Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 yoga e fisica quantistica

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pier



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MessaggioOggetto: yoga e fisica quantistica   Mar Nov 17, 2009 4:56 pm

Fra le discipline Vediche lo yoga, in tutte le sue forme, è una componte molto impertante
Come sappiamo, lo YOGA è un sistema filosofico tradizionale, teorico e pratico, che nasce da una cultura millenaria (più di 5000 anni fa) e rappresenta la scienza del presente.
La parola YOGA significa: "COMUNIONE, FUSIONE, UNIONE". Lo YOGA rappresenta la fusione dell'essere umano con il Macrocosmo.
Per poter dare una spiegazione scientifica al sistema yoga, possiamo ricorrere alla fisica quantistica.


La fisica quantistica ci insegna che la materia (ad esempio un essere umano, un tavolo di legno, una pianta, qualunque cosa), apparentemente piena e composta da fibre, molecole, atomi, particelle subatomiche, vibra in un oceano di vuoto assoluto.
Lo studio di quello che si considerava "spazio vuoto" tra le particelle subatomiche, mette in evidenza l'esistenza di fenomeni decisamente particolari, come ad esempio la creazione e la scomparsa di alcune particelle apparentemente "dal nulla".
Lo spazio appare vuoto, in realtà lo spazio vuoto è rigonfio di attività.
Pertanto, non esistono oggetti solidi: tutto è costituito da un enorme spazio vuoto di energia e trasformazione. Siamo circondati da nuvole di particelle che compaiono e scompaiono ininterrottamente.
Un aspetto però molto importante è rappresentato dallo studio del fenomeno della "NON LOCALITA", che si verifica a livello quantistico. Esso coinvolge due o più particelle generate da uno stesso processo o che si sono trovate in un’interazione reciproca per un certo periodo.
La possibilità teorica di questo fenomeno venne ipotizzata da Erwin Schrödinger nel lontano 1926.
Nel 1982, Alain Aspect ha dato una dimostrazione scientifica del fenomeno nei laboratori di fisica di Orsay, a Parigi: "due particelle accoppiate, anche se separate da enormi distanze, si comportavano come se fossero un unico grande essere: cioè ciascuna riceveva immediatamente informazioni dall'altra".
Il professore Jacopo Grinberg Zylberbaum e Julieta Ramos vollero stabilire se il fenomeno della non-località riguardava solo il mondo subatomico oppure si estendeva anche all'uomo.
Il due ricercatori dell'Universitad Nacional Autonoma del Mexico fecero il seguente esperimento: presero uno studente A e uno studente B e li fecero incontrare e concentrare l'uno sull'altro per un certo periodo.
Poi condussero lo studente A in una stanza buia schermata elettromagneticamente. Fecero altrettanto con lo studente B, conducendolo in una stanza situata dall'altra parte dell'università.
Entrambi furono collegati all'elettroencefalogramma (EEG), e lo studente A fu stimolato con una musica improvvisa ad alto volume, bagliori luminosi o piccole scariche elettriche sulle dita.
Naturalmente l'ago dell'EEG registrava tutti quegli stimoli cui il cervello dello studente A era sottoposto. Nel frattempo, lo studente B, anch'esso collegato ad un EEG, se ne stava tranquillamente in ozio nella stanza situata dall'altra parte dell'università.
Alla fine dell'esperimento i due elettroencefalogrammi si sincronizzarono dal punto di vista temporale e vennero confrontati. Gli EEG mostrarono che, ad ogni sollecitazione avuta dallo studente A, il cervello dello studente B mostrava la stessa "impennata" nel grafico.
Il due cervelli erano in una sorta di comunicazione, anche se lo studente B era ignaro, a livello conscio, di cosa stesse accadendo allo studente A e viceversa.
Gregg Braden, scrittore di fama internazionale, nel suo recente programma intitolato "Guarire i Cuori/Guarire le Nazioni - la Scienza della Pace e il Potere
della Preghiera" - ha portato ulteriori esempi della non-località, fra i quali spicca l'esperimento condotto dai militari.
I leucociti del sangue (le cellule bianche del sangue) furono prelevati dal DNA di alcuni donatori
e poi vennero posti in stanze in cui era possibile misurare le modificazioni elettriche.
In quell’esperimento, il donatore fu collocato in una stanza e sottoposto a "stimolazioni emotive" di vario genere tramite video-clips, che provocarono in lui differenti stati emotivi e/o sentimenti. Il DNA fu messo in una stanza diversa dello stesso edificio. Entrambi, il donatore e il suo DNA, erano monitorati, e appena il donatore mostrava massimi o minimi nella sua elaborazione emotiva (come giustamente risultava dalle misurazioni elettriche), il DNA presentava la STESSA RISPOSTA, ESATTAMENTE NELLO STESSO MOMENTO. Non vi era alcuno scarto temporale, alcun tempo di trasmissione.
I momenti di alta o minima intensità nel comportamento del DNA corrispondevano esattamente a quelli del donatore.
I militari vollero capire quanto lontano potessero situare il donatore dal suo DNA per ricavare lo stesso effetto. Si fermarono con gli esperimenti dopo che la distanza stabilita fu quella di 50 miglia (è da specificare che un miglio è uguale a 1,609 Km), e il risultato era ANCORA lo STESSO. Nessun scarto temporale, nessun lasso temporale usato per la trasmissione.
Dopo gli esperimenti di Alain Aspect, questa è la prova più lampante ed eclatante della validità del Principio di Non-Località che governa l'intero Universo. Il DNA e il donatore presentavano la stessa identica risposta, nello stesso momento. Cosa può significare ciò? Secondo Gregg Braden significa che le cellule viventi comunicano attraverso una forma di energia sconosciuta in precedenza.
Questa energia non è interessata dal tempo né dalla distanza.
E' una forma di energia non-locale, che preesiste ovunque, continuamente. Pertanto, anche se visti da occhi ipercritici, vi è una dimensione diversa da quella dei cinque sensi, in cui non esiste la dualità ma solo l'unità, ed è il livello virtuale, non-locale, la sede del nostro spirito, di Dio, dove siamo tutti uno.
Del resto, tutte le religioni e tradizioni culturali hanno sempre affermato: amare il prossimo, perché il prossimo siamo noi stessi (fra particelle subatomiche non c'è differenza), sia esso animale, vegetale, minerale o umano; qualsiasi cosa facciamo agli altri, la stiamo facendo allo stesso tempo a noi stessi!!!
Purtroppo, la maggior parte degli esseri umani crede di essere separata dall'armonia cosmica universale.
In realtà, siamo tutti collegati continuamente con la famiglia, con i colleghi di lavoro, con gli abitanti di un quartiere, di una città, di una regione, di una nazione, di un continente, col pianeta Terra, con l'Universo, con Dio.
Un singolo sorriso o una singola lacrima influenza l'intera collettività, un singolo individuo ha il potere di influenzare la collettività umana e non solo.
I nostri corpi fisici sono l'esempio di trilioni di singole entità, chiamate cellule, che collaborano come una mente unica dando luogo a quel capolavoro chiamato corpo umano, che altro non è che una correlazione quantistica su scala cellulare.
Siamo stati abituati a vederci come staccati, separati da Dio, a considerarci come degli esseri piccoli, per cui la Sua immanenza, la Sua grandiosità è molto lontana da noi.
Se andiamo a studiare le esperienze mistiche dei Santi Cristiani, non possiamo fare altro che confermare quanto affermato dalla fisica quantistica.
Anche per molti esseri umani, in alcune situazioni "limite" della vita, quando si dedicano con tutto il cuore a qualcosa in cui credono veramente, quando danno il meglio di loro e sono totalmente coinvolti, senza "secondi pensieri", in ciò che stanno facendo, non c'è più distinzione fra il soggetto, l'oggetto e l'attività stessa: in tutti questi casi, può accadere di assaggiare quello stato di semplicità, di fusione con il tutto, di beatitudine, di spontaneità che non può essere descritto, ma che è possibile riconoscere bene in quelli che vengono considerati i "momenti indimenticabili" della propria vita.
Questo stato sorge da sé spontaneamente, spesso quando meno ce lo aspettiamo. Anzi, le speranze e le paure sono, nella maggior parte dei casi, l'ostacolo principale.
Il sistema yoga ci permette, grazie ai misteriosi processi di risonanza, di rivivere in maniera più frequente tali momenti beatifici.
Di Flochia/Yoga
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pier



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MessaggioOggetto: Re: yoga e fisica quantistica   Ven Nov 20, 2009 5:27 pm

La frase di Fausto "Tutto ciò è da attribuire al nostro scienziato italiano che ha posto in essere la spiegazione nei minimi dettagli dei meccanismi con cui tutte le particelle subatomiche prendono la massa dalla “Particella di Dio” e che apre orizzonti di possibilità applicative straordinarie: Ad es. un blocco di ferro della massa di tonnellate può essere portato ad avere una massa minore di quella di una piuma. In ultima analisi, conoscendo la natura” fisica” di detta particella, che crea tutte le altre , è una conquista impressionante non solo nel campo della fisica. " contenuta nel 3d la particella di Dio in scienze esatte mi ha fatto venire in mente il volo Yogico descritto dal fisico italiano Fabrizio Coppola di cui riporto di seguito il suo pensiero estratto dal suo libro "Ipotesi sulla Realtà".


"La nostra attività mentale, dal punto di vista oggettivo, non è altro che l'attività di vari campi quanto relativistici vicini al livello del CU (Campo Unificato), i quali d'altra parte costituiscono anche la stessa materia, la quale in seguito all'attività in questione può «muoversi».</SPAN>
È possibile supporre allora che il CU da cui nasce il campo gravitazionale, possa alterare — a causa della nostra volontà (che nasce anch'essa dal CU) — il campo gravitazionale stesso e permetterci così di levitare (naturalmente tutto ciò, come al solito, può avere una spiegazione solo in un ambito quanto relativistico ed avendo assunto che la pura coscienza coincida col CU). Ciò, per quanto strabiliante, è del tutto plausibile nella nuova concezione della realtà.
Russell giustifica l'esistenza della levitazione sostenendo che le teorie fisiche cambiano in continuazione e quindi non è possibile affermare che un fenomeno viola le leggi della fisica: queste ultime potranno essere modificate da studi successivi. In realtà tale spiegazione, oltre ad essere discutibile, risulta del tutto superflua: la levitazione non viola le leggi della fisica! Egli comunque compie un'osservazione molto interessante: «Se non conoscessimo i principi dell'aerodinamica, considereremmo probabilmente impossibile che un aeroplano possa volare nell'aria. Difatti soltanto 80 anni fa [rispetto al 1976], prima di veder volare gli aeroplani, molti lo credevano impossibile»").
La siddhi del «volo yogico»
Tra le tecniche di MT- Siddhi insegnate da Maharishi vi è la cosiddetta «siddhi del volo yogico»; come dice Maharishi, durante la pratica di tale siddhi la mente ed il corpo (che in realtà a livello fondamentale sono la stessa cosa) raggiungono massima coordinazione, ed il corpo può alzarsi e volare (!) Al movimento di Maharishi appartengono vari fisici, tra cui i più eminenti sono il premio Nobel Brian Josephson, Lawrence Domash, Geoffrey Clements e John Hagelin. Ecco che cosa afferma quest'ultimo a proposito del volo yogico: «Attraverso le epoche vi sono state molte testimonianze di uomini che levitavano [anche relative a Santi cristiani]. La maggior parte di esse risalgono a prima degli ultimi secoli durante cui il metodo oggettivo della scienza moderna ha dominato il nostro approccio alla comprensione del mondo. Quando sentiamo parlare di volare in quest'epoca scientifica tendiamo a chiedere, con scetticismo, com'è possibile? Non sarebbe una violazione delle leggi della fisica, come la legge di gravità? Ma la scienza oggi ha guardato oltre il livello classico macroscopico e visibile della natura per cogliere la struttura quantomeccanica [cioè quantistica] delle sue scale spaziotemporali più fondamentali. L'immagine del funzionamento della natura a questi livelli è molto differente da quella che osserviamo comunemente. Molte volte in questo secolo i fisici sono rimasti sorpresi dall'apparizione di straordinari effetti quanto meccanici al livello visibile, macroscopico. Per esempio, nella superfluidità, i fluidi mostrano viscosità zero e continueranno a scorrere indefinitamente una volta messi in moto. Tali fenomeni sembrano contraddire le leggi di natura, ma in realtà ci danno una visione della natura fisica alle scale fondamentali dello spazio-tempo». Per inciso, il fenomeno portato come esempio dimostra anche la limitata validità del secondo principio della termodinamica, secondo cui nell'universo l'entropia aumenta sempre e con essa si hanno inevitabilmente l'usura e l'invecchiamento .
Il fisico Hagelin prosegue: «Il 'volo yogico' dimostra a livello macroscopico le dinamiche del livello più fondamentale della natura, il CU. Solo dal livello del CU [...] può esserci quel comando naturale sulla struttura della geometria spaziotemporale che può permettere il
«volo yogico». Le teorie classiche della gravitazione, come la gravità newtoniana e la relatività generale di Einstein, non possono spiegare il «volo yogico». Comunque, la gravità quantistica può farlo. La gravità quantistica è una teoria della gravità che ordinariamente si applica alla natura fisica alla scala del CU. Questo è un livello di funzionamento della natura che è a priori della geometria spaziotemporale classica. A questo livello [il livello di Planck] la geometria spazio-temporale viene generata dinamicamente. E possibile, attraverso la generazione di una sostenuta influenza coerente al livello del CU, modificare la curvatura locale della geometria dello spazio-tempo descritta dalla relatività generale in modo tale che il corpo riesca a volare [...]. La dimostrazione del 'volo yogico' illustra che il sistema nervoso dell'essere umano ha una complessità sufficiente, integrata, per funzionare al livello del CU »"




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Claudio Sauro



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MessaggioOggetto: Re: yoga e fisica quantistica   Ven Nov 27, 2009 7:52 pm

pier ha scritto:
La frase di Fausto "Tutto ciò è da attribuire al nostro scienziato italiano che ha posto in essere la spiegazione nei minimi dettagli dei meccanismi con cui tutte le particelle subatomiche prendono la massa dalla “Particella di Dio” e che apre orizzonti di possibilità applicative straordinarie: Ad es. un blocco di ferro della massa di tonnellate può essere portato ad avere una massa minore di quella di una piuma. In ultima analisi, conoscendo la natura” fisica” di detta particella, che crea tutte le altre , è una conquista impressionante non solo nel campo della fisica. " contenuta nel 3d la particella di Dio in scienze esatte mi ha fatto venire in mente il volo Yogico descritto dal fisico italiano Fabrizio Coppola di cui riporto di seguito il suo pensiero estratto dal suo libro "Ipotesi sulla Realtà".


"La nostra attività mentale, dal punto di vista oggettivo, non è altro che l'attività di vari campi quanto relativistici vicini al livello del CU (Campo Unificato), i quali d'altra parte costituiscono anche la stessa materia, la quale in seguito all'attività in questione può «muoversi».
È possibile supporre allora che il CU da cui nasce il campo gravitazionale, possa alterare — a causa della nostra volontà (che nasce anch'essa dal CU) — il campo gravitazionale stesso e permetterci così di levitare (naturalmente tutto ciò, come al solito, può avere una spiegazione solo in un ambito quanto relativistico ed avendo assunto che la pura coscienza coincida col CU). Ciò, per quanto strabiliante, è del tutto plausibile nella nuova concezione della realtà.
Russell giustifica l'esistenza della levitazione sostenendo che le teorie fisiche cambiano in continuazione e quindi non è possibile affermare che un fenomeno viola le leggi della fisica: queste ultime potranno essere modificate da studi successivi. In realtà tale spiegazione, oltre ad essere discutibile, risulta del tutto superflua: la levitazione non viola le leggi della fisica! Egli comunque compie un'osservazione molto interessante: «Se non conoscessimo i principi dell'aerodinamica, considereremmo probabilmente impossibile che un aeroplano possa volare nell'aria. Difatti soltanto 80 anni fa [rispetto al 1976], prima di veder volare gli aeroplani, molti lo credevano impossibile»").
La siddhi del «volo yogico»
Tra le tecniche di MT- Siddhi insegnate da Maharishi vi è la cosiddetta «siddhi del volo yogico»; come dice Maharishi, durante la pratica di tale siddhi la mente ed il corpo (che in realtà a livello fondamentale sono la stessa cosa) raggiungono massima coordinazione, ed il corpo può alzarsi e volare (!) Al movimento di Maharishi appartengono vari fisici, tra cui i più eminenti sono il premio Nobel Brian Josephson, Lawrence Domash, Geoffrey Clements e John Hagelin. Ecco che cosa afferma quest'ultimo a proposito del volo yogico: «Attraverso le epoche vi sono state molte testimonianze di uomini che levitavano [anche relative a Santi cristiani]. La maggior parte di esse risalgono a prima degli ultimi secoli durante cui il metodo oggettivo della scienza moderna ha dominato il nostro approccio alla comprensione del mondo. Quando sentiamo parlare di volare in quest'epoca scientifica tendiamo a chiedere, con scetticismo, com'è possibile? Non sarebbe una violazione delle leggi della fisica, come la legge di gravità? Ma la scienza oggi ha guardato oltre il livello classico macroscopico e visibile della natura per cogliere la struttura quantomeccanica [cioè quantistica] delle sue scale spaziotemporali più fondamentali. L'immagine del funzionamento della natura a questi livelli è molto differente da quella che osserviamo comunemente. Molte volte in questo secolo i fisici sono rimasti sorpresi dall'apparizione di straordinari effetti quanto meccanici al livello visibile, macroscopico. Per esempio, nella superfluidità, i fluidi mostrano viscosità zero e continueranno a scorrere indefinitamente una volta messi in moto. Tali fenomeni sembrano contraddire le leggi di natura, ma in realtà ci danno una visione della natura fisica alle scale fondamentali dello spazio-tempo». Per inciso, il fenomeno portato come esempio dimostra anche la limitata validità del secondo principio della termodinamica, secondo cui nell'universo l'entropia aumenta sempre e con essa si hanno inevitabilmente l'usura e l'invecchiamento .
Il fisico Hagelin prosegue: «Il 'volo yogico' dimostra a livello macroscopico le dinamiche del livello più fondamentale della natura, il CU. Solo dal livello del CU [...] può esserci quel comando naturale sulla struttura della geometria spaziotemporale che può permettere il
«volo yogico». Le teorie classiche della gravitazione, come la gravità newtoniana e la relatività generale di Einstein, non possono spiegare il «volo yogico». Comunque, la gravità quantistica può farlo. La gravità quantistica è una teoria della gravità che ordinariamente si applica alla natura fisica alla scala del CU. Questo è un livello di funzionamento della natura che è a priori della geometria spaziotemporale classica. A questo livello [il livello di Planck] la geometria spazio-temporale viene generata dinamicamente. E possibile, attraverso la generazione di una sostenuta influenza coerente al livello del CU, modificare la curvatura locale della geometria dello spazio-tempo descritta dalla relatività generale in modo tale che il corpo riesca a volare [...]. La dimostrazione del 'volo yogico' illustra che il sistema nervoso dell'essere umano ha una complessità sufficiente, integrata, per funzionare al livello del CU »"





Molto belle le tue considerazioni pier; condivido in pieno.
Forse alla fine tutto è nel pensiero!
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MessaggioOggetto: Re: yoga e fisica quantistica   Oggi a 3:39 pm

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