c'è pensiero e quindi sono in perfetta armonia con te. Tuttavia l'intuizione si sviluppa successivamente nel pensiero e quindi appare alla coscienza ordinaria la quale tende ad appropriarsene .
Anche il pensiero nasce dal "vuoto" come una increspatura dell' Essere ed anche questa increspatura emerge alla coscienza ordinaria colorandosi degli stress o Klesha /Vritti .
In modo molto semplicistico nel buddismo ci si riferirebbe spesso ai klesha come ai "cinque veleni", di cui i tre principali sono ignoranza, desiderio/attaccamento e avversione.
In poche parole la persona illuminata essendo senza questi "veleni " non ha filtri e quindi è cosciente essendo nella pura consapevolezza, ed il pensiero ed intuizione non sono compromessi dall'attività mentale . Tutto diventa allora limpido e cristallino.
Il discorso non è semplice e come vedi molto spesso è difficile esprimersi in modo corretto.
Magari cercherò di entrare in maggiori dettagli in un secondo tempo.
Ciao.
Pier



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Lun Nov 26, 2007 9:27 am

pier ha scritto:
Tuttavia l'intuizione si sviluppa successivamente nel pensiero e quindi appare alla coscienza ordinaria la quale tende ad appropriarsene .[/font][/color]
E anch'io perfettamente in linea con te: l'inuizione, che scaturisce dal non-pensiero, deve poi essere tramutata in pensiero per poterla esprimere.
In un momento di non-pensiero mi arriva l'intuizione, ma poi devo usare il pensiero per esternarla.
E la creatività, che è il tema di questa discussione, è figlia dell'intuizione, e quindi del non-pensiero.
Creare vuol dire produrre un qualcosa dal nulla, e il non-pensiero è il nulla.
Creare vuol dire produrre qualcosa di nuovo, qualcosa che prima non esisteva, qualcosa di ignoto, ma il pensiero è noto, ragione per cui la creatività non può scaturire dal pensiero.
Per poter creare, la mente deve essere vuota, perchè solo se è vuota vi può entrare il Tutto, l'Universo, e l'Universo è una creazione di "Dio" :-)
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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Lun Nov 26, 2007 10:05 am

cincin ha scritto:
pier ha scritto:
Tuttavia l'intuizione si sviluppa successivamente nel pensiero e quindi appare alla coscienza ordinaria la quale tende ad appropriarsene .[/font][/color]
E anch'io perfettamente in linea con te: l'inuizione, che scaturisce dal non-pensiero, deve poi essere tramutata in pensiero per poterla esprimere.
In un momento di non-pensiero mi arriva l'intuizione, ma poi devo usare il pensiero per esternarla.
E la creatività, che è il tema di questa discussione, è figlia dell'intuizione, e quindi del non-pensiero.
Creare vuol dire produrre un qualcosa dal nulla, e il non-pensiero è il nulla.
Creare vuol dire produrre qualcosa di nuovo, qualcosa che prima non esisteva, qualcosa di ignoto, ma il pensiero è noto, ragione per cui la creatività non può scaturire dal pensiero.
Per poter creare, la mente deve essere vuota, perchè solo se è vuota vi può entrare il Tutto, l'Universo, e l'Universo è una creazione di "Dio" :-)

Proposito di creatività.

Il buon Dio mi ha elargito molti doni ma fra questi non c’è quello della grafica manuale (disegni,quadri ecc) .

Alcuni giorni fa in stato alfa (meditazione profonda) , quello cioè che citato nel sito http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2004/07_luglio/12/archimede.shtml ho " visto " o forse meglio intuito una immagine che avrebbe dovuto rappresentare la "Creazione" .

Appena finita l’ora di meditazione in uno stata ancora molto rilassato ho realizzato prima di tutto un paesaggio e poi a sinistra in alto ho posizionato la Via Lattea con i pianeti, in centro la nebulosa "l'occhio di Dio" nella quale ho inserito il Suo nome in arabo, a destra un insieme di nebulose. In basso a destra Adamo ed Eva nel Giardino Terrestre e tutto intorno animali e piante - vedi allegato: [URL=http://img516.imageshack.us/my.php?image=creazione13aazq1.jpg]

Anche quando andavo a lavorare (ero progettista industriale) non affrontavo mai i problemi al livello del pensiero.

Entravo in stato alfa ed alla fine ecco la soluzione : la sua caratteristica stupefacente era quella di essere estremamente semplice.

Pier

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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Lun Nov 26, 2007 11:11 am

pier ha scritto:


Entravo in stato alfa ed alla fine ecco la soluzione : la sua caratteristica stupefacente era quella di essere estremamente semplice.

Non ne sono stupefatta, pier :-)

Quando si è in uno stato meditativo, e tu lo sei in maniera naturale (lo si vede da come posti) tutto è naturale e semplice.
Lo sforzo di essere creativi tarpa le ali alla creatività, e per farla emergere non dobbiamo fare nulla :-)
Ogni nostra azione, e pensiero è azione, provoca una reazione contraria.
Se voglio essere creativo non mi devo sforzare di esserlo, ma al contrario mi devo abbandonare; e in quell'abbandono emerge il creatore che è in tutti noi, perchè noi tutti siamo un unico creatore ed è l'ego, il pensiero, che ci spezzetta in tante piccole unità.
Abbandonare l'ego (e in meditazione non c'è ego) fa emergere il Creatore perchè egli rappresenta tutti noi, ha creato tutti noi, e noi tutti insieme rappresentiamo lui :-)
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Fausto
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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Lun Nov 26, 2007 11:17 am

L’ispirazione è il momento in cui la vostra anima precede il vostro corpo,la vostra mente!…è il momento in cui vi ritrovate davanti ad una pietra grezza con uno scalpello in mano…davanti a dei fogli bianchi con una penna in mano…davanti ad una tela con un pennello in mano…davanti ad un piano-forte con le dita sulla tastiera…,e non vi è modo di capire come abbiate fatto a ritrovarvi li! Un attimo prima eravate in un altro luogo,facendo altre cose,e poi improvvisamente vi trovate nel punto esatto in cui tutte le forze dell’Universo confluiscono per dar esito ad un atto di creazione! E inizialmente la vostra mente rimane allibita,arrivando a porsi la seguente domanda: ma io che diavolo ci faccio qui? Poi,in una frazione di secondo,arriva dal cielo una risposta,e le vostre mani,come per magia,iniziano a muoversi ininterrottamente secondo degli schemi che appartengono ad una logica Divina,caotica,irrazionale…e in quel preciso istante,ogni consapevolezza dell' Io-Dove-Quando,svanisce nel nulla! Ogni senso d’identità viene smarrito,un’energia dirompente pervade tutto il vostro corpo,e voi siete il dipinto,la musica,la pietra,l’amore…voi siete l’intero Universo,voi siete Dio!
(da Stargate, in "Dio=mc2",pubbl.2006)

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pier



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Lun Nov 26, 2007 12:34 pm

Si Fausto, è proprio vero quello che hai detto: Ogni senso d’identità viene smarrito,un’energia dirompente pervade tutto il vostro corpo,e voi siete il dipinto,la musica,la pietra,l’amore…voi siete l’intero Universo,voi siete Dio!

Si cincin allo stesso modo è altrettanto vero ciò che hai affermato: Abbandonare l'ego (e in meditazione non c'è ego) fa emergere il Creatore perchè egli rappresenta tutti noi, ha creato tutti noi, e noi tutti insieme rappresentiamo lui :-)

Anche voi avete espresso in modo semplice , chiaro e naturale il vostro pensiero .

Un antico proverbio indiano recita: gli uccelli della stessa penna volano insieme.

Ebbene , pur nelle nostre differenze abbiamo appreso, magari in modi diversi, questa verità.

Una verità che emersa da dentro noi, non certamente imparata dagli altri o dai libri.

Mi pare che stiamo volando insieme e ciò è bello perché “ l’insieme è maggiore delle parti che lo costituiscono .”

Pier

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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Lun Nov 26, 2007 1:33 pm

C'è tanto di quel vero in queste parole che non posso fare a meno di "commentare" frase per frase:
Fausto ha scritto:
[i]L’ispirazione è il momento in cui la vostra anima precede il vostro corpo,la vostra mente!…
E' vero.
L'Anima di cui parli, caro Fausto, è la "nostra" Consapevolezza ed essa emerge quando non c'è mente; e quando non c'è mente non c'è nemmeno corpo, perchè quando si è Consapevolezza (che tu chiami Anima, ma è lo stesso) non esiste il senso di separazione dagli altri corpi.
E se non c'è separazione o siamo tutto un corpo e non ci sono i corpi.

Citazione :
è il momento in cui vi ritrovate davanti ad una pietra grezza con uno scalpello in mano…davanti a dei fogli bianchi con una penna in mano…davanti ad una tela con un pennello in mano…davanti ad un piano-forte con le dita sulla tastiera…,e non vi è modo di capire come abbiate fatto a ritrovarvi li!
Proprio così, perchè quando non c'è ego, e se c'è Anima (Consapevolezza) non c'è ego, non siamo noi che agiamo ma la totalità che agisce tramite noi; e se non si diventa Consapevoli di questo, ci si sente smarriti, non si capisce come abbiamo fatto a ritrovarci lì :-)

Citazione :
Un attimo prima eravate in un altro luogo,facendo altre cose,e poi improvvisamente vi trovate nel punto esatto in cui tutte le forze dell’Universo confluiscono per dar esito ad un atto di creazione!
E' così che "nascono" i grandi artisti, ma loro ci si ritrovano naturalmente, per predisposizione naturale.
Ma anche chi non è scultore, scrittore, pittore o musicista, può diventare un artista; è sufficiente fare ciò che fanno gli artisti innati: annullare l'ego, scomparire.
E se scompare l'ego emerge l'Anima di cui parlava Fausto, e da quell'Anima scaturisce la creatività che è in tutti noi; bisogna solo "capire" come si fa ad accedervi.
E la creatività non la si esprime solo nel comporre una poesia o nel dipingere un quadro, ma la si può esprimere anche nel creare un bel giardino, o preparare una gustosa cena o perchè nò, apparecchiare una bella tavola.

Citazione :
E inizialmente la vostra mente rimane allibita,arrivando a porsi la seguente domanda: ma io che diavolo ci faccio qui? Poi,in una frazione di secondo,arriva dal cielo una risposta,e le vostre mani,come per magia,iniziano a muoversi ininterrottamente secondo degli schemi che appartengono ad una logica Divina,caotica,irrazionale…e in quel preciso istante,ogni consapevolezza dell' Io-Dove-Quando,svanisce nel nulla!

E se prima della creazione ci si è posti l'interrogativo: ma che diavolo ci faccio qui?, dopo la creazione ci si pone l'interrogativo: ma chi ha creato questa cosa? E' possibile che l'abbia fatta io?
E l'incredulità è legittima, perchè in realtà non siamo noi gli artefici di quella creazione, perchè come hai capito bene tu, Fausto, le nostre:
Citazione :
mani,come per magia,iniziano a muoversi ininterrottamente secondo degli schemi che appartengono ad una logica Divina,caotica,irrazionale
Le nostre mani o la nostra mente sono solo il canale attraverso cui creiamo.
E se volessimo ripeterlo non ne saremmo in grado, perchè non siamo noi che l'abbiamo fatto, ma "Dio" attraverso noi, e se tentassimo di copiarlo ne verrebbe fuori un falso, come i falsari quando copiano un capolavoro.
Se provassimo a rifarlo non ci riusciremmo e quello che ne verrebbe fuori sarebbe una nuova creazione, un nuovo capolavoro :-)

Citazione :
Ogni senso d’identità viene smarrito,un’energia dirompente pervade tutto il vostro corpo,e voi siete il dipinto,la musica,la pietra,l’amore…voi siete l’intero Universo,voi siete Dio!
Ed è verissimo anche questo, perchè per poter creare non bisogna essere un Ego, e se non si è Ego, non ci può essere Creatore ma solo la Creazione.
Dio non è il Creatore ma la Creazione stessa :-)
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Lun Nov 26, 2007 5:54 pm

pier ha scritto:


Ebbene , pur nelle nostre differenze abbiamo appreso, magari in modi diversi, questa verità.

Perchè la verità emerge solo in uno stato di non-pensiero, pier.
I pensieri sono tanti quante sono le menti che li concepiscono, e quindi il pensiero non può condurre alla Verità; solo il non-pensiero può condurvi, perchè il non-pensiero è uguale per tutti.
Quando io non penso sono uguale a te, quando anche tu non pensi, e solo il pensiero ci distingue.
E il paradosso è che, nello stato di non pensiero, che è uguale per tutti, (perchè la Coscienza che c'è al di là del pensiero è uguale per tutti), emerge la Creatività che non sarà mai uguale a un'altra Creatività.
Creare col pensiero (e i pensieri sono tanti), si "creerà" sempre la stessa cosa; creare col pensiero è copiare.
Creare col non-pensiero, e il non-pensiero è solo uno, si creeranno sempre cose diverse.
Semplicemente stupefacente :-)
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pier



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Mar Nov 27, 2007 2:31 pm

cincin ha scritto:
.....Dio non è il Creatore ma la Creazione stessa :-)
Cosa ne pensate della seguente frase che mi ha inviato il capo dei Sufi italiani con il quale ho un rapporto di amicizia e di stima reciproca?
Pier


"Solito saluto di Gabriele Mandel, con l'augurio di una giornata serena.



Dio..., e l’infinito mondo fenomenico. Non sono due: l’infinito mondo fenomenico è in Dio, sussiste perché Dio lo crea, istante per istante, sussiste solo ed esclusivamente come espressione voluta da Dio.
Gabriele Mandel khân"
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Mer Nov 28, 2007 11:34 am

pier ha scritto:
Dio..., e l’infinito mondo fenomenico. Non sono due: l’infinito mondo fenomenico è in Dio, sussiste perché Dio lo crea, istante per istante, sussiste solo ed esclusivamente come espressione voluta da Dio
E' vero ciò che dice Mandel: Dio e la sua creatura sono la stessa cosa.
Dio è nella sua creatura e la creatura è in Dio.
Non c'è distinzione tra il Creatore e la sua creatura, come non c'è distinzione tra il danzatore e la danza; se il danzatore si ferma non esiste danza.
La danza esiste solo nel momento in cui esiste il danzatore e il danzatore esiste solo nel momento in cui c'è danza :-)
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pier



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Mer Nov 28, 2007 12:17 pm

cincin ha scritto:
pier ha scritto:
Dio..., e l’infinito mondo fenomenico. Non sono due: l’infinito mondo fenomenico è in Dio, sussiste perché Dio lo crea, istante per istante, sussiste solo ed esclusivamente come espressione voluta da Dio
E' vero ciò che dice Mandel: Dio e la sua creatura sono la stessa cosa.
Dio è nella sua creatura e la creatura è in Dio.
Non c'è distinzione tra il Creatore e la sua creatura, come non c'è distinzione tra il danzatore e la danza; se il danzatore si ferma non esiste danza.
La danza esiste solo nel momento in cui esiste il danzatore e il danzatore esiste solo nel momento in cui c'è danza.

Hai parlato di danza .
Ecco allora una mia elaborazione che ho inviato a Mandel : la danza dei Sufi Dervisci che ruotando si abbandonano a Dio (il cui nome ho scritto in arabo)
Pier
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cincin



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Mer Nov 28, 2007 12:26 pm

pier ha scritto:


Hai parlato di danza .
Ecco allora una mia elaborazione che ho inviato a Mandel : la danza dei Sufi Dervisci che ruotando si abbandonano a Dio (il cui nome ho scritto in arabo)
Giusto pier! Proprio come la danza dei Dervisci...e chi meglio di un Derviscio sa che egli è Dio quando danza?
Se la danza è come quella del Derviscio, e cioè una danza in cui danza e danzatore sono fusi, ecco che Dio e la sua creatura sono la stessa cosa.
E la fusione ci può essere solo quando non c'è ego, perchè ego vuol dire divisione, e Dio non ha ego perchè egli è unità.
Dio è unità perchè ha creato l'Universo intero, indivisibile :-)

p.s.
sempre bellissime le tue creazioni, pier.
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jazzed2bhere



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MessaggioOggetto: Re: Sulla creatività   Mar Gen 25, 2011 8:07 pm

Call it what you want or will, but we live in a reality where we exist in multiple universes simultaneously.

Recently with the strange discovery by quantum physicists at the University of California Santa Barbara means that an object you can see in front of you may exist simultaneously in a parallel universe -- a multi-state condition that has scientists theorizing that traveling through time may be much more than just the plaything of science fiction writers.

And it's all because of a tiny bit of metal -- a "paddle" about the width of a human hair, an item that is incredibly small but still something you can see with the naked eye.

UC Santa Barbara's Andrew Cleland cooled that paddle in a refrigerator, dimmed the lights and, under a special bell jar, sucked out all the air to eliminate vibrations. He then plucked it like a tuning fork and noted that it moved and stood still at the same time.

The reality is (I would like to give Fausto credit for the discovery which he may not even realize he discovered in his first book), where he spoke about falling in love with the girl! She fell in love with him, simultaneousness occurred where he found himself in a state of devastation by the loss of the love, as she chose to side with the parents. Similarly, there is a man living simultaneously in america who can reach across these states of universes and exchange spoons. The spoon appears to bend in front of him, but it is the universe that bends.

The fact of the matter is, we have choice. It would be impossible to have choice without multiple options being available. IE: I want chocolate, no I want Vanilla. No I want strawberry. No forget it all, I just want a glass of wine.

Those options would have to exist somewhere for us to be able to select them. We choose the best option and the universe bends for us so we may have it.

I think cheers is right, but I think it is a matter of will and intention rather than a matter of a blank mind.

I believe we are really sitting in a chair elsewhere. A million versions of your lives would be available to select from. Perhaps you just selected your life and your living it.

Wink

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