Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Ricordi da pendrive/7

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AutoreMessaggio
Nikita Marchese Strano



Numero di messaggi : 29
Età : 62
Localisation : Palermo
Data d'iscrizione : 30.08.10

MessaggioOggetto: Ricordi da pendrive/7   Mer Set 08, 2010 1:39 pm

BUON GIORNO RAGAZZI...
Tranne rarissime eccezioni, non esiste essere umano che possa fare esperienza diretta della Coscienza universale, UNA e trascendente.
Nella totalità dei casi sembra però esista UNA Coscienza trascendentale che può fare più esperienze umane nel sensibile fenomenico in cui siamo immersi, e a quanto pare può e deve esperirle tutte contemporaneamente, in perfetta sincronicità... (e non solo quelle umane).


http://www.youtube.com/watch?v=dg6I1nK3nqg

http://www.youtube.com/watch?v=uVnMSXaMqXU

http://www.youtube.com/watch?v=jV1iMYkSdpY

http://www.youtube.com/watch?v=vb4OrqPBQyA

http://www.youtube.com/watch?v=hhhhfqiJ7nU
Idea

11/07/2007
LA MIA AMICA MARIELLA


- Mariella è la mia amica n.1, la seconda (ed anche ultima) è Giuseppina ma di lei scriverò un’altra volta.
- La mia amica n.1 è la centralinista del Distretto sanitario di Misilmeri, dove ho lavorato anch’io fino al marzo 2006.
- Per inciso Mariella è non vedente dall’età di 9 anni, ma questo è il più trascurabile dei dettagli in una personalità sensibile, intelligente ed autodeterminata come la sua.
- Ricordo un film che ho visto una volta in TV dal titolo mi pare: “Dietro la maschera” con la cantante americana Cher come protagonista nel ruolo della madre: underground, ninfomane, tossica e borderline di uno splendido ragazzo che una rara malformazione genetica alle ossa del cranio trasforma piano, piano in un mostro consapevole di essere destinato a morire per lo schiacciamento del cervello per via delle ossa sempre più spugnose e deformi del suo cranio.
- Per il resto un genio di una sensibilità e bontà d’animo tale da conquistarsi la sua personale fetta di adorazione da parte della madre, dei suoi vari e più improbabili accompagnatori e dei suoi amici, nonché da parte dei docenti e dei compagni di scuola e vari altri rappresentanti della comunità locale di una media cittadina della provincia americana.
- Un giorno il ragazzo, chiamiamolo Benny perché non ricordo il nome, recandosi a fare le sue vacanze in un camping montano di volontariato sociale per bambini e ragazzi portatori di handicap fisici e/o mentali, conosce una splendida ragazza sedicenne, cieca dalla nascita, anche lei dotata di sottili capacità intellettive e di una sensibilità empatica fuori dal comune.
- Naturalmente Benny non può non innamorarsi di tale splendore e saputo da lei che l’unica cosa che veramente la fa soffrire del suo stato di buio perenne e totale è il fatto di non potere avere la più pallida idea della percezione di tutte le cose meravigliose che gli altri dicono di vedere. Cioè i colori: dal celeste pallido al blù cobalto del cielo, i tramonti infuocati, le nuvole, il rosso dei papaveri, la bellezza struggente ed i colori dei fiori, i meravigliosi riflessi metallizzati di coleotteri e libellule e l’insostenibile, effimera bellezza di farfalle ed altri piccoli animaletti, la trasparenza del vetro e delle acque, i giochi di luci ed ombre delle lingue ardenti di un fuoco di legna, il calore di uno sguardo e tante altre mille piccole curiosità date per scontate dai cosiddetti vedenti.
- E’ qui che il genio di Benny “la maschera”, ormai adorato compagno e unico confidente di: chiamiamola Loris perché anche di lei non ricordo il nome, si mette in moto. Da quel momento in poi elegge a sua missione speciale il soddisfacimento di ogni desiderio della ragazza e fosse stata anche la sua ultima missione in questo mondo, perDio! le avrebbe fatto provare qualcosa di molto simile alla percezione della quale era stata così crudelmente privata dal suo destino.
- Prende dei ciottoli levigati di fiume e li mette ad arroventare nel forno, delle barrette metalliche e le mette nella cella freezer, un grosso batuffolo di cotone idrofilo, una manciata di terra, una cialdina di trasparente zucchero caramellato, una sciarpa di morbidissimo cachèmire, ed altre cose che ora non ricordo. Le chiede di avere fiducia in lui e di prepararsi per un insolito esperimento.
- Per primo le mette in mano un ciottolo caldissimo (appena sopportabile senza ustionarsi) e le dice: cominciamo dai colori Loris questo è il rosso dei papaveri, del fuoco di legna e del tramonto! Dopo un minuto prende una barretta d’acciaio surgelata e le dice: questo è il blù del cielo! Poi il batuffolo di cotone: questo è il bianco delle nuvole, poi la manciata di terra: e questo è il marrone della terra. Poi avvicinando con tocco lievissimo al viso di Loris la sciarpa di cachèmire: e questo è il calore di uno sguardo e di un sorriso. Infine le mette a sciogliere in bocca la cialdina di zucchero: questa è la trasparenza del vetro e delle acque. Per ultimo, approfittando dello stato d’animo visibilmente turbato ma anche di incontenibile felicità della ragazza che lo segue perfettamente nell’identificazione delle proprie emozioni, lui il mostro! le posa un bacio timido e spaventato sulle labbra: e questo Loris è un arcobaleno!
- Ma arriva il momento di tornare ognuno a casa propria e i due si lasciano con future promesse d’amore. Loris presenta Benny ai genitori venuti a prenderla al camping e vuole invitarlo a casa sua senza però fare i conti con il raccapriccio che la vista del viso devastato di Benny provoca ai suoi che abbozzano generiche promesse.
- Torna a casa sua e dopo qualche settimana di atroci dolori alla testa si spegne tra le braccia della madre adorata.
- Ho voluto raccontare grosso modo la trama di questo film, anche se temo un po’ riveduta e corretta data la mia scarsità di memoria, ma nonostante ciò credo renda il senso di quella bellissima storia la quale, per certi versi, assomiglia un po’ alla mia personale storia con Mariella.
- Solo che io, invece di utilizzare oggetti materiali, cerco di proiettarle direttamente in testa i miei pensieri, con dovizia di immagini nei più minuti particolari. E lei con me ride sempre, specie quando parliamo di colleghe ignoranti come “capre ruminanti” o egocentriche come "galline in un pollaio", ed anche di dirigenti tronfi come “tacchini”...
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