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 Samadhi è l'inizio non la fine dello yoga

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pier



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MessaggioOggetto: Samadhi è l'inizio non la fine dello yoga   Mer Lug 21, 2010 9:04 am

di Neil Dickie. 12 luglio 2010 - (tradotto da Carla)

Questo articolo è per il popolo dello yoga, per le moltitudini che hanno riscoperto questa pratica antica ma molto sofisticata. Decine di milioni di persone hanno iniziato a fare yoga perché è una pratica più delicata e più dolce per il corpo ma insieme divertente e stimolante, ed efficace nel migliorare la forma fisica nel suo complesso.

La gente apprezza lo yoga anche per il suo effetto calmante sulla mente. Il ritmo tranquillo della pratica yoga e la concentrazione sui concreti dettagli delle posizioni di allungamento ed equilibrio, sul respiro, aiutano le persone a prendere le distanze dalle preoccupazioni di una vita affaccendata e a gustare il momento presente.

Benché le posizioni della pratica yoga (asana) siano piuttosto gradevoli, molti praticanti pensano che potrebbero fare una pratica di più alto livello imparando a integrare maggiormente corpo, mente e spirito tramite l'esperienza della meditazione profonda.

Ci sono buone ragioni a sostegno della convinzione che la meditazione possa rendere lo yoga migliore della buona pratica che già è. Tanto per cominciare, quasi tutti i sistemi o scuole di yoga raccomandano la meditazione, almeno teoricamente. Ma gli studenti di yoga spesso non iniziano la meditazione, forse nel timore che manchi loro la dura disciplina e l'estrema concentrazione che si pensa siano essenziali.

La ragione per cui si è convinti che la meditazione sia difficile è il diffuso fraintendimento delle otto membra o sistema Ashtanga sistematizzato nei venerati Yoga Sutra di Patanjali.

Nel testo le otto membra dello yoga sono presentate nel seguente ordine:
1) i 5 yama o virtù personali, come ahimsa o non-violenza, e satya, dire il vero
2) i 5 niyama o regole di vita, che comprendono shaucha, purificazione, e swadhyaya, studio
3) pranayama, le pratiche del respiro
4) asana, le posizioni dello yoga
5, 6, 7) i 3 stadi della pratica mentale, pratyahara, dharana, e dhyana o meditazione.
8 ) Samadhi, l'unione dell'operosa mente pensante con le sue parti più profonde, il livello più silenzioso, il campo unificato di coscienza, il sé. Onda individuale che si calma e sperimenta l'oceano sconfinato.

Tuttavia, nonostante il fatto che Ashtanga venga tradotto con otto membra, e non con otto passi o stadi, molti hanno pensato che Patanjali dicesse che il suo approccio ottuplice dovesse essere praticato solo step-by-step, in ordine sequenziale, partendo con le virtù personali e le osservanze e culminando nella meditazione allo scopo di raggiungere il samadhi.

Maharishi Mahesh Yogi ha portato subbuglio nella comunità mondiale dello yoga circa 40 anni fa quando ha percorso il mondo insegnando la Meditazione Trascendentale, una tecnica semplice, facile da imparare, per giungere alla diretta esperienza del samadhi. Maharishi ha insegnato a chiunque fosse interessato, anche a chi era completamente digiuno di yoga. In Germania, una delegazione di insegnanti di yoga andò da Maharishi e lo interrogò a tal proposito.

Maharishi accolse i delegati e iniziò a parlare riconoscendo di avere con loro in comune il rispetto per l'autorità di Patanjali. Poi però spiegò che secondo lui Patanjali, a causa del grande lasso di tempo intercorso, è stato malamente interpretato. L'ordine delle famose otto membra dello yoga di Patanjali è diventato il rovescio di ciò che lui intendeva. Si è inteso che la pratica dello yoga cominciasse con yama, niyama (virtù secolari), eccetera, mentre in realtà – ha detto Maharishi – dovrebbe iniziare con il samadhi.

Il samadhi non si può raggiungere con la pratica di yama, niyama, eccetera. Il progresso nelle virtù si può raggiungere solo con ripetute esperienze di samadhi. In altre parole, è sbagliato pensare che per raggiungere il samadhi siano necessarie alta moralità e comportamento adeguato; piuttosto Maharishi ha detto che un miglior comportamento e moralità giungono come risultato dell'esperienza del livello di vita unificato e pieno di beatitudine.

Per esempio, ha detto Maharishi, si può progredire veramente in ahimsa o non-violenza con il crescere della coscienza della comune unità di tutte le cose. Questa realtà unificata di vita si sperimenta direttamente nel samadhi. Allo stesso modo, egli ha detto, asteya o non-bramosia si può veramente raggiungere quando ci si sente pienamente paghi, e una stabile e profonda felicità giunge naturalmente con ripetute esperienze dell'eterno campo di coscienza beata nel samadhi.

Coscienza di beatitudine: questo è il più alto livello che lo yoga si propone di farci raggiungere. Yoga significa unione. Una definizione di yoga è unione di corpo, mente e respiro. Benché già questo può dare buoni risultati, c'è un altro livello più alto: l'unione della mente pensante, il piccolo sé, con il grande Sé, l'intelligenza cosmica. Il suo risultato, secondo gli Yoga Sutra, è vera beatitudine.

Commentando l'esperienza di unione con il sé tramite la meditazione, Maharishi ha detto: “L'intensità della felicità è al di là del superlativo. La beatitudine di questo stato elimina la possibilità di qualunque dolore, grande o piccolo. Nella luce splendente del sole non può penetrare nessuna oscurità; nessun dolore può entrare nella coscienza di beatitudine, né la coscienza di beatitudine può conoscere una qualsiasi acquisizione maggiore di se stessa. Questo stato di autosufficienza lascia l'individuo stabile in se stesso, realizzato nell'appagamento eterno”. (dalla traduzione del commento di Maharishi alla Bhagavad-Gita, 6:20)

Per tornare al perché si pensa che questo processo naturale e felice possa essere difficile, sfortunatamente è per come si pensa di solito alla meditazione. Patanjali definisce lo yoga come il completo acquietamento della mente (Yoga Sutra, 1.2). Tuttavia, molti tipi di meditazione diffusi oggi, poiché implicano un qualche tipo di concentrazione, sforzo, controllo, tendono a impedire che la mente si calmi completamente. La Meditazione Trascendentale di Maharishi (TM) invece è una tecnica del non-fare, non implica di cercare di fare qualcosa, e così consente al meditante di immergersi facilmente nel profondo.

Ma può una meditazione facile e senza sforzo essere una vera meditazione che conduce all'illuminazione? Sì. Alcuni hanno frainteso la semplicità della MT di Maharishi. La meditazione trascendentale è veramente il revival della meditazione nella sua forma pura e originale. E' semplice e facile perché è naturale e in pieno accordo con la natura essenziale di mente e corpo. Questo è il motivo per cui è così efficace. La natura è sempre estremamente efficiente. Per esempio, tutti i moti in natura seguono la legge del minimo sforzo. Allo stesso modo, chi pratica la Meditazione Trascendentale senza sforzo si tuffa nelle profondità della mente.

Coltivare la più elevata delle 8 membra dello yoga significa nutrire l'intera pianta dello yoga come nessuna altra cosa può fare. I praticanti yoga che aggiungono la Meditazione Trascendentale alla loro routine giornaliera riferiscono che essa porta a una dimensione di silenzio e di coscienza di profonda beatitudine, a un maggior apprezzamento della pratica delle asana e della vita. Samadhi è sia l'inizio che l'ingrediente essenziale di una pratica yoga realmente soddisfacente.
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