Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Ricordi da pendrive

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AutoreMessaggio
Nikita Marchese Strano



Numero di messaggi : 29
Età : 62
Localisation : Palermo
Data d'iscrizione : 30.08.10

MessaggioOggetto: Ricordi da pendrive   Lun Ago 30, 2010 2:08 pm

martedì 25 marzo 2003

Lettera a una/o bambina/o appena nata/o.

Potresti essere mio figlio/a, chiunque tu sia, ovunque tu sia…
E non importa se sei venuta/o alla luce in una stalla, su una branda sotto le bombe o su un più o meno asettico tavolo operatorio, ovvero: in una sofisticata clinica con piscina…
Ormai sei qui, in questo mondo: il 6/enne/miliardesimo+1abitante dotato di coscienza (?) e in un qualche modo (che mi sarebbe alquanto complicato spiegare) mi appartieni come a te potrà appartenere un giorno, se lo vorrai, tutto questo mondo me compresa.
Vorrei dirti tante cose su come lo conosco questo mondo, cioè questo pianeta bellissimo, dove esiste una specie alla quale hai l’onere ed il privilegio di appartenere.
Una specie che in pochi miliardi di anni (cosa sono rispetto ai tempi cosmici?), in un lentissimo processo di auto-organizzazione ed adattamento della materia, si è evoluta in questa umanità intelligente, capace di manipolare la natura e se stessa.
In sole poche centinaia di migliaia di anni si è saputa inventare la più esplosiva delle manipolazioni: la comunicazione, ovvero prima i gesti poi il linguaggio che è quella cosa che in questo momento ci permette di comunicare.
Cioè io uso dei segni (chiamati simboli da noi esseri umani) su un foglio di carta (anche elettronico) per trasferire a te il mio pensiero.
In virtù di questa semplice ma complessa operazione (e non è la sola, come mi auguro scoprirai da solo\a) posso comunicarti che per ME non ha importanza che tu abbia gli occhi neri, azzurri, verdi, castani o viola; che la tua pelle sia bianca, nera, rossa, gialla, marrone o viola; che i tuoi capelli siano ricci, lisci, ondulati, biondi castani o viola.
In qualche modo pensando a te, cioè sapendo che hai cominciato ad esistere: piccola, impaurita, incosciente creatura, so di trasmetterti un po’ della mia stessa vita, perché chiunque potrà testimoniare, che oggi, in questo momento sei nato/a proprio TU a cui sto già parlando: un’altra finestra aperta dal creatore sulle bellezze e meraviglie del suo creato, cioè l’intero universo di cui possiamo avere coscienza, ovvero conoscenza.
Scoprirai anche che in sole poche decine di migliaia di anni la specie a cui appartieni ha saputo produrre mezzi, via, via sempre più complessi, per la trasmissione della sua stessa comunicazione: dai graffiti su rocce ed ossi alle tavolette di argilla; dai papiri alla carta stampata; dalla radio alla televisione ed oggi dai computers alle reti di telecomunicazioni satellitari.
Ma, in soli cinquanta anni, questa tua stessa specie, in uno stato di schizofrenica, psicopatica corsa verso la morte, ha saputo inventarsi anche i mezzi per la propria autodistruzione.
Se sarai fortunato, ovvero se sopravviverai all’età in cui prenderai coscienza di te stesso, vedrai solo nei cinegiornali d’epoca (di questi tempi le epoche si misurano in decine d’anni) le facce di certi signori che sui sopraddetti mezzi di distruzione oggi costruiscono le loro miserabili fortune che, stanne certo/a, unite tutte assieme non valgono la singola possibilità della TUA vita, quel miracoloso evento che ti permetterà di scoprire nella tua stessa intelligenza la vera essenza della volontà divina.
Vorrei nel frattempo risparmiarti un po’ della sofferenza che altri signori (i quali prenderanno sicuramente il loro posto nei cinegiornali futuri), dalla faccia ottimista o pessimista, sorridente o seria, dall’espressione DISUMANAMENTE CRISTALLIZZATA IN SORRISI PLASTIFICATI CREATI DA MUSCOLI FACCIALI PARALIZZATI AL CURARO ED ESTENSORI ARTIFICIALI AL BOTULINO - OHPS!!!! Dicevo: intelligente od ottusa, cercheranno di infliggerti sotto le più svariate forme, per farti credere solo alle loro esclusive verità in nome della PATRIA, della RELIGIONE e della scienza, della famiglia, della difesa e dell’offesa, ed anche in nome di dio e quindi dell’amore.
Ti toccherà difendere con le unghie e con i denti l’inconsapevole tua innocenza rispecchiata negli occhi di chi ti ha messo al mondo, quando scoprirai che al di là delle parole esistono i fatti reali, cioè tutto il bene o tutto il male che gli uomini possono fare a se stessi, quindi agli altri.
Ti toccherà capire quali di essi agiscono per il BENE TUO e della comunità cui appartieni e quali, invece, solo per la TUA DISTRUZIONE fisica o morale.
Se sarai fortunato potrai scegliere da solo la strada da seguire per testimoniare, non importa se ai vertici o alla base dell’esperienza umana, una delle molteplici, possibili combinazioni nell’infinita gamma delle manifestazioni dell’intelligenza, la vera unica forza che governa e sostiene la nostra singola o collettiva visione della realtà.
Se sarai ancora più fortunato potrai invece appartenere ai privilegiati che lavorano, nell’ombra o nella luce, incessantemente, per costruire un mondo migliore in cui far nascere un giorno TUO figlio di cui non ti importerà davvero la razza o il colore, perché saprà di portare in se tutte le razze ed i colori del mondo.
Spero di qui ad allora che tutte le mostruose gigantografie, reali o virtuali, dei più mostruosi, psicopatici personaggi che popolano il mio tempo siano colorate a strisce di tutti i colori di quell’arcobaleno che i loro occhi di cartapesta non hanno avuto la fortuna mai di VEDERE ma solo di GUARDARE.


RACCONTINO

domenica 12 settembre 2004 09.22


1. IL mondo è fatto a scale ed io devo essere nata proprio sotto l’ultimo gradino!...
Caro il mio BLOB! Potevi fare un piccolo sforzo e collocarmi su una matrice spazio/temporale un po’ meno angosciante…
Di tutti i mondi possibili ed impossibili che potevi escogitare hai scelto per me questa meravigliosa palla di sterco cosmico, popolata da certi esseri (per fortuna, ma non tanta! Nel senso che sono sempre troppi) in minoranza, che non esito a definire demoniaci/schizofrenici i quali si arrogano il diritto di disporre a proprio totale piacimento delle esistenze di altri esseri, purtroppo in maggioranza, che definirei angelici/paranoici, i quali non sanno o non possono rendersi conto di quanto in questi tempi “offrire l’altra guancia” sia a dir poco un esercizio poco salutare, obsoleto e controproducente per la propria e l’altrui sopravvivenza.
IL guaio è che la mancata reazione degli ALTRI viene interpretata ed interiorizzata dagli UNI come un rafforzamento delle proprie tesi vessatorie che, di fatto, non vengono mai confutate, autorizzandoli sempre di più a rincarare le proprie riserve di cattiveria e di sopraffazione.
Ciò che nkt definiva BLOB era quanto di più vicino all’idea di “DIO” che si era costruita da sola, fin dalla prima infanzia.
Vide gli occhi di BLOB scintillare come due immense pulsar sulle pozze blù cobalto dei suoi pensieri più profondi. Si sentì come può sentirsi un neurone scrutato dall’intel”lettore” di una mente divina, condannato a scaricare freneticamente nell’urgenza della precisa e quanto mai dettagliata ricostruzione di un ricordo.
Come sempre ad ogni sua analisi particolarmente azzeccata ed originale ricevette il suo premio e cioè un tuffo a vertiginose velocità in tutto quel blù dai riflessi serici di un velluto e, quasi istantaneamente risucchiata si ritrovò a distanza ravvicinata, più o meno 1 anno luce, delle due pulsar che adesso sembravano sospese in due cavità orbitali oscure, due enormi caverne contenenti separate visioni di vita e di morte. Poteva vedere ogni singolo elemento della natura partecipare a quella frenetica danza: tutto nasceva, viveva, si trasformava, si riproduceva e in ultimo moriva “persino i protoni e i buchi neri decadono evaporando” in funzione di giochi o di leggi matematiche di mostruosa bellezza e complessità, il tutto scaturito da una super coscienza che gli umani definiscono dio ma che nkt, con una punta di civettuola confidenzialità, definiva BLOB (quel tanto di civetteria che perfino un vero dio sente di potere perdonare ad un essere femminile di così sensibile intuizione e profondità).
“Nel nome del padre, della MADRE, del figlio e della figlia, e dello SPIRITO eterno di tutti quanti”: l’umanità ha volutamente ignorato nelle sue preghiere principali la parte senza i sacrifici della quale mai sarebbero nati labbra, lingue e cervelli capaci di profferire alcunché. E nkt , una volta tanto, voleva rimettere le cose a posto. Non senza l’entusiastica approvazione del suo adorato BLOB che per la gioia le sussurrava: da questo momento sarai tanto forte da potere sostenere il peso di ricordi passati e futuri!
2. La mia mente rifiuta ogni e qualsiasi idea di religione organizzata con tutta la sequela di rituali, più o meno demenziali, al più coloriti per la gioia degli zoo di possibili corrispettivi umanoidi inter ed extragalattici.
Purnondimeno, sono credente.
Credo che l’umanità, in questo senso si comporti come un certo piccione in una certa gabbia di skihnner, dalle gigantesche dimensioni planetarie.
Non sapendo trovare risposte sul significato vero della vita e della morte, branchi di esseri umani pigiano a caso i pulsanti della gratificazione immediata, ricavandone un senso di relativa, certo effimera, sicurezza e benessere, tanto illusorie quanto fuorvianti.
Tutti gli adepti (compresi quelli delle sette pseudoreligiose) i riti, gli ambienti, le scenografie ed i paludamenti cosiddetti sacri equivalgono ai movimenti rituali del nostro “piccione” il quale associa l’elargizione del cibo non al fatto di avere casualmente pigiato sulla leva giusta al momento giusto, bensì alla esatta posizione in cui era venuto a trovarsi nel momento in cui becchettava a caso sulle leve. Cioè attribuisce un significato non alla sua stessa intelligenza (per quanto limitata): “ho individuato il tasto giusto” bensì alla ricostruzione “scaramantica” di ogni minimo movimento eseguito immediatamente prima del verificarsi dell’evento positivo. R. DAWKINS dice che… “allora assistiamo alla danza ritualizzata del piccione “scaramantico”… in preda a movimenti ricorsivi e convulsivi, ripetuti all’infinito per propiziarsi l’elargizione di altro cibo.
Ciò che ho appena detto non testimonia una assoluta mancanza di fede nell’uomo, anzi! Il fatto di volere rifiutare le umilianti implicazioni di ogni e qualsiasi rituale sulla parte più nobile dell’intelletto umano, testimonia semmai la mia profonda fede in quell’incredibile dio dal cui intelletto sono scaturite tutte le cose che esistono, così generosamente disponibili all’esplorazione dei sensi, quindi dei pensieri umani.
L’uomo esiste in quanto individuo, ma anche in quanto specie; in quanto individuo è dotato di un meccanismo di lettura e comprensione della realtà di 1° livello – e qui rientrano gli sforzi individuali di uomini e donne geniali che susseguitisi nella storia (chissà perché così spesso tra indicibili sofferenze e sacrifici!): dalla prima associazione mentale scaturita scheggiando pietre scintillanti, ai computers quantici oggi possibili, hanno regalato alla “specie” miriadi di invenzioni, ovvero nuovi strumenti per la reinterpretazione delle singole realtà locali, con ciò elevando complessivamente tutti gli individui della comunità, che condivide tale conoscenza, ad una capacità di elaborazione di 2° livello, ovvero alla constatazione a livello di specie di leggi fisiche naturali di mostruosa perfezione e bellezza, soggiacenti ad ogni minimo costrutto prodotto in questa nostra “realtà”.
Ai confini, tra l’interpretazione di 1° e 2° livello, si collocano i rituali della “specie/piccione”, tanto più scaramantici quanto più essa è incredula sulle proprie capacità intellettive. A livello di “individuo” intuisce di aver premuto il tasto giusto, cioè dare sfogo alla propria sete di conoscenza, anche a costo di oltrepassare orizzonti degli eventi proibiti dalla cosiddetta morale comune, garantita, conservata ed imposta dalle cosiddette autorità politiche, religiose, sociali nei vari momenti storici attraversati, ma a livello di specie ciò che terrorizza per le presunte possibili catastrofi insite in ogni novità, deve essere ritualizzato per garantirsi la possibilità illusoria di attingere in eterno alle fonti della conoscenza senza rimanerne inceneriti. Una sorta di autopunizione a livello di specie per avere osato, attraverso lo studio sistematico della natura da parte di alcuni coraggiosi suoi individui disvelare gli intimi segreti della creazione, quindi della natura divina, il che si traduce in una totale mancanza di fiducia nelle reali capacità dell’intelletto umano creato io credo invece proprio apposta per l’elaborazione di una possibile comunicazione, attraverso tale conoscenza, tra il creatore ed il soggetto creato, facenti tutti parte di un'unica realtà, per quanto ancora misconosciuta.
Persino il nostro sole, visto dalla “nube di hort” sembra poco più che una lampadina da 15 w, sospesa al centro del sistema solare.
Visto poi da Alpha centauri sembra appena un piccolo led a luce gialla, sospeso tra miliardi di piccoli punti luminosi, trascinati nelle spire della galassia la quale, a sua volta, vista da un’altra galassia sembra essa stessa un punto luminoso, perso nelle profondità oscure ed infinite dello spazio…
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