Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 I VEDA

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MessaggioOggetto: I VEDA   Sab Nov 07, 2009 1:40 pm

Veda significa conoscenza.

"l Veda è la fonte della conoscenza originale, conoscenza divina, conoscenza perfetta.
La parola "Veda" deriva dalla radice in lingua sanscrita "Vid", ovvero "vedere con gli occhi dello spirito". In questo termine è racchiusa tutta l'essenza e la peculiarità di questa conoscenza: essa si rivela nelle coscienze dei saggi illuminati.
Il Veda è dunque conoscenza universale realizzata nella coscienza individuale.
I saggi che hanno realizzato il Veda sono chiamati rishi, ovvero veggenti o sapienti.
Il Veda è formato dagli shruti, le frequenze del suono cosmico. Gli shruti fluiscono continuamente nel cosmo in una forma chiamata richa, ed è in questa forma che vengono percepite dalla coscienza individuale. Gli shruti contengono la conoscenza del modo in cui le energie dell'universo si attivano e si plasmano per dare vita all'intero universo fin dall'inizio dei tempi.
I Veda sono dunque shruti, essi furono rivelati per mezzo del suono, "direttamente uditi" dai rishi; ai Veda non viene attribuito nessun autore, si ascrive loro un origine divina. I Veda sono "apaurusheya", che significa che non sono stati compilati dalla conoscenza umana. Negli stessi Veda si afferma che essi ci sono stati tramandati da "tempi antichi" rivestiti di un linguaggio nuovo.
Si afferma che i Veda abbiano "nityatva", ovvero "validità che trascende il tempo".
Si afferma anche che i Veda sono conoscenza perfetta, ma poichè la nostra conoscenza è condizionata e dominata da molte imperfezioni, potremmo non essere in grado di apprezzarne la perfezione. I Veda dovrebbero quindi essere accettati così come sono, senza cercare di interpretarli.

Possiamo definire la letteratura vedica un vasto insieme di opere di natura religiosa, ritualistica, filosofica, morale, spirituale, ma anche sociale e giuridica; comprendente anche un'insieme di trattati che coprono tutto il campo della scienza e dell'arte. Particolare menzione va fatta alle opere di medicina, matematica, astronomia, architettura.
Le scritture vediche non si limitano infatti a disciplinare le pratiche religiose, ma anche tutte le usanze sociali, cercando di collegare ogni aspetto della vita umana con l'armonia della Legge Universale.
Non c'è nessun ramo della conoscenza, mondana o spirituale, che non si ritrovi nei testi vedici. In altre parole, la conoscenza Vedica si divide in rami diversi attraverso una successione di discipline diverse (note come sakhas).
I Veda sono paragonati all'albero dei desideri, perché contengono tutte le cose conoscibili dall'uomo. Essi trattano delle necessità mondane come della realizzazione spirituale. Assieme e sopra a tutte le forme di conoscenza i Veda sono infatti la strada maestra per la realizzazione spirituale. Si afferma infatti che la corretta conoscenza produce un graduale innalzamento della persona in campo spirituale. La più alta realizzazione spirituale è la conoscenza che la coscienza individuale è in realtà coscienza Divina, tutt'uno con l'intero universo.

L'albero della conoscenza vedica è diviso in molto rami, una prima grande classificazione distingue e riconosce l'assoluto primato dei Veda principali, che sono quattro. Essi sono:
Rig-Veda
Sama-Veda
Yajur-Veda
Atharva-Veda
Questi Veda consistono in una vasta collezione di inni sacri, invocazioni al Divino ed alle divinità della natura, come il Sole, la Pioggia, il Vento, il Fuoco e l'Alba; preghiere e formule propiziatorie come per la salute, la prosperità, la concordia, la progenie, nonchè formule magiche, riti domestici e molto altro ancora. Essi sono composti tutti in versi generalmente di tre o quattro righe con una bella e caratteristica metrica, adatti per essere salmodiati.
Più dettagliatamente abbiamo:
Rig-Veda: il cuore e l'essenza dei Veda, 10.552 versi adatti per essere recitati.
Sama-Veda: circa 2000 versi, una selezione di canti liturgici arrangiati in maniera da essere cantati in maniera particolamente armoniosa.
Yajur-Veda: circa 2000 versi di canti liturgici da cantare con particolari intonazioni.
Atharva-Veda: circa 6000 versi di preghiere, riti, incantesimi.
L'estensore dei quattro Veda è il mitico rishi Vyasa, letteramente il Sistematore, anche detto Vyasadeva. Ad esso si attribuisce il riordinamento e la messa per iscritto dei Veda.
Si ritiene tradizionalmente infatti che in principio ci fosse un'unico Veda.

Generalmente per ognuno dei Veda principali si riconoscono tre divisioni:
1. Samhita: la raccolta di versi in senso stretto, la collezione di inni o mantra.
2. Brahmana: manuali cerimoniali, contengono le regole per stabilire i mantra adeguati ed i riti adatti. Sono trattati ritualistico-liturgici mescolati con molte storie illustrative, osservazioni filosofiche e idee profonde.
Ad essi vanno aggiunti gli Aranyaka, i cosiddetti "trattati della foresta", anch'essi interpretazioni rituali.
3. Upanishad: trattati filosofici di inestimabile valore, dialoghi metafisici basati sul pensiero vedico.
In tutto si arriva a circa 100.000 versi vedici.

La datazione storica dei Veda è incerta. Essi vengono collocati tra il 6000 a.C. ed il 1200 a.C. Vi sono diverse teorie al riguardo, anche contrastanti tra loro. Tutte concordano nel ritenere che i Veda abbiano un nucleo molto antico a cui sono state aggiunte altre parti nel corso dei secoli.
La datazione dei Veda è particolarmente difficile in quanto si tratta di una tradizione preservata nei secoli soprattutto per via orale. Per millenni i centomila versi dei Veda non furono scritti, ma vennero tramandati oralmente dai sacerdoti brahmini. Solo in un tempo relativamente recente essi sono stati messi per iscritto. Nonostante il "mezzo di trasmissione" possa apparire inadeguato, queste scritture hanno sfidato i secoli. Come è stato possibile?
I brahmini hanno conservato in maniera perfetta, fin dalla più remota antichità, l'originale purezza dei Veda, grazie a diversi sistemi di controllo dell'esattezza dei versi. Esistono infatti precise regole fonetiche associate alla combinazione dei suoni (sandhi), nonchè per i rapporti delle lettere fra loro (sanatana), ed anche per l'ordine particolare in cui si succedono le parole vediche (anupurvi). Inoltre si può controllare l'esattezza dei versi mandati a memoria usando precise regole matematiche (!). Ogni sillaba (akshara) di una parola vedica ha un suo preciso ed inequivocabile significato.

In diretta associazione con i Veda principali troviamo i Vedanga e gli Upaveda, raccolte di testi che aumentano ed applicano i Veda sviluppando un sistema complessivo di vita sacra.
Questi testi sono scritti con il metodo dei sutra, corti versi densi di significato.
I Vedanga sono definiti le membra del corpo dei Veda, essi sono sei aspetti diversi della conoscenza vedica:
1. Jyotisha: La scienza del tempo, vastissima raccolta di testi di astronomia e astrologia. Jyotisha Vedanga è "il vero occhio dei Veda". Secondo la cultura vedica, la conoscenza astrologica è essenziale per conoscere e stabilire il momento propizio per i riti sacri.
2. Kalpa: Raccolta di libri religiosi.
E' divisa in quattro parti: nel Srauta sutra si illustrano i rituali pubblici ed i sacrifici collettivi, nel Sulba sutra i modi per la costruzione di luoghi sacrificali ed altari, nel Grihya sutra i riti domestici e familiari, nel Dharma Sastra le leggi religiose ed i doveri professionali.
3. Siksa: Fonetica.
4. Vyakarana: Grammatica.
5. Nirukti: Disciplina logica relativa al contesto (significato conclusivo).
6. Chandas: Metrica, purezza della recitazione dei mantra.
Gli Upaveda sono trattati che espongono delle scienze, essi sono cinque:
1. Artha-Veda illustra l'arte del governare.
2. Ayur-Veda è un sistema completo di medicina e di salute.
3. Dhanur-Veda illustra la scienza militare.
4. Gandharva-Veda illumina sulla musica e sulle arti.
5. Sthapathya-Veda illustra la scienza e l'arte dell'architettura.

Le scritture vediche sono chiamate Shastra, letteralmente "libri sacri"; esse possono essere divisi in due classi: Shruti e Smriti.
Le Shruti, come abbiamo già detto, sono scritture "udite direttamente", "rivelate", esse sono i quattro Veda principali e le Upanisad.
Le Smriti o "dottrine ricordate", sono l'applicazione pratica della conoscenza divina e delle leggi che governano l'universo manifesto. Questi trattati contengono le leggi necessarie per rendere divino ogni aspetto della vita materiale. Le smriti, pur non essendo state rivelate direttamente, confermano sempre quello che viene detto nelle shruti.
Le Smriti sono numerose, ma tra esse quattro sono considerate più importanti:
1. Manu Smriti
2. Vagya Valka Smriti
3. Shamkhya Smriti
4. Parashara Smriti
Smriti sono considerate anche le colossali opere epiche indiane, come il Mahabharata (che a sua volta contiene la Bhagavad-Gita) ed il Ramayana.
Da menzionare in questa classe anche i Purana (18 in tutto), che significa letteralmente "storie antiche". Essi illustrano la filosofia dei Veda per mezzo di racconti (di cui si afferma la verità storica) di uomini o divinità la cui vita rappresenta l'applicazione pratica delle Leggi Universali. Hanno natura allegorica e illustrano la filosofia più elevata in modo molto semplice ed umano.
L'insieme delle Shruti e delle Smriti formano la struttura basilare della tradizione induista.

Oltre a tutto ciò che è stato già citato, esistono numerosi altri testi di difficile classificazione ma egualmente importanti. Essi sono:
Il Natya-veda, che poteva essere letto ed usato da tutte le caste e non solo da quella più elevata.
Gli Agama con i testi subordinati dell'Upagama e Paddhati, che sono rielaborazioni della saggezza antica.
I Tantra Shastra, un gruppo di trattati che documentano un particolare sviluppo del pensiero spirituale indiano. Tantra significa letteralmente "parola scritta, libro", ma anche "rito, rituale". Essi descrivono sia complessi rituali di adorazione che pratiche yoga. Questi trattati contengono profonde verità celate dietro un sofisticato simbolismo.
I Darsana, i sei sistemi della filosofia indiana. Darsana significa capacità di visione. Diversi illustri saggi si sono cimentati nel tentativo di spiegare la filosofia secondo la loro visione. I loro risultati più alti sono noti come Darsana. Essi sono:
Nyaya proposto da Gautama,
Vaishesika proposto da Kanada,
Sankhya proposto da Kapila,
Yoga proposto da Patanjali,
Purva (karma) Mimamsa proposto da Jaimini,
Uttara (brahma) Mimamsa proposto da Vyasa.

Come si può vedere la letteratura vedica è semplicemente immensa. Ognuno dei testi citati meriterebbe anni e anni di studio impegnato. Spero che questo schema possa aiutare chi ha fatica a ritrovarsi in un così vasto oceano di conoscenza
."
Fonte: Manuele di Scienze Antiche
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