Fisica ...tra Scienza e Mistero (Universo,Energia,Mente e Materia)

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 Fisica Unigravitazionale?

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Fausto
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MessaggioOggetto: Fisica Unigravitazionale?   Gio Giu 14, 2007 12:18 am

Fonte: http://it.geocities.com/cid10.geo/

Ho dato un'occhiata al lavoro di Palmieri (non sono riuscito comunque a trovare tutta la parte in notazione algebrica a dimostrazione delle sue teorie);ritengo valida l'ipotesi di una possibile uguaglianza tra fotone e gravitone (d'altronde lo stesso R.Mallett,negli esposti sulla manipolazione del tempo,accenna palesemente alle implicazioni fisico-matematiche della luce,quale "fonte" o "sorgente" primaria di gravità.Volendo accettare per buona tale ipotesi,rimane comunque un problema di fondo,che francamente non capisco come Palmieri sia riuscito a risolvere:un fisico teorico è in grado di calcolare matematicamente le interazioni del gravitone con il resto della materia,ma in questi calcoli si imbatte in quantità infinite.Numeri infiniti come questi erano già comparsi in precedenza,nel calcolo delle interazioni dei fotoni con la materia.Fortunatamente comunque,questi ultimi infiniti poterono essere dominati,ossia venire eliminati,tramite la rinormalizzazione,che si presenta come un procedimento coerente dal punto di vista matematico.Ma gli infiniti che compaiono nel caso delle interazioni del gravitone non possono essere eliminati con la rinormalizzazione (essendo assai "peggiori").La teoria dell'interazione tra gravità quantistica e materia non è rinormalizzabile,il che significa semplicemente che i fisici non sono in grado di darle un senso.Sono assai scettico invece su molte sue altre considerazioni,quali ad esempio:"(...)tale meccanismo esclude in modo assoluto la possibilità fisica di fenomeni come il "collasso gravitazionale", le "stelle di neutroni", i "buchi neri", il "big bang", l' "espansione dell'universo", la "fuga delle galassie(...).

Credo che tutte le idee-ipotesi di Palmieri, poggino fondamentalmente sul concetto di supersimmetria.
Mediante una trasformazione supersimmetrica,ad esempio,i campi di bosoni con spin 0 possono essere convertiti in campi di fermioni con spin ½ e viceversa.Come differenti gluoni potevano essere considerati
quali diverse componenti di un unico campo di Yang e Mills,così,in base alla supersimmetria,bosoni e fermioni con spin differente possono essere considerati come diverse componenti di un unico “supercampo” (in seguito
a un’operazione di supersimmetria,le diverse componenti del “supercampo”,campi di spin differente,si trasformano
l’una nell’altra).Agli inizi degli anni 70,la supersimmetria completa implicava che le particelle con spin 0 e quelle con spin ½ avessero la stessa massa (il che avviene anche in modelli supersimmetrici più complessi).Ma queste particelle di massa uguale e di spin differente non sono mai state osservate in natura, e questa è la ragione per cui il modello
semplice non ha interesse dal punto di vista sperimentale.Per condurre a una descrizione delle particelle osservate in natura,la supersimmetria deve quindi essere spezzata.In tal caso le masse delle particelle di differente spin correlate dalla supersimmetria, non devono necessariamente essere uguali.
Restando in tema di supergravità,occorre innanzi tutto tener presente che la maggioranza di coloro che vi hanno "lavorato sopra",ha la sensazione che manchi ancora qualche idea decisiva,in assenza della quale le teorie semplicemente non descrivono il "mondo reale".Qualsiasi teoria che "origini" dalla relatività generale,comporta la gravità,cosicchè la supergravità è potenzialmente una teoria dei campi completamente unificata.In tale contesto quindi,tutti i campi,compresi quelli con spin 0, 1/2 e 3/2,sono conseguenza di una supersimmetria locale,mentre precedentemente solo i campi di Yang e Mills con spin 1 potevano essere dedotti dalla simmetria.
Il problema degli infiniti (a cui ho accennato all'apertura di questo topic),non ho voluto trattarlo a fondo per non complicare troppo le cose (già,presumo,per molti poco digeribili),ma visto che si parla di supergravità,purtroppo ...debbo farlo.Eseguendo dei calcoli di carattere quantistico (utilizzando la teoria della supergravità),gli infiniti che "affliggono" la teoria della gravità basata solo sul gravitone,scompaiono elidendosi con infiniti uguali e opposti generati dal gravitino.Il punto è che queste elisioni non sono casuali,ma rappresentano un effetto profondo della presenza della supersimmetria.Benchè ancora non si sappia se la teoria della supergravità sia completamente rinormalizzabile,questa "attenuazione degli infiniti",sembra costituire un progresso in direzione di una valida teoria quantistica della gravità.Una delle più grandi "fregature" che comunque sta alla base della teoria della supergravità,è che nella sua forma semplice comprende solo il gravitone e il gravitino (...e ciò ben difficilmente può rispecchiare il "mondo reale" con le sue numerose particelle).
Ribadisco ancora di non essermi addentrato veramente a fondo nelle idee-teorie di Palmieri;il fatto quindi che egli abbia costruito tutto il suo "castello matematico" sul principio di supersimmetria e su alcuni postulati inerenti alla supergravità,rimane semplicemente una mia supposizione.
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nuages



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MessaggioOggetto: Un nuovo modo per leggere le equazioni di Maxwell   Lun Dic 28, 2009 3:35 pm

Le teorie di Renato Palmieri sono pure richiamate sullo studio allegato:
Nelle equazioni di maxwell variazioni di campo elettrico producono variazioni di campo magnetico e viceversa.
Le oscillazioni del campo elettrico sono ortogonali a quelle del campo magnetico.
Le equazioni qui presentate riprendono quelle di Maxwell notando che "manca un pezzo" e ipotizzano che il pezzo che manca per renderle armoniose e simmetriche sia la gravità.
In pratica a quanto detto da Maxwell sopra si trasforma come segue:
Le variazioni di campo elettrico producono variazioni di campo magnetico, quelle di campo magnetico variazioni di campo gravitazionale, quelle di campo gravitazionale variazioni di campo elettrico e viceversa.
Le oscillazioni del campo elettrico sono ortogonali a quelle del campo magnetico ed entrambe sono ortogonali a quelle del campo gravitazionale.
In ptratica detti E, B, G i campi elettrico, magnetico e gravitazionale, i tre vettori di propagazione si dispongono su una terna di assi cartesiani.
Che vuol dire?
a) le onde elettromagnetiche hanno anche effetti gravitazionali, ovvero meccanici.
b) se ho una sorgente puntiforme o una antenna lineare, la propagazione delle onde elettromagnetiche non é più in cerchi concentrici, ma, essendo presente un "campo" trasversale a quello E e B, ovvero il campo G, esso genera con una "forza" relativa, lungo la tangente dei cerchi concentrici, ovvero una componente rotativa o torsionale Tutto ciò tende a far ruotare i cerchi di propagazione intorno alla sorgente mentre avanzano. Abbiamo, quindi, un avanzamento a spirale (le equazioni non dicono, in realtà, che é logaritmica ma per la verità devo ancora sviluppare le equazioni dell'onda)
Ma da questo che si deduce?
Prima di tutto che non c'è bisogno di massa perchè la luce basta a produrre tutti gli effetti (fiat lux).
Se la propagazione é a spirale le onde che interferiscono, nello spazio, non si "elidono a vicenda" come accade in generale, ma formano delle "figure di interferenza" tridimenzionali, di vario tipo che dipendono da:
- numero di sorgenti
- verso di rotazione delle spirali (o spin)
[INCISO: Per una analisi delle possibilità di questo tipo di propagazione si veda anche gli efeftti previsti dal fisico Renato Palmieri http://xoomer.virgilio.it/repalmie/ nella sua "fisica unigravitazionale", a partire, però, non dalle equazioni ma da un ragionamento meramente geometrico. Palmieri spiega anche come questo tipo di propagazione dimostra che cosa é la vita e quale differente tipo di energia la compone]
Ma questo che significa?
Che possono determinarsi nello spazio, figure di interferenza tridimenzionali, ovvero "forme armoniche chiuse" in tre dimensioni che hanno comportamenti elettrici, magnetici o gravitazionali.
Che significa? La materia non serve perchè basta la "forma di interferenza" tra due sorgenti luminose (fotoni) per generare una zona dello spazio che attrae a se altre e che si comporta proprio come una "massa".
[INCISO: la foto dell'elettrone ottenuta le scorse settimane mostra proprio che esso é una forma di interferenza come previsto dalle equazioni e da Renato Palmieri]
Queste forme di interferenza, se vuoi, le puoi anche chiamare "forme pensiero" che si "addensano" nell'etere (ebbene si: ritorna il fantomatico etere) e che hanno due comportamenti opposti entropico - entalpico (ovvero passivo e disorganizzante, ovvero materia inerte) se interferiscono con lo stesso verso di rotazione, o antientropico-antientalpico (ovvero organizzante, ovvero materia vivente) se hanno verso di rotazione opposto
Ma qual'é l'unico difetto delle equazioni? Che le onde sono piane ovvero che in apparenza, se incontrano la gravità non deviano.
Infatti le equazioni escludono la relatività generale e la curvatura dello "spazio tempo" prevista da Einseint...e allora? Sono sbagliate?
No perchè le equazioni spiegano la deviazione della luce di fronte alla gravità in maniera assai più semplice e senza necessità di uno spazio che si incurva: vediamo.
Se esiste una componente gravitazionale nella propagazione dell'onda, e se questa componente é ortogonale al moto é assolutamente naturale che questa componente interferisca con qualsiasi componente gravitazionale (es.: un pianeta) , tanto più quanto tale componente s presentasse ortogonale al moto dell'Onda elettromagnetica ovvero alla luce.
Orbene, se un raggio di luce entra tangenzialmente al campo di gravità di un pianeta, la componente oscillante di gravità opera in questo modo:
a) quando é diretta verso il pianeta, si somma alla componente di attrazione gravitazionale e "attrae il raggio di luce verso il pianeta"
b) quando é nulla non interferisce con la gravità ma nel frattempo il raggio di luce, prima attratto é passato in una zona più vicina al pianeta su un orbita più interna
c) quando la componete G diviene negativa il raggio tenderebbe ad allontanarsi, ma essendosi portato più avanti rispetto alla posizione precedente, non troverà più un vettore gravitazionale di attrazione del pianeta, perfettamente allineato sulla direzione della gravità elettromagnetica, ma inclinato rispetto ad essa. Che significa? Che la somma vettoriale delle due componenti, fornisce una risultante repulsiva minore di quella che aveva agito attrattivamente in precedenza.
Il raggio si allontana, però non torna ad sull'orgita iniziale ma su un orbita lievemente più interna.
Ecco spiegata l'attrazione gravitazionale senza curvatura dello spazio-tempo e con un onda piana.
Ecco spiegato l'elettrone come onda-particella ovvero come campo forma E-B-G.
Ma gli effetti nello spazio tempo previsti da Einstein?
Non si perdono, anzi trovano una espressione più comprensibile e semplice.
Le trasformazioni di Lorentz restano valide e con esse gli effetti temporali.
Ma allora perchè la velocità luce é ancora un limite invalicabile?
Se la materia é frutto di interferenze di onde di luce é chiaro che quando un fotone viaggia alla velocità di propagazione della luce da lui stesso emessa, la massa si schiaccia in direzione della velocità (trasformazioni di Lorentz)...perchè?
Semplicissimo se la energia elettromagnetica contiene anche la gravità, le onde si comprimono nelal direzione di propagazione (effetto Doppler)e si dilatano nella parte posteriore.
Su fronte d'onda la massa si addensa e si schiaccia in direzione della propagazione, l'energia (antimateria o antimassa) si dilata nella direzione opposta.
Quando il fotone supera la barriera della luce ovvero giunge alla stessa velocità della radiazione da lui emessa, avanti non c'è più fronte d'onda e quindi massa.
La scomparsa della massa provoca, nella parte posteriore del fronte, una serie di cerchi (sono in realtà spirali ma per semplificare supponiamole cerchi) che partono dal fotone collocato sulla circonferenza esterna e si propagano all'indietro lungo il diametro avendo sempre come sorgente il fotone collocato su questa circonferenza.
Riuscite ad imamginare cerchi (o meglio spirali) più ampi di questo? Ecco che la scomparsa della massa scompone l'essenza stessa della materia, ovvero fa scoppiare le forme d'onda consendate ovvero le interferenze formanti di onde E-G-B in questo universo.
Il fotone passa in una "dimensione" diversa continuando ad emettere onde elettromagnetiche che non lo vedono più come centro (é come se la sorgente fosse arretrata), che non addensano massa (non sono più spirali logaritmiche ma spirali deformate implosive che si manifestano come energia nel nostro universo.
Insomma l'effetto del fotone non compare direttamente nel nostro universo ma interferisce in questo in maniera a-casuale ovvero a-cronologica ed a-temporale.
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