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 Il Vedismo e le origini dell'Induismo.

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pier



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MessaggioOggetto: Il Vedismo e le origini dell'Induismo.   Mer Apr 07, 2010 12:47 pm

Se vogliamo andare molto indietro, proprio fino alle origini dell'Induismo, non possiamo trovare molte informazioni. Di fatto, i documenti più antichi conosciuti e che restano alla base dell'induismo sono sempre i Veda, testi che furono codificati già nella loro forma tuttora attuale, molti millenni assai prima delle prime versioni scritte a noi note, e sempre trasmessi attraverso i tempi con esattezza maniacale e soltanto per tradizione orale.

Sembra altresì che le scritture più arcaiche adottate siano state redatte in una variante arcaica di sanscrito, che presenta delle evidenti somiglianze con i testi dello Zoroastrismo. E chi non lo noterebbe ??? … Qui parlo solo per sentito dire, perché non ho neanche la minima idea di che lingua mai parlasse Zoroastro (o Zarathustra, come preferite). Di fatto, il sanscrito e l'avestico, (la lingua dello Zoroastrismo), pare che siano state lingue molto vicine, non solo geograficamente.

Comunque, l'età dei Veda e l'origine dei loro autori saranno sempre soggetti controversi, per noi occidentali sempre alla ricerca di date da mettere nel compendio della storia. Per i Rishi vedici la questione non può nemmeno porsi, perché il Veda (=conoscenza) non ha mai avuto “inizio”, ovvero, esiste da quando esiste la Legge Naturale che è appunto, l'oggetto dichiarato di quella conoscenza.

Gli occidentali poi dividono le scritture sacre dell'India in varie categorie: i Veda, che sono le scritture proprie della scienza vedica, e da cui deriva l'induismo tradizionale, poi ci sono le scritture induiste post-vediche, e poi le scritture dei movimenti dissidenti come il jainismo ed il buddhismo.

Anche se questi ultimi testi eretici o “eterodossi” costituiscono una reazione ai Veda, vi restano però fortemente legati in termini di insegnamenti e di concezione generale della vita. Comunque, per restare nel tema dell'Induismo si deve tralasciare di prendere in esame i testi buddisti e jainisti e qui, ora, descriveremo solo le prime due categorie.

Di fatto, i Veda vanno considerati come i testi più antichi del mondo, anche se non sono da considerarsi necessariamente come testi religiosi, ma anzi, sarebbe anche più corretto definirli come testi di sapere scientifico.

In sanscrito vengono generalmente definiti "Shruti" (ciò che è stato ascoltato/rivelato). Si dice infatti che siano stati rivelati dallo Spirito Supremo (Brahman) o da Dio stesso, ai mitici “saggi” (o rishi), durante uno stato di meditazione profonda. I Veda sono stati tradizionalmente trasmessi oralmente da padre in figlio, da maestro (guru) a discepolo.

Successivamente vennero trascritti da un saggio chiamato Vyāsa o Vyāsadeva, il compilatore. Sulla base di vari indizi e riferimenti interni ed esterni ai testi, i ricercatori hanno avanzato ipotesi molto diverse sulla datazione di queste trascrizioni dei Veda, dal 5.000 al 1.500 a.C. Potete liberamente scegliere quelle date che preferite, tanto, queste dispute non servono a nulla e non portano a niente.

Perché secondo la visione induista tradizionale, (occorre sempre ribadirlo) i Veda sono senza inizio né fine, e le verità in essi contenute sono eterne, e non sono creazioni umane, a differenza degli insegnamenti di Buddismo, Giainismo (e altre religioni) che hanno un preciso anno di nascita e di divulgazione.

Sempre secondo la tradizione, i Veda sono stati (e lo sono tuttora) suddivisi in quattro parti dal grande rishi di nome Vyasa, ovvero Rig Veda, Yajur Veda, Sama Veda e Atharva Veda.

Il Rig-Veda costituisce la conoscenza totale nello stato di unità (Samhita), di Rishi, Devata e Chanda, e cioè del conoscitore, del conosciuto e del processo del conoscere. Invece il Sama Veda contiene la conoscenza “soggettiva”, cioè dal punto di vista del Conoscitore, lo Yajur-Veda contiene la conoscenza “relazionale”, cioè dal punto di vista del processo del conoscere, e l'Atharva Veda contiene la conoscenza “oggettiva”, cioè dal punto di vista dell'oggetto di conoscenza.

A loro volta i quattro Veda principali hanno ulteriori divisioni come ad esempio: UPAVEDA (che comprende Ayur veda – Gandharva veda – Dhanur Veda e Sthapatya Veda) e poi ci sono i VEDANGA (con sei sistemi diversificati), e poi gli UPANGA (con altre sei dottrine o punti di vista filosofici e pratici). Ed ogni volta ricorre la composizione di uno e tre = quattro!

Le scritture “post-vediche o più recenti, sono invece denominate "Smriti" (ciò che è ricordato, memoria, tradizione), e le stesse scritture quindi sono di più facile comprensione (e interpretazione), poiché in queste opere viene usata una lingua comune e non il sanscrito vedico. Pertanto, la letteratura Smriti ha conosciuto una grande popolarità all'interno di tutta la società indiana, sin dalle origini.

Anche oggi, la maggior parte del mondo induista ha maggiore familiarità con la Smriti, divulgata anche attraverso telefilm, film, rappresentazioni teatrali, balletti, dipinti, sculture, racconti, ed altre forme artistiche, a differenza di una Shruti divenuta ormai di esclusiva pertinenza dei bramini.

La Smriti, con le sue storie di re, eroi e Dei, corrisponde dunque alla letteratura popolare, ed assolve ad una funzione didattica e divulgativa per tutti, malgrado che, in caso di apparente contraddizione, la Shruti venga riconosciuta come prioritaria e più autorevole.

La letteratura Smriti comprende in particolare gli Itihasa, con le famose epopee del Râmâyana e del Mahâbhârata, (il quale ultimo racchiude al suo interno il famoso dialogo fra Arjuna e il signore Krishna, del Bhagavad-Gita).

Poi fanno parte delle Smriti anche i Purâna, e poi gli Aranyaka e, infine, di certo le più conosciute in occidente, le Upanishad, intimamente legate con la filosofia e con la scienza in generale (sia scienze sociali che fisiche).

Contrariamente all'Occidente, in cui infatti numerosi furono i conflitti ed i punti di attrito tra Scienza e Religione, l'induismo accetta e digerisce ogni nuova scoperta, inglobandola nel proprio sistema filosofico.

Infatti, in un testo di mitologia possono trovarsi contemporaneamente presenti informazioni di teologia, astronomia, filosofia e molto altro ancora. A leggere un Purāna (ad es. il Bhâgavata-purâna) equivale di fatto a leggere un'enciclopedia.

Altre distinzioni che possono interessare gli studiosi di queste materie possono essere “astika” e “nastika”. Infatti, alcuni studiosi distinguono due filoni filosofici principali: le filosofie astika, che riconoscono l'autorità dei Veda (ossia le sei darshana: Samkhya, Nyaya, Vaisheshika, Purva Mimamsa, Yoga e Vedānta), e le filosofie nastika, che invece li respingono (ossia Giainismo, Buddhismo, Chârvâka ed Ateismo).

By Benny
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