Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Ricordi da pendrive/8

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AutoreMessaggio
Nikita Marchese Strano



Numero di messaggi : 29
Età : 62
Localisation : Palermo
Data d'iscrizione : 30.08.10

MessaggioOggetto: Ricordi da pendrive/8   Gio Set 09, 2010 6:04 pm

BUON GIORNO RAGAZZI.
QUI' A PALERMO E' DA IERI CHE IL CIELO E' COPERTO, GRIGIO E NUVOLOSO E, TRA UN ACQUAZZONE E L'ALTRO, NON SI SA' COME DEPONE PER IL FINE SETTIMANA. MA IO SONO POSITIVA PERCHE' DOMANI P.M. VORREI RECARMI A VALLEDOLMO (A UN CENTINAIO DI KM. DA QUI, SULLE MADONIE) PER UN CONVEGNO DELLA DURATA DI TRE GIORNI DAL TITOLO "Verso l’Unità: l’armonia dei rapporti" PROMOSSO DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE PAIDEIA, CUI APPARTENGO COME AUDITRICE. SE INTERESSA: http://www.associazionepaideia.org/
UN BUON FINE SETTIMANA A TUTTI. NIKITA
^^^^^^^^^^
ECCOVI ANCORA QUALCHE MIO RICORDO PASSATO

giovedì 30 dicembre 2004

(Mi sa che stamane ti sarà difficile perforare questo strato di nuvole e di vapore per raggiungermi, mio caro raggio di sole!)

Venendo da casa a qui ho fatto una riflessione:
- Sono uscita da casa con la spazzatura in mano;
- Nel sistemare i sacchetti scendo le scale dimenticando le chiavi di casa/auto appese alla porta;
- Esco dal vicolo, attraverso la strada, getto i sacchetti nei contenitori, riattraverso la strada e mi ricordo delle chiavi;
- Oh mio dio! che faccio? Me misera, me tapina! ho anche chiuso il portone!…
- Una frazione di secondo ed ecco la soluzione: suonerò alla “Signorina” che è davvero una “signorina” nel senso che è una donnina ultraottantenne, piccola piccola e in gamba che vive da sola a pianoterra, due piani sotto il mio; vista l’ora disturberò ma spero non più di tanto, calcolate anche le statistiche sul sonno ridotto degli anziani!
- Signorina? Sono la vicina, mi dispiace disturbare ma ho dimenticato le chiavi appese alla porta, non è che gentilmente mi può aprire il portone? E mi scusi tanto…
- Ma certo! Le apro subito…
- Grazie e mi scusi di nuovo tanto…
- Di nulla… di nulla… si figuri…
- Lo sapevo! È davvero in gamba la signorina… passando dietro la sua porta farfuglio ancora le mie scuse mentre salgo al volo (sono già le 7,25) i 36 gradini che mi separano dalla soglia di casa mia; ecco le chiavi… giro due mandate nella serratura e con le chiavi in mano ridiscendo al volo i sopraddetti 36 gradini, esco dal portone, arrivo all’automobile, accendo, metto la cintura, faccio retromarcia per l’inversione nel vicolo, e mentre sto per uscire un TIR gigantesco, rosso amaranto incombe mostruoso sulla mia destra; RIFLETTO:… con la sua enorme mole avrebbe ostruito per un bel pezzo quel budello di strada che è la via di Altofonte ed io: sono già le sette e mezza passate, lampeggio, strepito e mi agito per far capire al conducente stizzito che: vuoi o non vuoi passo prima io se voglio arrivare in ufficio a Misilmeri (Menze El Emyr) entro le otto;
- E così è stato! Trovando il budello sgrombro e poco traffico in autostrada e poi sulla ss187, eccomi qua alle otto in punto, timbrata e pronta a questa nuova giornata…
- Forse mi sbagliavo, sei un vero creatore!: un timido raggio di sole sta spazzando via le dense nuvole cariche di pioggia che lo separano da me; oltre quelle montagne, dietro le dolci, verdi colline che mi stanno di fronte; da questo magnifico terrazzo e dietro il vetro della porta-finestra da dove io mi beo della pura bellezza di questo palcoscenico naturale che mi circonda, messo in risalto dai più splendidi raggi della tua luce…
- Ed ecco l’oggetto vero della mia riflessione:
- Ricapitolati all’indietro gli avvenimenti: se non avessi dimenticato appese alla porta le chiavi di casa… poi un po’ più avanti fino al momento di uscire con l’auto dalla traversina… se non avessi insistito col camionista e mi fossi accodata al suo mastodontico mezzo avrei imboccato un’altra linea temporale che, come tutte le linee temporali statisticamente possibili, si sarebbe dispiegata da una nanoscopica nicchia del tessuto spazio-temporale, una delle infinite nicchie possibili, però occultate ai nostri sensi, che si avvitano ordinate su se stesse, intessute nello spazio delle fasi di fronte e intorno ai nostri tessuti cerebrali (dimensioni compattificate?) coincidenti sul piano delle coordinate a livello microscopico con i nostri circuiti neuronali.
- Ma solo di una linea: quella da me effettivamente imboccata, avrei conservato il ricordo ovvero la coscienza, ben sapendo che invece sarei potuta arrivare in un altro orario qualsiasi e che la catena degli avvenimenti nascosti in tali altri linee temporali mi avrebbe impedito forse per sempre di mettere nero su bianco questa mia intuizione.
- Voglio spingermi ancora oltre:
- Che cosa determina le nostre dimenticanze e le più piccole scelte che compiamo attimo dopo attimo della nostra vita?
- Non sarà che la parte più profonda e misconosciuta di noi, il cosiddetto inconscio, tra le tante soluzioni possibili è costretto continuamente ad elaborare e prefigurarsi scenari dei quali per la loro vastità non possiamo avere coscienza ed a seconda delle pulsioni di vita o di morte prevalenti in noi in quel momento è istigato ad imboccare l’una o l’altra linea temporale, stante che in pochi milionesimi di secondo si è analizzato il destino finale di ogni altra scelta tralasciata, le quali tutte in pochi passaggi ci avrebbero condotte alla morte e che, invece, quella imboccata sia l’unica che di fatto ci consente di sopravvivere più a lungo, attimo dopo attimo, in questa che noi chiamiamo realtà, sorretta dall’elaborazione non cosciente di ognuno degli esseri viventi che la popolano?
- E ancora più oltre:
- E se invece, sin dalla prima scarica di ossalati derivata dalla prima scintilla elettromagnetica scatenata dalla fusione del D.N.A. dei due gameti originari: i famigerati mitocondri della MADRE, si fosse data origine al processo di formazione del nostro corpo fisico ed insieme con esso a tante infinite realtà parallele, tante quante sono le variabili infinite determinate dalle sollecitazioni ambientali e dalle nostre reazioni più o meno coscienti ad esse?
- Il cielo si è richiuso su se stesso, gravido di umidità e di pioggia che adesso sembra non finire mai… mio dio! Ho le vertigini…

venerdì 31 dicembre 2004
Se è vero che la materia equivale all’energia e viceversa l’energia è uguale alla materia accelerata alla velocità della luce al quadrato, tutto ciò che mi circonda è il frutto della materializzazione di un’energia divina decelerata al punto di confinare in campi energetici definiti particelle puntiformi, che si attraggono o respingono in funzione della gravità attrattiva o repulsiva, preordinata da una creatività divina volta alla costruzione di mondi ed esseri viventi di infinita varietà e complessità. Questo paragrafo lo elimino dopo.
- di nuovo oggi stai manipolando il cielo: un vero squarcio azzurro a forma di occhio, si è aperto tra i cumuli-nembi che nascondendomi la vista delle montagne più alte dietro le colline, lentamente, scorrono verso sud-est.
- Un raggio di sole mi accarezza il viso, mentre pesanti gocce di pioggia si abbattono sul mio mondo…
- E il mondo oggi non è più lo stesso, cioè non è quello di ieri ma neanche quello di un istante fa…
- L’occhio del cielo si è richiuso e le montagne sono riapparse alla mia vista; noto il profilo aspro e roccioso, violaceo sullo sfondo lattiginoso, e mentre osservo i particolari della sua morfologia mi viene in mente il principio di autosomiglianza laddove la forma dei componenti di un sistema è una replica esatta della forma generale del sistema stesso, seppure visto a scale diverse.
- Ho letto tempo fa un meraviglioso libro: “L’universo elegante” di B. Greene dove tra le altre cose si teorizza un principio che unifica tutte le leggi naturali sotto la categorizzazione di un non meglio identificato principio olografico che si dispiegherebbe dalle dimensioni compattificate che punteggiano fittamente il tessuto spazio/temporale in cui siamo immersi sin dal concepimento, e di cui siamo tutti più o meno consapevoli testimoni.
- Come al solito ciò che mi ha colpito di più sono state le immagini ricavate da potentissimi calcolatori programmati per la simulazione, ovvero la ricostruzione tridimensionale per punti e linee di ambienti e scenari naturali di varia complessità, in ciò eseguendo pochi ma precisi calcoli ricorsivi ordinati da equazioni di rara semplicità.
- Nello stesso periodo ho letto un libro di Percy Seymoure (?): “Oltre la scienza sensoriale” dove viene analizzata la coscienza dei fenomeni ritenuti impossibili dalla scienza ufficiale e dove si teorizza la realtà come frutto di elaborazione ed interazione tra il più potente dei calcolatori conosciuti: LA MENTE UMANA, ed un ambiente pre-esistente che in realtà sarebbe solo piatto e virtuale (cioè frutto di calcoli, come il foglio elettronico sul quale sto scrivendo) ma che viene percepita, attraverso i nostri limitati sensori fisici come tridimensionale, palpabile e “concreta” e ricca di avvenimenti fisici e meta-fisici (ma solo quelli da noi ritenuti degni di considerazione) che si rincorrono fulminei l’uno dopo l’altro e col trascorrere del tempo si trasformano in memorie cioè tornano ad essere ciò che esattamente sono: immagini, odori, suoni e sensazioni puramente virtuali che, all’occorrenza vengono richiamati e rivissuti nella nostra mente, ma solo per brevissime sequenze ricordate al 90% in maniera incerta ed approssimativa.
- Subito dopo un altro libro di Devlin Keith (?): “il gene della matematica” dove si analizza il cervello umano come un hardware e la sua mente come un software capace di vari livelli di astrazione, a seconda della vastità numerica delle reti neurali impegnate nei vari ragionamenti e dà ragione a Galileo quando dice che la natura è un libro scritto con un linguaggio matematico, e aggiunge che anche l’elaborazione del nostro cervello-software procede con un linguaggio altrettanto matematico costituito non da fredde sequenze numeriche ma da simboli, cioè unità intere di informazione che ci pervengono attraverso i sensi sottoforma di immagini, suoni odori e percezioni associate ai sistemi più o meno complessi man mano pervenuti alla nostra attenzione, subito analizzati, elaborati ed archiviati nella nostra memoria quali costituenti “reali” della nostra vita.
- Un’ altro libro: “Il Tao della fisica” di F. Capra sul taoismo buddismo, ci mette in guardia dall’illusione massima di una realtà in effetti creata e rappresentata solo all’interno del nostro cervello in cui creatore, creazione e creato coincidono e sono una cosa sola cioè fanno parte di un'unica realtà, ma che un meccanismo generato dai nostri umani sensi ci induce a ritenere vera solo in parte e cioè quella che materialmente ci riguarda più da vicino che di solito è quella più pesante, meccanicistica e dolorosa, ma che possiamo ricongiungere al divino tramite la meditazione profonda, nei particolari stati di grazia concessici dalla nostra impeccabile razionalità nell’affrontare gli eventi che la nostra esistenza ci pone di fronte.
NIKITA
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