Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 ILLUMINAZIONE

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pier



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MessaggioOggetto: ILLUMINAZIONE   Sab Set 04, 2010 9:49 am

L'illuminazione può dirsi uno stato in cui si conosce direttamente attraverso se stessi, per identità ed evidenza incontrovertibile, e non attraverso i sensi e la mente; uno stato in cui le categorie dell'esistenza duale: tempo spazio, materia, energia, scompaiono; e non uno stato in cui uno pensa: «Oh, sto avendo un'esperienza diretta», perché nessun io e nessun altro esiste su quel piano di 'trascendenza'.

Infatti, i pensieri che vengono nella mente compaiono soltanto dopo che uno è già uscito dallo stato di unità, magari anche chiamato samadhi, satori, samadhi, trascendenza, esperienza diretta, conoscenza diretta ecc. Poiché nello stato non-duale si è uno con tutto – anzi, non c'è nessuno tutto, ma c'è solo Uno. E si potrebbe concludere che persino l'anima individuale faccia parte parte della illusione (maya).

I problemi di interpretazione sorgono allorché si afferma che «Atman e Brahman sono uno!». Oppure: «La goccia che si fonde all'oceano divenendo oceano essa stessa» ecc. Questa ed altre metafore che affrontano la esperienza non-duale, ci fanno chiedere: «Essere uniti a Dio non significa che uno si estingua in qualche altruità divina chiamata Dio e che, quindi, cessa di esistere? oppure, che uno diventa Dio e tutti gli altri cessano di esistere?

Come si può spiegare intellettualmente questo problema? Si vuole forse dire semplicemente accettare pienamente se stessi come veramente si è e tutti gli altri come loro veramente sono? Oppure, che l'individuo ha una sua identità, la cui vera natura divina è uguale a quella di tutti gli altri individui?

Ma di fatto, ognuno di noi veramente è un individuo divino! Ecco perché quando accettiamo tutti gli altri individui, questo è chiamato unione divina, o YOGA. Lo yoga non è un stato mentale.

Ogni nostra accettazione evolve realmente il mondo, compreso il nostro corpo e la nostra mente. Ciò è perché il mondo in effetti non è altro che la manifestazione del grado di accettazione e/o non-accettazione di ogni individuo divino verso se stesso e gli altri; perciò l'accettazione di tutti gli individuo divini o la non-accettazione di alcuni individui divini influenza la manifestazione.

Nel processo yogico, il proprio corpo diventa divino, e quando questo processo si completa, ci veniamo a trovare nel nostro stato naturale di completa onniscienza e completo amore divino. Inoltre, l'esperienza del Nulla o Vuoto come realtà ultima è ancora un'esperienza parziale del Lila (gioco della Creazione).

Ormai, anche per spiegarci queste cose, per spiegare la metafisica, si deve ricorrere alla moderna fisica quantistica. Perciò gli individui, (cioè noi), siamo esistenze non-fisiche, oltre il tempo e lo spazio, oltre l'energia e la materia; unici, indivisibili, imperituri ed eterni. Siamo identici nella nostra vera essenza, ma diversi nelle nostre identità; possiamo infatti scegliere diversamente.

«La libertà di scelta» è connaturata alla nostra essenza divina, e non è condizionabile, in ultima analisi, da nessuno e da alcunché. Noi abbiamo anche la facoltà di conoscere direttamente o di non conoscere direttamente noi stessi e tutti gli altri.

Quando siamo nello stato diretto, o samadhi, noi siamo in completa relazione con tutti gli altri individui. Lo stato diretto è infatti uno stato di assoluta relazione che si rende possibile grazie a una grande apertura-accettazione-abbandono alla verità.

In questo stato ogni distanza è vanificata e noi sperimentiamo la «unicità» (oneness in inglese), che tuttavia è una parola fuorviante, in quanto la verità è che noi siamo molti, ed abbiamo la facoltà di entrare in assoluta relazione, o stato diretto, o samadhi, scegliendo di conoscere direttamente.

Ovviamente, perché ciò avvenga stabilmente è necessario un percorso, ma la base di questo percorso è anche la completa accettazione dell'altro e di noi stessi così come veramente siamo. Va infine considerato che il Dharma (l'etica, o il dovere universale) non avrebbe più alcun senso, se tutti gli altri fossero … illusori.

Infine, riguardo alla analogia che la goccia d'acqua si fonde (e confonde) con l'oceano, nasce magari il timore che, così, perda ogni legame con la sua individualità del passato. A parte il fatto che, in tal caso, sarebbe più quello che si guadagna che non quello che si perde, (il nostro piccolo Ego), bisogna anche pensare che c'è il sutratma, il filo dell'anima, che ci fa da filo conduttore per riportarci sempre nella nostra specifica individualità.

Maharishi una volta ebbe a spiegare questo problema con questa facile e semplice metafora: “Quando un cittadino americano diventa presidente degli Stati Uniti, da quel momento ragiona e si comporta come un Presidente USA. Ma non per questo ha perduto la sua capacità di identificarsi ancora con il comune cittadino amricano che era prima, e quindi continuare ad occuparsi della sua famiglia e dei figli e tante altre cose, esattamente come faceva prima di essere eletto Presidente”.

Insomma. L'Illuminato può funzionare in entrambi i modi, sia come Illuminato (preferibilmente), ma anche come “non illuminato”, se questo può essere “utile” in certe circostanze …

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cincin



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MessaggioOggetto: Re: ILLUMINAZIONE   Dom Ott 10, 2010 10:38 am

Mi permetto di definire anch'io l'Illuminazione, pier, anche se definire l'Illuminazione è cosa anomala perchè l'Illuminazione esclude l'intelletto e allora l'intelletto non può descriverla.

L'Illuminazione è: riConoscere il tempo presente.

Tutti noi viviamo nel tempo presente ma il riConoscerlo è tutt'altra cosa. riConoscere il tempo presente vuol dire Conoscere la nostra natura eterna, perchè solo il presente è eterno. Il presente è un punto e non ha estensione; e i punti su di una retta sono infiniti; il presente è infinito.
riConoscere il tempo presente ci fa accedere all'infinito che già siamo ma che non sappiamo di essere. Illuminarsi vuol dire scoprire di essere infiniti.
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