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 il decimo pianeta

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pier



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MessaggioOggetto: il decimo pianeta   Ven Ott 23, 2009 10:18 am

«Questo è davvero il decimo pianeta» Un corpo gelido come Plutone più lontano ancora di Sedna
«Questo è davvero il decimo pianeta: bisognerà riscrivere i manuali di astronomia». Michael Brown, planetologo del California Institute of Technology è raggiante parlando della sua scoperta ottenuta dal Gemini Observatory di Mauna Kea, un cono vulcanico che si alza dalle Hawaii, e confermata da David Rabinowitz della Yale University scrutando il cielo con il Samuel Oschin Telescope sul Monte Palomar. «La sua taglia è una volta e mezza Plutone - precisa - oggi considerato il nono e ultimo pianeta. Quindi ha una dimensione pressappoco come la nostra Luna ed è il corpo celeste più lontano del sistema solare perché si trova a 14,4 miliardi di chilometri nel suo punto più remoto: cioè tre volte più distante dello stesso Plutone». Dunque è sprofondato nel cosmo ancora più di Sedna che scoperto l' anno scorso aveva, anche allora, fatto gridare al decimo pianeta. Sedna era minore nelle dimensioni e poi è caduto nelle considerazioni planetarie. «Questo, invece, oltre ad essere maggiore, ha caratteristiche più credibili», precisa Brown. Per il momento appare nelle fotografie come una semplice stellina, ma attraverso il suo brillio gli astronomi sono riusciti a stabilire che è un mondo ricco di metano sul quale regna una temperatura di 243 gradi sottozero. Se foste sulla sua superficie vedreste il Sole grande come la punta di uno spillo tenuto tra le dita all' estremità del vostro braccio disteso. Dunque è un mondo dove regna un buio perenne. «E non è un posto dove trascorrere le vacanze», scherza Brown. Il «decimo pianeta» è diventato ormai qualcosa di mitico. Dopo che Clyde Tombaugh scopriva nel 1930 Plutone si è aperta la caccia al fantomatico «pianeta X» fatta di speranze e illusioni, ma mai abbandonata. Da un decennio le cose sono però cambiate perché grazie agli strumenti sempre più perfezionati sono stati avvistati i cosiddetti «oggetti transnettuniani» perché ruotano oltre l' orbita di Nettuno. Sono corpi di ghiaccio e roccia che farebbero parte della fascia di Kuiper, cioè di una zona che circonda il sistema solare e dove sarebbero presenti a migliaia, forse addirittura a milioni e con dimensioni varie: da decine di chilometri a diverse centinaia. E' da questa fascia che arrivano le comete di corto periodo, quelle che compaiono con una frequenza di soli pochi anni. L' Unione Astronomica Internazionale aveva concluso che anche Plutone ha l' identikit di un oggetto trasnettuniano proponendo di declassarlo, cancellarlo dalla lista dei pianeti. Ciò causò una sollevazione tra numerosi scienziati e ancor di più tra i fans plutoniani che innondarono la sede dell' Unione a Harvard di e-mail, lettere e fax. Così la proposta tramontò ma intanto si scoprivano oggetti trasnettuniani sempre più grandi. «Però - commenta ora Brown - se continuiamo a considerare Plutone un pianeta anche il nuovo "2003Ub313" è allora un pianeta, addirittura più grande». Brown e Rabinowitz hanno già battezzato il loro corpo celeste che impiega 560 anni per compiere un giro completo intorno al Sole, ma il nome è mantenuto segreto in attesa delle verifiche e dell' accettazione dell' Unione Astronomica Internazionale. «Planet X» è anche una popolare canzone di Christine Lavin e le sue note risuonano in questi giorni tra le pareti dell' osservatorio sulla vetta delle Hawaii che si alza addirittura oltre il tetto delle nubi. Giovanni Caprara IL NOME È SEGRETO: PER ORA È UNA SIGLA Il battesimo ufficiale di un corpo celeste spetta solo all' Unione Astronomica Internazionale la quale assegna temporaneamente una sigla. Poi si attiva in una serie di lunghe verifiche scientifiche che possono durare anche qualche anno. Solo alla fine del laborioso iter, questo organismo che è una specie di ufficio notarile del cielo e che ha sede negli Stati Uniti, all' Università di Harvard (Cambridge, Usa), può assegnare il nome definitivo. Esso può essere proposto dallo scopritore ed in genere è accettato senza grandi difficoltà.

Ricavato da http://archiviostorico.corriere.it/2005/luglio/31/Questo_davvero_decimo_pianeta__co_9_050731058.shtmlAllego ora delle informazioni sul pianeta Sedna
L'orbita di Sedna, è estremamente eccentrica come si nota dall'immagine che la confronta col nostro sistema solare. Sedna raggiungerà il suo perielio nel 2076 e percorre la sua orbita intorno al Sole in circa 11 mila anni.

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