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 IL VALORE SCIENTIFICO DELLA DIETA VEGETARIANA

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Claudio Sauro



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MessaggioOggetto: IL VALORE SCIENTIFICO DELLA DIETA VEGETARIANA   Gio Nov 26, 2009 5:21 pm


IL VALORE SCIENTIFICO DELLA DIETA VEGETARIANA
Dott. Giovanni Vasco MERCIADRI




Una volta, nelle nostre campagne, ci si meravigliava perché il padrone dei poderi era spesso più soggetto a varie malattie che non i contadini che lavoravano i campi. Infatti, i ricchi, una volta, erano soggetti a malattie come la gotta, etc., che derivavano da una dieta molto ricca, e in particolare, molto ricca di carne.
Oggi si è scoperto perché i contadini si ammalavano di meno: si ammalavano poco, in genere, perché si nutrivano soprattutto di vegetali, di legumi, di focacce di grano, di minestre, e così via, e la carne la mangiavano molto raramente.
Questa è un po’ la dieta che abbiamo praticato tutti noi, o quasi, nella nostra infanzia e adolescenza. Vivendo in campagna ci si nutriva soprattutto di verdure, di minestre, di pane, di formaggi; l’uso della carne era riservato alle grandi feste.
I benestanti, che apparentemente avrebbero dovuto, attraverso una dieta più ricca, ammalarsi di meno, in realtà erano più soggetti a molte malattie.


Oggi si sta riscoprendo quindi il valore della dieta vegetariana.
Secondo un’inchiesta recente, in Inghilterra si afferma che i ragazzi fino ai 18/20 anni non vogliono più mangiare la carne, e vogliono mangiare solo cose derivanti dal regno vegetale; perciò i produttori di carne sono veramente preoccupati per questo rifiuto da parte delle nuove generazioni, che comprendono la pericolosità sia fisica sia spirituale dell’uso della carne, che con una loro innata saggezza la rifiutano. Questo ovviamente è un buon segno.
Anche noi ci stiamo ora avviando gradualmente verso la riscoperta di questa dieta più salutare da un punto di vista fisico che spirituale.
Per trattare questo argomento, che una volta era ritenuto quasi inavvicinabile e che in Occidente era osteggiato in tutti i modi dalla scienza ufficiale, abbiamo un medico, il Dr. Vasco Merciadri, che esercita la professione da oltre venti anni, ed è specializzato anche in medicina omeopatica.
Egli ha fatto un approccio veramente scientifico a questo problema e ci intratterrà su di esso da un punto di vista soprattutto medico, facendo qualche riferimento anche agli aspetti spirituali. Ci intratterrà quindi sul valore della dieta vegetariana, dandoci in particolare il suo parere di medico inserito nella società contemporanea.



Come medico, come persona nata nella civiltà occidentale, non sono arrivato al vegetarianismo per tradizione di famiglia, bensì lentamente, dapprima conoscendo vegetariani che praticavano yoga e, conoscendo queste esperienze, ho cominciato un po’ a chiedermi il motivo dell’alimentazione vegetariana.
Sono andato quindi a riprendere e a ristudiare i vari testi di medicina e le conclusioni – che non erano trattate in questi libri – erano evidentissime. Ho studiato soprattutto testi di biochimica, di fisiologia e di chimica organica.


Ci sono anche scritti di medici vegetariani che trattano dell’alimentazione, soprattutto alcuni dell’Associazione Vegetariani Italiani, Associazione abbastanza importante in cui lavorano vari gruppi. Viene portato avanti un discorso in cui si dimostra che l’uomo, anche se vegetariano, sta bene di salute; e questo, secondo me, è limitante, perché, se una cosa è giusta, è giusta fino in fondo, perché è la cosa migliore che si possa fare. E studiando il vegetarianismo si è visto che è così.
Tra l’altro da noi, in occidente, è soltanto da poco che si sta ricominciando a parlare d’alimentazione vegetariana. Fino a qualche decennio fa vi era rimasto soltanto qualche vecchio, qualche persona anziana con problemi particolari, per cui non poteva nutrirsi diversamente.
Come è stato detto nella presentazione, per millenni la nostra è stata una tradizione quasi completamente vegetariana perché i contadini, nelle nostre zone, avevano un’alimentazione a base di cereali in pianura, e di farina di castagne in montagna, o di mais, e soltanto occasionalmente veniva usata la carne. La carne era ad appannaggio dei ricchi e della chiesa: preti, monsignori, padroni dei poderi, etc.
Solo che è successo che, con la crescita della borghesia nel XVIII secolo, essa si è voluta adeguare a quei privilegi che prima erano della nobiltà e del clero e quindi abbiamo visto che è sorto un nuovo tipo di cucina in cui il più importante rappresentante è l’Artusi. Non so se conoscete i libri di cucina dell’Artusi: in essi vengono ad essere raccolte molte ricette quasi tutte a base di carne, di grassi animali, etc. Però non è che questi cibi, a lungo andare, portino alla salute dell’uomo, infatti, gli ospedali sono aumentati di numero, gli interventi chirurgici sono sempre più numerosi, la vita, anche se si è allungata, è una vita grama, la maggioranza delle persone si trascina tra paralisi, arteriosclerosi, ipertensioni, insufficienze renali per decine e decine di anni, cosa che le statistiche non dicono ma è una realtà. Oggigiorno si stanno sempre più preoccupando i mas-smedia, i giornali, dell’aumento dell’età media della popolazione italiana e quindi un domani ci saranno più problemi di assistenza, etc.
Certo, soprattutto se si considera l’anziano, è ovvio che, se continua la maggioranza della popolazione a mangiare come mangia, la situazione sarà sempre più tragica, non solo per loro, ma anche per un danno di tipo generazionale che viene portato avanti e che viene in qualche modo, diciamo, lasciato in eredità ai figli, e ai figli dei figli.
Queste sono realtà ben precise. E’ chiaro che bisognerebbe pensare ai danni che un certo tipo di alimentazione porta.


Del resto già da bambini tante volte ci chiediamo: “Ma perché ci dicono di non uccidere e poi mangiamo gli animali?”. La risposta è: “Perché Dio li ha messi lì apposta per essere mangiati dall’uomo”. Questa è la risposta, e quando uno ha cinque o sei anni dice: “Va bene, me l’ha detto il babbo, lo zio, il nonno, probabilmente sarà vero”. Poi, ad un certo punto, ci si rende conto che non può essere così. Ogni essere vivente ha la sua dignità di esistere e il suo diritto di vivere, ha un suo destino ben preciso in cui noi non dobbiamo interferire.

Del resto, a parte le sacre scritture indiane e orientali, anche riferendoci alla Bibbia, partendo dalla Genesi, abbiamo vari brani in cui viene messa in evidenza l’importanza di un certo tipo di alimentazione, mi riferisco ora a brani citati dal Maestro Kirpal Singh: “ E Dio disse: vi ho dato ogni erba da seme che sia sulla superficie di tutta la terra, ed ogni albero nel quale sia frutto che porta seme; ciò vi servirà da cibo”.
E lo stesso ritroviamo nei passi in cui si parla di nazireato: il nazireato era una dedicazione di alcune persone che non mangiavano carne, non bevevano alcolici e si facevano crescere la barba e i capelli, cioè erano maestri ebraici di cui si ritrova la descrizione nell’Antico Testamento. Lo stesso tipo di scelta che avrebbe fatto anche Gesù Cristo. Gesù Cristo il Nazareno: nazareno non vorrebbe tanto dire che proveniva da Nazareth, ma in quanto era nazireo, aveva fatto questo voto di nazireato.
Quindi anche il cristiano sarebbe bene che meditasse su questo fatto.
Ci sono comunque certi movimenti cristiani, tipo gli Avventisti del settimo giorno, che si sono avvicinati all’alimentazione vegetariana e sono vegetariani a tutti gli effetti.


Comunque, ritornando al campo medico e al discorso dell’alimentazione, si possono fare tante considerazioni. Molte volte inizio le conferenze facendo una digressione storica sulla evoluzione alimentare dei vari popoli, soltanto che verrebbe una cosa abbastanza lunga, sicché passo a descrivere da un punto di vista anatomico, la differenza che c’è fra un uomo, come esempio tipico dell’alimentazione vegetariana, un leone o un felino per l’alimentazione carnivora, e un bue per l’alimentazione erbivora.

Se consideriamo un felino, o un canide, questi hanno una dentatura ben particolare, con un grosso sviluppo dei canini e gli incisivi molto piccoli. Poi presentano un dente particolare, che si chiama dente ferino, che è estremamente sviluppato e serve per dilaniare e sbranare le carni. Se vediamo infatti un leone, notiamo i canini molto lunghi, mentre gli incisivi sono piccoli.
Le ghiandole salivari non sono molto sviluppate, perché non c’è bisogno di secrezione di ptialina , che serve per la digestione degli amidi. I brani di carne vengono inghiottiti pressoché interi, a grossi pezzi, e vengono digeriti grazie ad uno stomaco estremamente spesso, che ha una notevole produzione di acido cloridrico e pepsina, l’enzima che digerisce la carne. Inoltre presenta una grossa produzione di muco superficiale per difendere la parete dello stomaco dall’autodigestione.
Una volta che si ha questa secrezione acida intensa, che dà, associata alla pepsina, un’adeguata digestione delle carni, abbiamo un rapido passaggio del cibo attraverso un intestino che è molto corto e, in poco tempo, le feci vengono espulse. Perché? Perché nell’intestino si formano fenomeni putrefattivi per cui certe sostanze diventerebbero estremamente tossiche: quindi vengono espulse rapidamente attraverso un intestino corto. Infatti tutti i felini hanno l’addome incavato per la scarsa massa intestinale.


Se invece consideriamo un erbivoro, come può essere il toro, vediamo che ha una dentatura totalmente diversa e, soprattutto nella parte anteriore, i denti sono sostituiti da gengive molto callose che servono per strappare l’erba. Quest’erba viene ingurgitata praticamente sana, passa attraverso l’esofago, il quale presenta particolari modificazioni anatomiche e fisiologiche: parzialmente si è trasformato in rumine, reticolo, omaso. Esse sono delle strutture particolari che derivano dall’esofago e che servono per immagazzinare grosse quantità di erba, la quale viene poi riportata in bocca, mescolata ai vari enzimi e fermenti che si trovano dentro il rumine, in modo che venga rimasticata, e successivamente passa nell’abomaso, che è lo stomaco dei bovini. Quindi, attraverso un intestino estremamente lungo, viene digerita. Infatti vediamo che gli erbivori hanno un addome voluminoso per la presenza di un intestino lungo venti volte l’animale.

Vediamo ora l’uomo. Tanti dicono: l’uomo è onnivoro. Onnivoro è un termine che non vuol dire niente. Che mangia tutto? Che senso ha? Non esiste nessun animale che possa essere definito onnivoro. L’uomo, da un punto di vista anatomico, è un animale molto simile ai primati, e soprattutto alle scimmie antropomorfe, che sono quelle che, evolutivamente, sono più vicine a noi, tipo scimpanzé, gorilla, orangutan e gibbone.
Prendiamo un attimo in considerazione questi animali. Vediamo che questi cugini, neanche tanto lontani, la carne non la mangiano, ma sono frugivori, cioè raccolgono la frutta, mangiano semi, granaglie, etc. E anche il gorilla, che è un animale molto forte, ha un’alimentazione di questo genere, non è che mangia la fettina di carne o sbrana qualche animale.
L’uomo, in origine, è lo stesso. Infatti una caratteristica basilare che ha in comune con le scimmie, è la mano, il pollice opponibile che è evoluto proprio per la raccolta della frutta. La visione colorata nell’uomo e in questi animali antropomorfi vicini a noi, è legata al fatto che deve avere la possibilità di scegliere un frutto maturo da uno acerbo. Queste caratteristiche i carnivori non le hanno e neppure gli erbivori. Infatti hanno una retina costituita fondamentalmente da bastoncelli che danno una visione in bianco e nero, e i coni, che invece danno una visione a colori, non li hanno, o sono in scarsissima quantità. Cioè, le caratteristiche del carnivoro sono diverse perché ha bisogno di avere una vista particolarmente acuta per vedere se qualcosa si muove, etc., proprio per questa sua attitudine naturale alla caccia.


L’uomo invece no. Esso ha la caratteristica di una visione stereoscopica, con gli occhi in avanti, con la possibilità di vedere la profondità proprio per giungere a raccogliere e a poter prendere i cibi di cui ha bisogno, che sono cibi vegetali. Fra l’altro ha un gusto molto sviluppato per le essenze, per gli aromi, come possono essere i vari gusti di mela, pesca o di albicocca, di banana, etc. Ha un gusto spiccato anche per l’amaro, per il salato, per il dolce, etc., cosa che i carnivori non hanno, e tanto meno gli erbivori.

La dentatura nell’uomo, e nelle scimmie antropomorfe, presenta un grosso sviluppo degli incisivi, che sono i denti anteriori, il canino molto ridotto di dimensioni, Presenta premolari e molari, che sono denti che hanno azione di macina, per schiacciare e triturare bene tutti quei cibi di una durezza maggiore che possono essere semi o granaglie. Questa è la caratteristica fondamentale della masticazione dell’uomo, che è molto più raffinata rispetto agli altri animali, in quanto il cibo viene perfettamente triturato per essere successivamente deglutito.
Per questo motivo l’uomo ha ghiandole salivari molto sviluppate che producono grosse quantità di ptialina, l’enzima che serve alla digestione degli amidi, zuccheri complessi che si trovano solo nel mondo vegetale. Il cibo viene triturato, deglutito e lentamente arriva allo stomaco, il quale ha una parete più sottile rispetto a quella dei carnivori, con una secrezione acida importante, ma non quanto quella di un felino. La secrezione acida porta alla digestione di alimenti con un contenuto proteico, proteine che vengono poi successivamente assorbite lungo il decorso dell’intestino, che ha una lunghezza intermedia tra quella dei carnivori e quella degli erbivori.

Anche da un punto di vista esterno c’è un’altra caratteristica da non dimenticarsi: che i carnivori hanno una struttura atta all’offesa, quindi hanno grosse unghie, hanno notevole forza fisica, sono strutturati soprattutto per l’agguato ad altri animali, hanno dei denti molto sviluppati, una mascella che può notevolmente spalancare. Sonno prevalentemente notturni, e hanno innato l’istinto della caccia, la ricerca degli altri animali.
Nell’uomo tutto questo non esiste in quanto non ha unghie forti, non ha denti atti all’offesa, ma ha una cosa più elevata rispetto agli altri animali, che è l’intelligenza, e soprattutto ha la caratteristica, fisicamente, di potersi rifugiare sugli alberi perché è un buon arrampicatore, e quando veniva aggredito, nelle savane, vi saliva.


L’uomo, inizialmente, sembra che sia apparso nella gola di Olduvai, nella zona nord della Tanzania, dove si trovavano savane a ciuffi di alberi, etc. Egli viveva sugli alberi, scendeva a terra per mangiare e poi ritornava sugli alberi, proprio per essere al sicuro dalle fiere. L’uomo, senza armi, non è in grado di resistere all’assalto di nessun animale, neanche di una lince, probabilmente, che è uno degli animali feroci più piccoli, figuriamoci se si pensa al leone o altri animali del genere. Tanto meno è in grado di uccidere un bufalo o un toro o una gazzella, che fra l’altro sono velocissimi e muniti di corna, quindi con messi di difesa fisici superiori a quelli dell’uomo.

Riprendiamo il discorso dell’alimentazione odierna. Oggi l’uomo ha perso tantissime caratteristiche della sua alimentazione, in particolare ha due grossissimi difetti di base, il primo è il consumo di grosse quantità di carne. Ecco, per esempio, nell’Italia del 1861 c’era un consumo di 18 kg. fra carne e pesce a testa l’anno, nel 1999 il consumo era di 88 kg. Nel frattempo l’uso di legumi e delle verdure era calato. Negli ultimi anni, fortunatamente, c’è però un’inversione di tendenza.
Comunque oggigiorno c’è un consumo abnorme di carne e soprattutto, cosa estremamente grave, l’uso di sostanze prive di fibre vegetali. I vegetali che vengono utilizzati, e soprattutto i cereali, sono estremamente raffinati: abbiamo il pane bianco, la pasta bianca, il riso sbramato, etc. e in più, c’è l’uso di conservanti, coloranti, antiossidanti etc., che peggiorano la situazione.


Riprendendo in considerazione questa alimentazione a base di carne. La carne viene mangiata e arriva nello stomaco. Per essere digerita ha bisogno, come si è visto nei carnivori, di una notevole secrezione acida e di pepsina. Lo stomaco dell’uomo fa quel che può, e quindi, con questo sforzo notevole, va incontro ad autoaggressione, con gastriti, duodeniti, ulcere gastriche e duodenali, quando la situazione peggiora ancora. Poi l’uomo beve alcol, che è un irritante e chiaramente favorisce ancora di più le lesioni della mucosa. In più il fumo aumenta a sua volta la secrezione acida gastrica e quindi la situazione peggiora.
Tutta questa secrezione acida si riversa poi nell’intestino, dove altera il normale Ph che diviene più acido di quello che dovrebbe essere e fa diminuire la peristalsi.
Quando la carne arriva nell’intestino, gli aminoacidi, che sono già stati in gran parte idrolizzati, vengono aggrediti dalla flora batterica, che nel consumatore di carne è di tipo putrefattivo più che fermentativo (basta una piccolissima quantità di carne per mantenere questa flora putrefattiva invece che fermentativa).
Gli aminoacidi vengono deaminati dalla flora batterica putrefattiva e si formano le ptomaine, che sono veleni, come la cadaverina e la putrescina, ed altre sostanze che hanno azione tossica a livello generale e a livello celebrale, tipo l’istamina, l’indolo, lo scatolo, e la serotonina. Tutte queste sostanza, attraverso il circolo enteroportale vengono portate al fegato prima di andare in circolo generale, e il fegato si trova a mal partito con tutti questi metaboliti, perché normalmente è abituato a lavorare a un certo standard e invece si trova a dover lavorare al di sopra delle sue capacità, così si va incontro a insufficienza epatica e insufficienza biliare. Nella carne inoltre ci sono gli acidi grassi saturi che, associati al colesterolo, danno origine ai calcoli al fegato, all’arteriosclerosi, agli infarti, alle arteropatie degli arti inferiori, a malattie nervose. In più tutti questi veleni danno un aumento della pressione arteriosa e oggi ci sono molti ipertesi.
Una volta che le ptomaine si sono liberate nell’intestino, si associano a varie sostanze che vengono utilizzate per la conservazione della carne, come i nitrati, che si trovano in grande quantità negli insaccati (questi danno il colore rosso al prosciutto, che altrimenti sarebbe giallastro, etc.) e si formano le nitrosammine, alcune tra le sostanze più cancerogene che esistano. Infatti si riscontrano molti tumori del colon sinistro, che sono tipici proprio dei mangiatori di carne, tumori che sono da noi in costante aumento.
In più il colesterolo viene assorbito dal fegato, ed è escreto nelle vie biliari. La cistifellea lo concentra e quando è in eccesso viene a precipitare, sotto forma di cristalli, nella cistifellea stessa, dando origine alla calcolosi biliare. I calcoli di colesterolo si ritrovano nel 75% delle persone che hanno superato i 60 anni, anche se non hanno mai presentato coliche biliari.


Comunque, il fatto che per sanità funzionante si intenda avere ospedali sempre più grandi ai quali demandare la salute dell’uomo, è contraddittorio con quello che dovrebbe essere la salute vera. Un popolo che sta bene, di per sé dovrebbe avere bisogno di meno ospedali, non di più ospedali. Si dice quello è un paese più civile perché ha più ospedali; ma questa è una visione rovesciata del problema, è esattamente tutto rovesciato. Pensiamoci un momento, perché, a volte, siamo abituati a ragionare superficialmente sulle cose.

Ritornando un attimo alla nostra alimentazione, una cosa abbastanza importante, che non ho detto, è il problema dei reni, perché la carne, contiene molte purine, che portano alla produzione di acido urico, con gravi danni a livello renale e delle articolazioni. Così vediamo che i reparti di dialisi renale sono sempre più pieni di gente, che si eseguono numerosi trapianti di reni, etc., mentre basterebbe solamente regolare la dieta per non aver bisogno di dialisi e di trapianti.
Però l’industria farmaceutica e i medici traggono profitto da dialisi e trapianti renali. Questi sono dati di fatto ben presisi. Un trapiantato renale ha molti problemi, tutta la vita va avanti con citostatici, cortisonici ed altri farmaci molto costosi e con gravi effetti collaterali, perché altrimenti avrebbe un rigetto verso il rene trapiantato.
E poi ci vogliono anche i donatori d’organi che, a volte sono parenti, o spesso, sono persone che ….speriamo siano morte; speriamo perché delle volte ho anche dubbi su questo. Infatti quando c’è qualche incidente grave, si vedono i medici dei reparti autorizzati a fare trapianti, che si tuffano in pronto soccorso come avvoltoi sulla preda. Il paragone è un po’ crudo, ma è così, è veramente così, nella speranza che il paziente muoia, così si fa il trapianto, e poi si fa l’articolo sul giornale. Queste sono realtà molto tristi.


Ritorniamo un attimo all’acido urico. L’eccesso di acido urico viene a precipitare nelle articolazioni, dando origine soprattutto alla gotta, ma anche ad altre affezioni reumatiche. Quindi tutte le persone che hanno doloretti, che hanno artrosi, è bene che comincino a pensare qual è la causa fondamentale dei loro malanni, che dipende probabilmente dall’alimentazione carnea.

Il problema non è soltanto la carne. Noi parliamo di carne buona, perfetta, cresciuta in ambiente non contaminato, in cui non siano presenti né antibiotici, né cortisonici somministrati all’animale. Spesso l’animale viene cresciuto con gli anabolizzanti, col testosterone, con gli estrogeni, gli vengono date grosse quantità di antibiotici, nella dieta viene ad essere rimpinzato di miscele alimentari, spesso con farina di pesce e farine animali. Bovini che mangiano farina di pesce e di carne nell’ambiente naturale io non ne ho mai visti: sapevo che mangiavano l’erba. La sindrome della mucca pazza si è sviluppata perché l’uomo ha tradito le leggi della natura e questa si ribella. Poi vi sono tutti gli anticrittogamici, DDT, etc. che vengono dati ai foraggi. Queste sostanze vengono metabolizzate, ma vengono a raccogliersi in grosse quantità nei grassi, al punto che nella carne degli animali c’è una concentrazione di veleni, di insetticidi, di diserbanti, che è 10 volte superiore a quella che si trova nelle piante, cioè nei foraggi che hanno mangiato.
Siccome, chiaramente, già l’industria agro-alimentare sta poco attenta all’alimentazione umana, possiamo immaginare l’attenzione rivolta alla presenza di anticrittogamici nei foraggi. Tutte queste sostanze vengono successivamente assunte dall’uomo, finiscono nei grassi, e si distribuiscono uniformemente in tutto l’organismo. I corticosteroidi, gli anabolizzanti, etc. hanno un effetto diretto sull’uomo con una diminuzione delle difese organiche, con alterazioni di tutto l’apparato endocrino, al punto che si vedono, ad esempio, i maschi che hanno un aumento abnorme del seno.
Ogni tanto viene fuori uno scandalo….. tempo fa in un asilo, in cui davano pollo ai bambini, questi presentavano lo sviluppo del seno. Non c’è da meravigliarsi, è una cosa logica, visto il tipo di alimentazione, così come si verificano sempre più casi di tumore al seno anche nel sesso maschile.


Se poi pendiamo il discorso dell’alimentazione raffinata, fatta di pane bianco, pasta bianca, etc., che succede? Intanto nella raffinazione si perdono grosse quantità di vitamine, di sali minerali. E soprattutto di fibra. La fibra serve a comporre la massa fecale, in modo tale che le feci possano progredire normalmente lungo il colon e poi vengono espulse. La gente mangia sempre più raffinato e, nutrendosi in questo modo, la massa fecale è sempre più ridotta e si formano delle feci estremamente indurite, che provocano la stitichezza e, quello che è peggio, danno origine alla diverticolosi del colon. Perché il colon, nello sforzo di mandare avanti questo tipo di feci, si sfianca e si formano i diverticoli, i quali poi si infettano e causano tante malattie.
Fra l’altro questo rallentamento del circolo delle feci nel colon da origine a un maggior contatto delle sostanze cancerogene, derivate dalla digestione della carne, con la mucosa, con un aumento dei tumori. Queste sono tutte cose provate.
Con l’uso di cereali raffinati c’è una perdita notevole di sali minerali, di proteine, e soprattutto di vitamine, per cui siamo di fronte, spesso e volentieri a persone grasse, obese, che sono in carenza di vitamine. Allora i medici ordinano polivitaminici. Però le vitamine e i sali minerali, per essere ben assorbiti, hanno bisogno di essere in adeguato rapporto e in associazione con altre sostanze che si trovano in natura. Ad esempio la vitamina C, per essere assorbita nel modo giusto, ha bisogno del pentaossiflavone che è una sostanza che si trova nel limone. Però nel Cebion non c’è e neanche nel Redoxon, che sono delle compresse di vitamina C che si trovano in farmacia, in modo tale che non viene modulato l’assorbimento della vitamina C. Così ci si può trovare in ipervitaminosi o in ipovitaminosi, nel senso che la vitamina non viene assorbita, o viene assorbita in quantità enorme, per cui si può andare incontro a gravi danni per eccesso o difetto di vitamine.


C’è poi il consumo di alcolici. L’alcol non è un alimento, l’alcol è una droga, anche se da noi è utilizzato come bevanda. Però non dimentichiamoci che se a un alcolista, o anche ad una persona che beve una quantità elevata di alcolici viene tolto improvvisamente l’alcol, questi presenta crisi d’astinenza, delirium tremens, allucinazioni visive. Sono cose che si riscontrano normalmente in ospedale, al punto che quando vengono pazienti in questo stato, o gli diamo un bicchiere di vino o, altrimenti, gli si fa una flebo con Normosol 900 calorie, che ha il 20 % di alcol. Almeno il 40-50% degli incidenti, e questo lo dico perché ho lavorato parecchi anni in pronto soccorso, sono dovuti a persone che guidano in stato di ebbrezza.
Il consumo di alcol nel nostro paese è ancora sostenuto, per le false notizie che ci forniscono le aziende vinicole e i produttori di superalcolici. E’ un po' come il discorso delle fabbriche di armi: ci sono delle armi visibili, che causano danni a popoli stranieri, e vengono vendute all’Iran, all’Iraq, etc., e poi ci sono delle armi più subdole, e da un certo punto di vista ancora più malefiche, proprio perché vengono fatte passare per cose che danno piacere all’uomo, e, invece, gli provocano gravi danni. Tra queste vi sono gli alcolici: infatti, da un lato, abbiamo gli incidenti stradali e dall’altro abbiamo i problemi a tutti i livelli, che provoca l’alcol, a cominciare dal sistema nervoso centrale, con disforia, rallentamento dei riflessi, stato confusionale, etc. A livello cardiaco provoca la miocardosi, cioè alterazioni delle fibre del miocardio. A livello epatico porta alle cirrosi. A livello intestinale porta a ulcere gastriche, in particolare, se associato con dieta carnea a irritazioni e tumori all’esofago, alla bocca, etc. Tutti purtroppo conosciamo persone che sono arrivate a questi livelli, tutti li abbiamo di fronte spesso. Questo è l’alcol.


Il fumo è un’altra abitudine molto pericolosa. Perché? Perché col fumo si ha l’assorbimento di nicotina, di benzopirene, di derivati del catrame che sono tossici. Infatti il tumore polmonare, il tumore a cellule squamose dei fumatori, è abbastanza tipico. Poi oltre a questo ci sono molte malattie polmonari, come bronchite, asma, enfisema, etc., dovute al fatto che il fumo distrugge completamente le ciglia delle cellule, che servono per espellere le poveri dai polmoni. Quindi, non solo aumentano le sostanze estranee polmonari, ma aumenta anche la contaminazione da radiazioni, perché nell’aria, da quando ci sono numerose centrali nucleari, si sono anche isotopi che un polmone ben funzionante espelle. Questo non succede nel fumatore perché gli mancano le cellule cigliate, così aumenta ancora di più, circa 10 volte tanto, il rischio di tumore legato alle radiazioni rispetto ad una persona che non fuma e ha le ciglia vibratili cellulari funzionanti.
Si è osservato pure che, sempre il fumo, dà tumori alle labbra, alla lingua, alla cavità orale, alla laringe, all’esofago, allo stomaco e, cosa estremamente grave, che nessuno pensa mai, provoca tumori anche alle vie urinarie, perché il fumo altera il metabolismo del triptofano che è un aminoacido. I suoi metaboliti sono escreti nelle urine che esercitano azione cancerogenetica sulla mucosa delle vie urinarie. Così si va incontro a papillomi vescicali, tumori della vescica, tumori renali, etc. Un recente studio eseguito su operai della Polonia ha dimostrato una netta diminuzione delle difese immunitarie nei fumatori, con maggior incidenza di malattie infettive ed ovviamente tumori.
Inoltre il fumo fa gravi danni a livelli sia cardiaci sia circolatori, perché provoca, per un meccanismo che non è ancora ben conosciuto, una riduzione del calibro delle arterie. Quindi molti infarti sono dovuti al fumo, associato alla vita sedentaria, allo stress ed altre cause. E da la malattia caratteristica del fumatore, che è il morbo di Burger, in cui si ha una stenosi delle arterie degli arti inferiori e, chi ha un morbo di Burger veramente grave, spesso finisce per essere amputato. Non so se avete mai visto in carrozzina dei grossi fumatori, che sono senza gambe. Questi sono i valori fondamentali della civiltà edonistica. Sarebbe più giusto chiamarlo masochismo, a tutti i livelli.


Tanti obietteranno: si, va bene, però a me hanno insegnato che le proteine vengono dalla carne, in ambito vegetale ce ne sono poche. Non è assolutamente vero. E’ ovvio che per praticare un’alimentazione vegetariana adeguata ci vogliono vari tipi di vegetali, se io mangio solo polenta è chiaro che non ho il giusto apporto di sostanze. Quindi nella mia dieta dovrò avere un buon apporto di proteine da cereali e di proteine che vengono dalle leguminose.
Perché? Nei cereali è scarso un aminoacido essenziale, che si chiama lisina, che è molto importante per la crescita armonica dell’organismo, mentre invece nei legumi è carente il triptofano, anche questo molto importante per la crescita. Però il triptofano si trova nei cerali e la lisina si trova in grosse quantità nei legumi. Quindi se io arrivassi al punto di mangiare pasta e fagioli e basta, che è una dieta poverissima, sarei in grado di vivere equilibratamente dal punto di vista proteico.


Sapete che in Africa ci sono gravissimi problemi di malnutrizione legati sia a carenza di alimenti sia a scarsa educazione alimentare. Perché? Perché, soprattutto con la venuta dell’uomo bianco, sono state perse quelle sane norme igieniche e alimentari che da sempre gli africani avevano. I problemi che vi sono ora probabilmente una volta non c’erano, perché l’alimentazione che avevano un tempo era estremamente equilibrata, in grandissima parte vegetariana; in casi estremamente eccezionali mangiavano carne, che anche ora mangiano pochissimo. Era un’alimentazione adeguata, normale.
Solo che ora, quando hanno soldi, comprano birre e bibite gassate, cose che il mondo moderno ha messo a loro disposizione con grande gioia delle multinazionali e con impoverimento sempre maggiore del cosiddetto terzo mondo.


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