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 dopamina, serotonina ,endorfine e citochine

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pier



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MessaggioOggetto: dopamina, serotonina ,endorfine e citochine   Dom Nov 15, 2009 9:26 pm

Inserisco questo argomento in questa sezione a causa dello studio dell'Harvard Medical School di Boston , pubblicato nel 2002, secondo cui la preghiera ed in particolare la recitazione del rosario ed anche di un mantra ripetuto, avrebbe la capacità di regolarizzare la pressione arteriosa ed il battito cardiaco. In effetti, è dimostrato che queste pratiche tendono ad abbassare il tono del sistema simpatico a favore di una attivazione di quello parasimpatico, predisponendo al rilascio di ormoni quali serotonina, (l'ormone del benessere) dopamina, endorfine, citochine
La meditazione vedica è fatta ripetendo un mantra, quindi rientra nell'argomento che verrà ampliato in seguito.
Psicologie e scienze cognitive
Voglia di emozioni forti? Una questione di dopamina
Nei novelty seeker il cervello è scarsamente in grado di regolare la dopamina: questa condizione rende i soggetti particolarmente sensibili alle novità
La ricerca psicologica ha classificato come novelty seeker le persone che mostrano un comportamento caratterizzato da una forte impulsività e da una ricerca continua del rischio e delle sensazioni forti.
Ora i ricercatori della Vanderbilt University hanno individuato il meccanismo neurobiologico che sembra essere alla base di questo tipo di comportamento. Uno studio ha infatti rivelato come questi soggetti abbiano un numero inferiore rispetto alla norma di recettori della della dopamina di un particolare tipo.
Il neurotrasmettitore dopamina è prodotto da un particolare gruppo di cellule presenti nel cervello, dotate di una serie di autorecettori che consentono di limitare il rilascio della sostanza quando vengono stimolati.
"È risultato che la densità di questi autorecettori è inversamente correlata al comportamento oggetto dello studio?, ha commentato David Zald, professore associato di psicologia della Vanderbilt e primo autore dello studio pubblicato sulla rivista ?Journal of Neuroscience?. "Ciò significa che quanto meno sono presenti questi autorecettori in un individuo, tanto più che egli avrà difficoltà a regolare il desiderio di nove esperienze potenzialmente gratificanti che normalmente inducono un rilascio di dopamina?.
La dopamina, com?è noto da molto tempo, svolge nel cervello un importante ruolo in tutte quelle esperienze che forniscono al soggetto una gratificazione, nei suoi aspetti sia fisiologici sia patologici, in particolare nelle dipendenze da sostanze o comportamenti (cibo, sesso e sostanze stupefacenti).
Precedenti studi avevano già individuato una notevole variabilità individuale sia nel numero di recettori della dopamina sia nella quantità di neurotrasmettitore prodotta, nonché una correlazione dei suoi livelli nei comportamenti abusanti.
Zald e colleghi si sono invece concentrati sulle possibili correlazioni con i tratti di personalità del novelty-seeker. Nel corso della ricerca è stata utilizzata la tecnica di tomografia a emissione di positroni (PET) per individuare i livelli di recettori della dopamina in 34 soggetti sani sottoposti anche a un questionario per valutare i tratti di personalità.
"La nostra ricerca suggerisce che in questi soggetti il cervello è scarsamente in grado di regolare la dopamina: questa condizione rende i soggetti particolarmente sensibili alle novità e le situazioni che forniscono una gratificazione e che normalmente inducono un rilascio di dopamina", ha concluso Zald. (fc)
Le funzioni della dopamina
Dal piacere al terrore
Gli effetti della dopamina dipendono dalla sede cerebrale in cui essa agisce
La dopamina non induce solo il desiderio, ma anche la paura: lo afferma un articolo pubblicato su The Journal of Neuroscience, che dà il resoconto di uno studio condott da ricercatori dell'Università della California a San Francisco diretto da Kent Berridge.
La scoperta permette di spiegare perché le disfunzioni del sistema dopaminergico non siano coinvolte solamente nei fenomeni di dipendenza, ma abbiano un ruolo importante anche nella schizofrenia e in alcune fobie, che coinvolgono sentimenti di eccessiva paura.
Esiste una enorme quantità di dati sperimentali che provano come la dopamina medi effetti positivi come la ricompensa, la felicità e il piacere, ma questo studio dimostra come essa sia in grado di promuovere anche comportamenti negativi attraverso un'azione su aree del cervello adiacenti a quelle della ricompensa, portando così a un nuovo modo di guardare a questo neuromediatore.
Berridge e colleghi hanno identificato l'effetto duale della dopamina sul nucleo accumbens, un'area cerebrale coinvolta nel motivare persone e animali a cercare le fonti di piacere come cibo, sesso e droghe, ma anche nello scatenamento della paura. I ricercatori hanno trovato che inibendo la funzione della dopamina si impediva al nucleo accumbens di indurre comportamenti sia di ricerca di una ricompensa, sia di timore.
In studi precedenti Berridge e colleghi avevano mostrato che solo pochi millimetri separano i centri deputati al piacere e alla paura nel nucleo accumbens, per il quale la dopamina è uno dei più importanti neuromediatori. In quello appena pubblicato hanno invece dimostrato che l'iniezione di dopamina nella parte frontale di quella struttura provoca nei ratti lo stimolo della fame, inducendoli a mangiare fino a tre volte il normale, mentre l'iniezione nella parte posteriore induceva un comportamento analogo a quello che normalmente viene esibito in risposta alla comparsa di un predatore. Ciò dimostra, osservano i ricercatori, che l'azione della dopamina è unica ma che i suoi effetti dipendono dalla sede d'azione della sostanza. (gg)
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