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 Vortici e neutrini

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Claudio Sauro



Numero di messaggi : 286
Localisation : Italia
Data d'iscrizione : 19.10.09

MessaggioOggetto: Vortici e neutrini   Lun Mag 21, 2012 11:19 am

E’ incredibile quello che ci riservano i neutrini:
Citazione :
Chi l’avrebbe detto che grazie allo studio di particelle provenienti dallo spazio si possono scoprire fenomeni che avvengono negli abissi! Eppure è proprio così grazie a un progetto di ricerca sui neutrini dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) è stato possibile osservare per la prima volta nel Mediterraneo la presenza di catene di vortici marini alla profondità di oltre 3000 metri. Si tratta di grandi strutture d’acqua del diametro di circa10 chilometri, lentamente in moto alla velocità di circa3 centimetrial secondo.
L’articolo che descrive questa scoperta dal titolo Abyssal undular vortices in the Eastern Mediterranean basin è stato pubblicato il 15 maggio sul giornale scientifico online Nature Communications e firmato tra gli altri da ricercatori delle sezioni INFN di Roma1 e Catania e dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN.
Questa scoperta è stata fatta grazie alle misure oceanografiche svolte nell’ambito dell’esperimento NEMO (Neutrino Mediterranean Observatory), un progetto dell’INFN che prevede la realizzazione di un apparato strumentale per la rivelazione su fondali oceanici del passaggio di neutrini di alta energia provenienti dallo spazio profondo. Per lo studio del sito più opportuno per la realizzazione di questo apparato, l’esperimento NEMO ha posto a3500 metri di profondità, nel mar Ionio, una serie di strumenti per la misura delle correnti e della temperatura, raccogliendo lunghe serie temporali annuali di dati. L’analisi di questi dati, svolta da Angelo Rubino, oceanografo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e dai suoi collaboratori ha messo in luce la presenza di catene di vortici marini profondi che la comunità oceanografica non si attendeva in un bacino chiuso come il Mediterraneo.
Di questi vortici va chiarita l’origine. Potrebbe essere locale ma gli autori della ricerca non escludono un’origine remota legata a processi di instabilità fluidodinamica nelle acque del Mar Adriatico e/o del Mar Egeo: questi processi darebbero luogo a strutture rotanti e lentiformi in grado di percorrere centinaia di chilometri senza perdere le loro caratteristiche dinamiche e idrografiche. Simulazioni numeriche, risultati teorici e precedenti misure su diversi siti sembrano confermare queste conclusioni, quindi i vortici osservati avrebbero un ruolo di particolare interesse nell’ambito delle variabilità climatiche del Mar Mediterraneo.
Cinque anni fa l’esperimento NEMO, con un apparato acustico posto a2000 metri di profondità davanti a Catania, aveva rivelato una presenza altrettanto inaspettata, per quantità di soggetti, di cetacei e in particolare di capodogli in quella zona di mare. Staremo a vedere cos’altro i neutrini saranno in grado di far scoprire nei nostri mari

Il punto è, che se i neutrini generano vortici nell’acqua (anche se potrebbero essere solo spettatori ed utili per le misurazioni come dice l'articolo)), perché non dovrebbero farlo anche nello spazio. Nello spazio più che di vortici dovremmo parlare di spirali; ovviamente è un assurdo perchè i neutrini non generano nessun vortice, almeno che si sappia.
Ed in effetti questo spiegherebbe perché la maggior parte delle galassie si dispone in spirali, ma questo certamente non per opera dei neutrini.
In fondo anche i sistemi planetari sono delle spirali, e nel modello più semplice dell’atomo, anche il sistema atomico è una spirale sia pure con delle palesi distinzioni (orbitale, funzione d’onda), nascono dal fatto che il sistema è potenzialmente infinito anche nel subatomico.

Quello che mi stupisce è che siano riusciti ad imbrigliarli sul fondale oceanico visto che hanno difficoltà ad imbrigliarli con mezzi ciclopici, sotto il Gran Sasso

P.S questi processi darebbero luogo a strutture rotanti e lentiformi in grado di percorrere centinaia di chilometri senza perdere le loro caratteristiche dinamiche e idrografiche (c'è qualche analogia con le galassie)

E' incredibile come nell'astronomico come nel subatomico queste strutture si ripetano continuamente.
Così pure per i tornado la cui struttura resta costante per centinaia di km anche quando le correnti calde e fredde sono cessate, per il perseverare della struttura restano ancora delle ipotesi neppure ben consolidate.
Anche per le correnti elettriche negli oceani si sono invocati i neutrini, perchè si sa per certo che possono incidere sull'elettrone, e se non incidonono loro incidono per certo i neutralini freddi (recentemente scoperti sotto il Gran Sasso) i quali restano imbrigliati nella struttura atomica modificandone con il tempo le caratteristiche.
(Carlo Rubbia)
I neutrini, secondo le recenti teorie hanno massa variabile, da quella di un elettrone a quella di un milionesimo di elettrone. Vista la loro densità per centimetro cubo, non potrebbero essere loro quel famoso etere che era stato gettato dalla finestra ed ora rientra dalla porta.
Teorie portate avanti da fisici famosi, quali Roberto Monti, che sull'etere ha scritto anche un libro.
Anzi ne porrò fra poco la sintesi; eccola:

http://www.cartesio-episteme.net/trr.html


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