Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Il sole rosso gigante

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pier



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MessaggioOggetto: Il sole rosso gigante   Gio Nov 26, 2009 2:09 pm

Un argomento interessante - Vedi link con immagini
http://www.peruzzi.li/it/scienza/sole-stella-rossa-gigante.htm
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Claudio Sauro



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MessaggioOggetto: Re: Il sole rosso gigante   Gio Nov 26, 2009 2:46 pm

pier ha scritto:
Un argomento interessante - Vedi link con immagini
http://www.peruzzi.li/it/scienza/sole-stella-rossa-gigante.htm

E' probabilissima come teoria, ha una sua logica.
Del resto in astronomia c'è un pullulare di teorie che fa paura!
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Claudio Sauro



Numero di messaggi : 286
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Data d'iscrizione : 19.10.09

MessaggioOggetto: Re: Il sole rosso gigante   Gio Nov 26, 2009 5:06 pm

pier ha scritto:
Un argomento interessante - Vedi link con immagini
[url=http://www.peruzzi.li/it/scienza/sole-stella-rossa-gigante.htm
http://www.peruzzi.li/it/scienza/sole-stella-rossa-gigante.htm[/quote[/url]]


http://spazioinwind.libero.it/risvegliodiadamo/fusione_fredda.htm



Non ti chiedo di credere alla teoria di Renzo Boscoli, ma poiché ho sentito anni fa un buon parere nei confronti di questa teoria da parte del premio Nobel Carlo Rubbia, io penso si possa prendere in considerazione.

Certo se è vera capovolge tutte le nostre teorie astronomiche.

Ti chiedo di leggere il sito per intero affinchè tu ti faccia un idea.



“UNA QUALSIASI MASSA DI GAS, QUALI CHE SIANO LA SUA DENSITA’ E LA SUA TEMPERATURA INIZIALI, QUALORA INTERVENGANO UNA O PIU’ CAUSE, ESOGENE OD ENDOGENE, A PORLA IN ROTAZIONE ASSIALE, ANDRA’, VIA VIA, RAFFREDDANDOSI NELLA ZONA VICINA ALL’ASSE DI ROTAZIONE, E SI SCALDERA’ NELLA ZONA ESTERNA.”







Tornando alla nostra nube di idrogeno che supponiamo in condizioni isotrope di temperatura e in relativa quiete rotazionale, siamo portati a pensare che se ad un certo momento della sua storia, per una o più ragioni concorrenti, si porrà in rotazione assiale su se stessa, per effetto Ranque si raffredderà al centro richiamando in questa zona, dalla nube e per gravità, altro materiale gassoso esso pure destinato a raffreddarsi. L'idrogeno che ivi si accumulerà in un nocciolo rotante sempre più freddo, potrà alla fine solidificare e liquefare diventando un "germe" di quello che sarà il nocciolo stellare vero e proprio. La Natura non conosce la fretta con la quale l'uomo vuol realizzare le sue creature e le sue strutture. Dando tempo al tempo, la gravità arriverà ad accumulare tanto idrogeno solido sul germe da creare nella zona centrale una pressione tale da far collassare gli atomi di idrogeno. E siccome l'atomo di idrogeno contiene un solo protone (come nucleo) ed un solo elettrone periferico, va da sé che il frutto di questo collasso (con la cattura di uno di quei tanti neutríni che abbondano in tutto lo spazio cosmico) sarà la produzione di un neutrone con una reazione nucleare che è esattamente l'inversa di quella dei decadimento del neutrone stesso.

Eliminando fra queste nove equazioni i termini comuni a sinistra e a destra del segno -> si ottiene l'espressione semplificata

(A) Sp + 3e --> 4He + n + 25,939 MeV

Procedendo analogamente per il ciclo di Bethe e per la catena p-p, si ottiene invece

(B) 4p --> Me + 2e+ + 24,678 MeV

espressione che ignora completamente l'importante funzione dell'elettrone e che quadra soltanto ricorrendo all'artificio del positone...

Procedendo nella sommaria descrizione del modello solare che propongo, per quanto concerne la distribuzione di materiale gassoso, rarefatto e ionizzato presente nello spazio compreso fra il nocciolo e la fotosfera, ritengo che esistano validi motivi per ipotizzare l'esistenza di una stratificazione in zone concentriche distinte e confinate nei pressi della fotosfera per effetto della pressione radiativa del nocciolo.

Queste zone, che io chiamo zone termiche e che a mio parere si sono differenziate in tempi successivi alla loro formazione globale, e cioé dopo l'entrata in attività nucleare dei nocciolo, sono sedi di fenomeni termici secondari causati dalle reazioni nucleari successive a quella della sintesi neutronica.

Va da sé che fra queste zone termiche (l'ultima delle quali é la fotosfera che vediamo) e il nocciolo, deve esistere uno spazio praticamente vuoto di materia, popolato quasi esclusivamente dall'intenso flusso di neutroni e radiazioni gamma provenienti dal nocciolo stesso.

Per fissare le idee senza tuttavia entrare nei particolari dei calcoli eseguiti, dirò che la temperatura della zona termica immediatamente sottostante alla fotosfera dovrebbe essere dell'ordine dei 4000 - 4500 °K.

Difficili, se non impossibili, da calcolare invece risultano il numero delle rimanenti zone termiche, i loro periodi di rotazione e le loro temperature. Partendo dal basso, poi, ciascuna delle zone termiche deve proteggersi dal calore della successiva, in parte per effetto Ranque ma soprattutto per l'intenso flusso radioattivo che incessantemente soffia, continuando all'esterno come vento solare, dal nocciolo del Sole verso lo spazio cosmico circostante.

Per quanto riguarda invece il nocciolo, dai miei calcoli risulta che il suo diametro medio dovrebbe essere compreso fra i 250.000 e i 300.000 km, mentre la sua forma sarebbe quella di un'ellissoide di rotazione con uno schiacciamento non eccessivamente pronunciato (ma tale da mantenere i pianeú più vicini entro una stretta fascia zodìacale) e con un periodo medio di rotazione circa 14 volte inferiore a quello della fotosfera solare nella zona equatoriale.

La massa totale dei nocciolo poi, dovrebbe costituire la maggior parte della massa totale del Sole, essendo, rispetto a questa, poco rilevante quella della fotosfera e delle zone termiche sottostanti. In conseguenza dei valori calcolati, la densità media dei nocciolo solare dovrebbe essere di poco superiore a 200 volte quella dell'acqua, mentre nelle zone di collasso la densità potrebbe raggiungere e forse superare i 10 alla 12° potenza g/CM3.

A questo punto ci si potrà chiedere se col proporre un modello solare diverso da quello "ufficiale" si ritiene di poter facilitare la comprensione dei fenomeni ancora oscuri messi in evidenza dall'osservazione astronomica. La risposta è affermativa ed i principali "vantaggi" offerti dal modello solare di Boscoli sono:

Per primo, anche se non il più importante, viene il fenomeno della "anomalia” processionale dell'orbita di Mercurio.

Per i relativisti ad oltranza è (quasi) chiaro. Per coloro che ritengono, come Robert H.Dicke, che Einstein abbia sbagliato, è stato necessario ricorrere a complicate apparecchiature per dimostrare che il Sole, visto da fuori, non è poi cosi sferico come sembra.

Ma i dati sperimentali ottenuti hanno lasciato qualche ombra di dubbio sulla validità della dimostrazione. Se invece, come egli pensa, la massa del Sole è praticamente concentrata nel suo nocciolo (il cui periodo di rotazione da lui calcolato concorda, per altro, con quello trovato da Dicke, cioé di 1,8 giorni ca.) e se questo nocciolo è "per forza di cose" un ellissoide di rotazione, l'orbita di Mercurio "deve" comportarsi necessariamente come si comporta. Non serve quindi ricorrere alla teoria della Relatività per spiegare una anomalia che non esiste, mentre il fenomeno registrato è proprio una delle prove a portata... di mano della non sfericità del nocciolo solare stesso.

Il Sole che noi vediamo è soltanto un esile alone sferico di gas rarefatti, tenuto distanziato dal nocciolo centrale e tenuto "acceso", come il fosforo di una lampadina fluorescente. dall'enorme flusso di radiazioni emanate dal nocciolo.

Per quanto riguarda poi le macchie solari e le cause che ce le fanno apparire più scure (cioè più fredde) del resto della fotosfera, alla luce della mia ipotesi, la spiegazione risulta addirittura banale: a dispetto di tutte le "invenzioni" che sono state fatte o che ancora si faranno circa la loro natura, le macchie solari sono e restano soltanto dei "buchi" nella fotosfera.



A questo punto si potrebbe pensare che le stelle giganti abbiano una massa inferiore a quella del sole con un nucleo più piccolo e quindi che la gravità sia minore. Il flusso di neutroni che genereranno sarà inferiore a quello del sole e la quantità di gas intorno al nocciolo molto più distanziata.

Il più basso flusso di radiazioni che emana il nocciolo, accenderà la stella in superficie ma determinando temperature più basse rispetto a quelle del nostro sole

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MessaggioOggetto: Re: Il sole rosso gigante   Oggi a 7:42 pm

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