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 Terapia fagica- I Batteriofagi come antibiotici naturali.

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Claudio Sauro



Numero di messaggi : 286
Localisation : Italia
Data d'iscrizione : 19.10.09

MessaggioOggetto: Terapia fagica- I Batteriofagi come antibiotici naturali.   Ven Giu 18, 2010 8:28 pm

Faccio presente che oggi ho fatto un grosso lavoro, faciendo una sintesi del capitolo relativo alla terapia fagica sul grosso testo di Medicina Naturale della Seattle University.
Ho posto questo studio anche sull'enciclopedia Wikipedia, dove c'era scritto pochissimo.
Terapia fagica: Batteriofagi come antibiotici naturali, autolimitanti.

La terapia fagica comporta l’uso di virus particolari, e cioè virus che possono attaccare i batteri.
Questa tecnica è stata sviluppata all’inizio del XIX secolo ed è stata scarsamente usata in occidente
Tuttavia oggigiorno la crescente comparsa di batteri resistenti alla maggior parte degli antibiotici disponibili sta portando ad un rinnovato interesse per la terapia fagica.
La maggior parte degli articoli recenti pubblicati in Occidente, riflettono una scarsa conoscenza della vasta ricerca e dell’impiego clinico della terapia fagica in Europa occidentale.
I validi risultati clinici condotti nei paesi dell’Est, consentono di essere ottimisti, e sono complementari alle recenti ma limitate sperimentazioni sugli animali condotti in occidente.
Nel portar avanti nuove ricerche sulla terapia fagica, dobbiamo avvicinarci all’ampio patrimonio di conoscenze (a noi in parte ignote) che si è accumulato in Polonia ed in Unione Sovietica e dobbiamo dare a chi di dovere il giusto credito per i tanti anni di lavoro impegnativo e accurato in questo campo.
La scoperta dei Batteriofagi

Un secolo fa Hankin scoprì che l’acqua del Gange e del fiume Yumana in India possedeva una spiccata azione battericida che restava inalterata passando attraverso un filtro di porcellana, ma veniva distrutta con la bollitura..
In particolare Hankin studiò l’effetto dell’acqua sul Vibrio Cholerae ed ipotizzò che la sostanza responsabile dell’azione battericida era quella che impediva che si diffondessero epidemie di colera causata dall’ingestione di acqua di questi fiumi
Successivamente Edward Twort e Felix d’Herelle annunciarono separatamente di aver isolato entità filtrabili in grado di lisare le colture batteriche.
Fu d’Herelle, un canadese che lavorava presso l’istituto Pasteur di Parigi , a dare a quegli organismi di recente scoperta il nome di Batteriofagi “ non nel senso stretto di mangiare, bensì in quello di svilupparsi a discapito di”
Una volta isolati i Batteriofagi si presentano come dei grossi virus, del tutto simili al modulo spaziale lunare.
Essi infatti hanno una grossa "testa" che contiene il codice genetico, un corpo abbastanza lungo, e sei gambe con le quali si appoggiano sui batteri.
Quando devono iniettare il DNA virale le gambe si piegano ed il corpo si appoggia sui batteri ed il DNA viene iniettato nel batterio.
Il perché i fagi avessero una così spiccata preferenza per i batteri e non nutrissero nessun interesse per le cellule umane, non si è ancora completamente capito.
In base alle caratteristiche del DNA si sono potuti comunque distinguere due tipi di fagi:
- Fagi litici
- Fagi lisogeni
I fagi si sono rivelati avere uno spettro amplissimo nel distruggere i batteri.
Per conoscere i risultati degli studi ci siamo rivolti all’Istituto di Immunologia e Medicina sperimentale dell’Accademia delle scienze Polacca e all’istituto di ricerca sui Batteriofagi di Tiblisi.
In particolare a Tiblisi, in Georgia sono stati condotti studi su ampie fette di popolazione.
La portata di queste ricerche sono veramente notevoli.
Si sono dimostrati particolarmente potenti su Staffilococcus, Streptococcus, Proteus, P.Aeruginosa, Clostridi, E,Coli, Enterococcus, Klebsiella, Acinotobacter, Salmonelle, Shigella, Vibrio Colere, ma anche molti altri.
Furono rilevati pochi effetti collaterali, quelli rilevati sembravano essere direttamente associati al processo terapeutico.
Dal terzo al quinto giorno spesso i pazienti manifestavano nell’area del fegato un dolore che durava diverse ore.
Si è visto che questo era collegato alla massiccia liberazione di endotossine, nel momento in cui il fegato sta distruggendo i batteri con la massima efficacia..
Furono impiegati diversi metodi di somministrazione, per via orale, con aerosol, e per via rettale.
Tuttavia era chiaro che i fagi entravano rapidamente nel corpo dal tratto digerente e si moltiplicavano internamente ovunque fossero presenti i batteri appropriati, come veniva evidenziato dalla loro presenza nel sangue e nelle urine, oltre che dagli effetti terapeutici.
Questa scoperta interessante ed alquanto inaspettata è stata ripresa da molti studi e sistemi.
Studi recenti in occidente.
Levin e Bull, Barrow e Soothil hanno fornito validi resoconti di gran parte della ricerca sugli animali condotta in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
I risultati concordano molto bene con il lavoro clinico condotto nei paesi dell’est sia in termini di efficacia che di sicurezza.
La produzione dei fagi è estremamente semplice.
Si usano colture di batteri che sono particolarmente sensibili per la produzione rapida di fagi.
L’isolamento poi è semplice, si usano filtri di ceramica che lasciano passare i fagi e non lasciano passare i batteri.
I fagi si conservano a lungo in soluzione fisiologica e 2 gradi centigradi.
Il vantaggio della terapia fagica è notevole.
- Sono auto replicanti, ma anche autolimitanti, perché si moltiplicano solo finchè sono presenti dei batteri sensibili
- Possono essere diretti verso i batteri normali in modo molto più specifico della maggior parte degli antibiotici . lo squilibrio batterico o disbiosi causato da molti trattamenti con antibiotici può portare a gravi infezioni secondarie con batteri relativamente resistenti, spesso aumentando il periodo di ricovero ospedaliero, le spese e la mortalità. Tra i problemi particolari che ne conseguono ricordiamo le Pseudomonacee che sono molto difficili da curare, ed il Clostridium Difficile che provoca diarrea acuta e colite ulcerosa. Con la terapia fagica si evitano completamente questi problemi
- I fagi possono avere come bersaglio i recettori sulla superficie batterica coinvolti nella patogenesi, così viene ridotta la virulenza di tutti i mutanti resistenti.
- Nella terapia fagica sono stati rilevati pochi effetti collaterali.
- La terapia fagica sarebbe particolarmente utile nelle persone allergiche agli antibiotici.
- Fagi adeguatamente selezionati possono essere usati facilmente a scopo profilattico per aiutare a prevenire le malattie batteriche nei momenti di esposizione, o per sterilizzare gli ospedali ed aiutare a proteggere dalle infezioni contratte negli ospedali
- Specialmente per applicazione esterna, i fagi possono essere preparati a costi piuttosto bassi e in loco, facilitando le loro applicazioni potenziali sulle popolazioni con scarsi mezzi
- I fagi possono essere usati in modo indipendente o in combinazione con altri antibiotici per aiutare a ridurre lo sviluppo della resistenza batterica
Stupisce che dopo un secolo dalla scoperta i fagi siano stati praticamente dimenticati soprattutto in occidente.
Sicuramente lo sviluppo degli antibiotici, e certi interessi hanno ostacolato lo studio di un arma che si rivelerà per il futuro sicuramente vincente.

Ringrazio Joseph E. Pizzorno e Michael T. Murray docenti e ricercatori della Basyr University di Seattle per il prezioso contributo
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